Professore Associato Di Filosofia Morale FABRIZIA ABBATE

Professore Associato Di Filosofia Morale FABRIZIA ABBATE

VIVERE BENE CON GLI ALTRI E PER GLI ALTRI

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LA FILOSOFIA MORALE DI FABRIZIA ABBATE

VIVERE BENE CON GLI ALTRI E PER GLI ALTRI

Ognuno di noi ha una sua strada davanti e ciò che fa la differenza tra un individuo e l’altro per avere successo è seguire un percorso. Si dice che il visionario costruisce ciò che i sognatori immaginano. Un’ utopia ? Sicuramente non basta sognare, e spesso il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande.Comunicare con speranza è importante in questo difficile periodo di isolamento, tra preoccupazione e una reale trasformazione del mondo. Andrà tutto bene? Possiamo sperare e cambiare, questo sì, e usare più che mai le due parole care all’etica che ci ha suggerito FABRIZIA ABBATE, Professore Associato di Filosofia Morale nel Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute all’Università del Molise.

Ciao Fabrizia, benvenuta su Unfolding Roma.

Agire e progettare, per il bene di tutti sono parole care all’etica e a te.

Che cosa è per te l’etica ?

Innanzitutto è la materia che studio da venticinque anni: la filosofia morale, ossia quel ramo della filosofia che si occupa delle azioni degli uomini e del senso che diamo ad esse, dei valori in cui crediamo, della libertà, del bene e del male, della giustizia, della responsabilità, dell’amicizia, della paura, del coraggio, dell’odio, della speranza, dell’amore. Ed è la materia che insegno in Università, cercando di appassionare tutti i giorni in miei studenti a questa complessa e meravigliosa ricerca del significato da dare alla nostre vite. Mi piace darne la definizione che ne diede Paul Ricoeur: “vivere bene con gli altri e per gli altri, all’interno di istituzioni giuste”.

Da dove inizia il tuo percorso?

Decisi che avrei studiato Filosofia a 16 anni. Tutte le notti restavo sveglia fino a tardi per vedere i programmi notturni della Rai, l’Enciclopedia delle Scienze Filosofiche: restavo ipnotizzata davanti ai discorsi dei grandi filosofi contemporanei, Jurgen Habermas, Vittorio Hosle, Hans Georg Gadamer, e soprattutto il filosofo francese Paul Ricoeur che spiegava Aristotele! E poi, pensa come è la vita: mi sono laureata a Roma, in Lumsa, proprio con la tesi di laurea sul tema della “identità narrativa” in Ricoeur. Lo conobbi, dialogammo molte volte, ci confrontammo. Era un professore straordinario !

Una bella avventura itinerante nella ricerca, un percorso lungo, tra sacrifici, impegno e passione, vero ?

Sì, ho dovuto fare una lunga strada per diventare Professore: la ricerca universitaria prevede, purtroppo, lunghi anni di precariato, di sforzi per raggiungere risultati, di coraggio per superare i propri errori sì, ma ahimè anche le porte chiuse, le sconfitte che non comprendi, perché a volte sono davvero ingiuste, e le umiliazioni. Ma prevede anche l’entusiasmo di ciò in cui si crede, la gioia dei libri (letti e scritti), le avventure bellissime dei luoghi in cui si costruiscono i propri titoli (si fa ricerca o si insegna) e delle grandi amicizie che nascono: penso agli anni del mio dottorato nella splendida Lecce, a quelli del programma di ricerca all’Università Ca’Foscari tra Venezia e Londra, tantissimi anni all’Università di Roma Tre, e il periodo meraviglioso all’University of Chicago, dove ho potuto fare ricerca supportata dalla filosofa Martha Nussbaum, con cui dialogo ormai da diciotto anni. Oggi sono all’Università del Molise, felice della sfida di dover rendere la filosofia più concreta e viva nei corsi del dipartimento di Medicina, occupandomi di etica della cura e della identità umana nel futuro della robotica.

Roma, la città eterna dove vivi. Che rapporto hai con lei?

Abito a Roma da quasi trenta anni, città che amo. Conosco ogni vicolo del centro storico medievale in cui risiedo, le chiese, le edicole votive, le colonne, gli scorci di via dei Coronari e di via Giulia, il Mausoleo di Augusto per la cui riapertura stiamo tifando da anni. Incredibile! Pensa Francesca, quando ero a Chicago nel 2014, sai cosa mi mancava? Mia madre e gli amici, ovviamente, ma anche Castel Sant’Angelo, quella sua imponenza antica sul Tevere. Quando tornai a casa e lo rividi, scoppiai a piangere commossa come una bambina.

Parlando di comunicazione, quali sono state le tue esperienze e come si comunica la filosofia ?

Sono giornalista pubblicista e mi sono occupata anche di comunicazione in passato. Ho lavorato nella fiction televisiva, allo sviluppo editoriale delle sceneggiature per la Lux Vide di Ettore Bernabei tra il 1999 e il 2002, l’epoca delle prime serie di Don Matteo e della miniserie su Papa Giovanni XXIII (andai a Napoli per le riprese), poi ho collaborato con Rai Sat Premium e Rai Due, come autore dei testi. Un’esperienza che mi è servita molto, anche per imparare a comunicare la filosofia, usando le immagini e le parole in modo diverso.

Qual’ è il tuo sogno nel cassetto ?

Dopo la morte di mio padre, venti anni fa, non faccio più programmi a lunga portata. Spero che il virus ci dia tregua e possa tornare a rendermi utile per gli altri e a viaggiare con mio marito! Tornare a Dublino come faccio spesso, e partire finalmente per il Giappone, dove saremmo dovuti andare questa primavera, per ricerca.

Grazie Fabrizia per questa piacevole chiacchierata. Ti auguro di visitare presto il Giappone dove regna la semplicità, l’armonia e dove in natura tutto ciò che muore rinasce a nuova vita.

Stavolta una domanda ai nostri lettori.

“Sei come un bambino che non è ancora riuscito ad abituarsi al mondo? O sei un filosofo che giura di non abituarsi mai?"Silenzio. Pausa.

Chissà, si dice che " L'unica cosa di cui abbiamo bisogno per diventare buoni filosofi è la capacità di stupirci."

E allora continuiamo a stupirci. Sempre !

Francesca Rasi

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