Giorgio Montanari

Recensione di Nella purezza, silloge poetica di Giorgio Montanari

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Giorgio Montanari è nato a Parma il 18 luglio 1982.

Dopo il diploma di maturità scientifico-linguistica e la laurea specialistica in Trade Marketing e Strategie Commerciali, dal 2007 lavora in dipartimenti export e marketing di prestigiose aziende italiane. In parallelo, dal 2005, collabora con importanti testate giornalistiche nazionali.

Innamorato dell’Arte in tutte le sue forme (musica, pittura, fotografia, teatro, letteratura), pubblica il suo primo libro “Finzioni Di Poesia” nel 2018. L'anno successivo escono la sua seconda raccolta poetica "Nella Purezza" (con illustrazioni di Luca Soncini e prefazione di Antonio Spagnuolo) ed il suo libro illustrato per bambini ("Pizza Story", con disegni di Marianna Salerno).

Il suo sito personale è www.giorgiomontanari.it

“Nella purezza” mette nero su bianco la volontà di confrontarsi sul tema della genuinità e dell’illibatezza dell’essere, dell’inesausta creatività dell’universo, che consente la possibilità di immergersi in esso sino a levigare l’esperienza del quotidiano e sublimarla attraverso versi leggeri e luminescenti. La meraviglia scaturisce così dalle sparute riflessioni che trapelano dalla silloge, la quale è divisa in tre parti: “Intro(spezione del) verso”, “Lettere (d)al paradiso” e "(Ri)nascita nell'eterno. Nella prima parte, emerge la dolorosa consapevolezza di una dicotomia graffiante: l’essenza mascherata di ognuno e velata di manierismi e ipocrisie, connaturata ad ogni uomo e tuttavia così amara. Questa sofferenza, però, si libera nel momento in cui l’interiorità del poeta varca i confini della propria individualità per rapportarsi con la bellezza dell’esistere, quandunque essa fosse rappresentata dalla dimenticanza di sé. Così in “Neurosi, Psyché”: “Il cuore si ribella/necessita di attenzioni/recita aritmie. /Infine, l’oblio/ abbraccia la mente/cullandola sino alla/perdita dei sensi”. «Dovremmo pronunciare ogni parola vera come fosse un’agonia o un testamento», sosteneva Ceronetti in Poesia e solitudine; Giorgio Montanari raccoglie questa lezione con grazia e maestria, donando versi rarefatti e di una bellezza commuovente.

L’autore ordina poi la seconda parte quasi si trattasse di un sentiero, di un percorso per ritrovarsi attraverso le voci dei personaggi che la popolano, da De André a Rino Gaetano, da Pietro Ciampi a Mia Martini, consentendo un dialogo tra personalità differenti che, grazie a uno sguardo personale, tendono l’una verso l’altra. Questa sezione è percorsa dal tema della morte, che sembra risolversi in una metamorfosi, come si evince dal bellissimo testo di Sirena, in cui il poeta immagina una ragazza che, ossessionata dal respiro, si getta in mare ove si scopre pesce – le spuntano infatti le branchie al contatto con l’acqua. Nel complesso, l’opera evidenzia una fame d’aria e di vita in un mondo troppo spesso dilaniato dal male di vivere e dalla fragilità intrinseca di tutte le cose, in cui la poesia e la riflessione paiono porsi come adeguate risposte all’assenza di stabilità e di incanto protratto.

Chiara Zanetti

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