Leggere Con Gioia: I Racconti Del Mistero Di Edgar Allan Poe

Leggere Con Gioia: I Racconti Del Mistero Di Edgar Allan Poe

Ormai sollevati dalla possibilità di sdraiarci sotto l’ombrellone, continuiamo il nostro excursus sulle letture adatte a questa modalità

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Questa settimana abbiamo letto per voi un classico che piacerà agli adulti, che lo ricorderanno dai tempi di scuola, ed ai più giovani, presso i quali il Gotico ed il Fantasy è ormai l’antonomasia di letteratura.

Parliamo, dunque, della raccolta di racconti di Edgar Allan Poe più note: i Racconti del Mistero.

Ma consigliamo, anche, un’antologia completa degli scritti di quest’autore, che contenga anche le sue suggestive poesie.

Cominciamo con il chiarire che i racconti di Poe non sono gotici. Todorov sostiene che appartengono allo strano. Il gotico è, infatti, legato al soprannaturale, come apparizioni di fantasmi e quant’altro. Poe è stato definito anche da alcuni critici italiani come gotico mentale.

I racconti di Poe funzionano come una stanza buia. Esplorano il paesaggio interiore dei personaggi. Non c’è una fonte oggettiva del terrore, ma tutto quello che ci viene raccontato, ci giunge attraverso il filtro del narratore e delle sue fobie.

Quando l’io narrante ci racconta di fantasmi, del doppio, di fobie, in realtà ciò di cui parla non corrisponde al vero, ma a quello che è vero per lui: la sua soggettività. Non c’è un panorama, se non quello interiore del narratore.

Ne “Il gatto nero” è il narratore che vede nel gatto un messaggio, (non aggiungiamo altro per non togliere nulla al lettore).

Anche ne “Il corvo”, (poesia tra le più suggestive e note di Edgar Allan Poe), l’oggettività ci rimanda ad un uccello che vuole solo ripararsi dalla pioggia. È l’io narrante che ci vede un messaggero.

È chi ci racconta la storia che è affetto da fobie e paranoie.

Il lettore ha così a disposizione una doppia possibilità: immergersi nella malattia mentale dell’io narrante e vivere con lui brividi e paure delle storie narrate, o approcciarsi a questi testi come si fa con un buon giallo: cercandovi di scorgere il dato oggettivo, dietro all’interpretazione soggettiva che ci viene proposta.

Qui ritroviamo nell’autore uno dei temi topici della letteratura americana: la frontiera.

L’ideale americano che divide il mondo barbaro dal mondo occidentale e puritano diviene in Pe la frontiera tra la vita e la morte, tra il lecito e l’illecito, tra la propria identità e quella dell’altro.

In particolare, Poe si sofferma spesso sulla frontiera tra la vita e la morte, che diviene poi fissazione dei suoi personaggi.

Ne “Il caso del sig. Waldemar” si esplora questa forma di limbo. Il finale, che preferiamo non svelare, dimostra comunque che era il narratore a pensare che il personaggio citato nel titolo non stesse morendo, era dunque egli ad ingannarsi e a voler vedere questa persona sospesa tra la vita e la morte.

Nei racconti di Poe, dunque, c’è sempre la possibilità di una spiegazione naturale.

Cosa preferirà il lettore, all’ombra di un abete rosso in Trentino o di un ombrellone al Circeo: scovare la spiegazione razionale o abbandonarsi al brivido?

Consigliamo due edizioni, tra le tante e ben curate attualmente in distribuzione:

· Racconti del mistero, Edgar Allan Poe, Barbera Editore, 294 pagg, 10 Euro

· Complete Tales & Poems, Edgar Allan Poe, Vintage Book Edition, 1.206 pagg, 18 Dollari

entrambe facilmente reperibili on line.

Recensione di Gioia G. Di Mattia

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