Le Melodie Delle Ombre Mostra Personale Di Giorgia Guaglianone

Le Melodie Delle Ombre Mostra Personale Di Giorgia Guaglianone

Martedì 7 luglio si è svolta l’inaugurazione della mostra personale di Giorgia Guaglianone “Le melodie delle ombre” , curata da Giorgio Vulcano e Anna Isopo e visitabile fino al 14 luglio presso la prestigiosa galleria Arte Borgo in Roma.

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“Le melodie delle ombre”

Martedì 7 luglio si è svolta l’inaugurazione della mostra personale di Giorgia Guaglianone “Le melodie delle ombre” , curata da Giorgio Vulcano e Anna Isopo e visitabile fino al 14 luglio presso la prestigiosa galleria Arte Borgo in Roma.

Riportiamo integralmente il testo critico dello storico dell’arte Giorgio Vulcano che ha presentato la giovane artista calabrese:

“ Esiste un dolce suono dietro le ombre. A volte basta chiudere gli occhi per disegnare con la fantasia il paesaggio del nostro Io, soffermarsi su quegli echi dell’anima che stimolano l’immaginazione e tracciano lo spazio infinito che accoglie i nostri sogni.

Le opere di Giorgia Guaglianone, sembrano dar voce, o meglio dar suono, a ciò che generalmente viene messo in ombra o è ombra stessa. I paesaggi rappresentati riflettono così non solo le delicate e forti variazioni cromatiche, ma anche i luoghi di matrice onirica che diffondono accordi musicali corrispondenti agli stati d’animo più segreti, esaltando le esperienze più profonde che ogni uomo ha provato almeno una volta: armonia, solitudine, velata malinconia e dolce smarrimento nell’infinito.

D’altronde, ogni forma in natura ha un proprio suono, potenziale, effettivo e a volte quasi impercettibile, ma è nella capacità dell’uomo cogliere le innumerevoli sensazioni che interagiscono costantemente tra lo spazio a noi circostante e l’animo; è la nostra percezione a realizzare una melodia in un andamento puramente armonico.

L’artista Guaglianone, esplorando i luoghi legati alla sua infanzia e al desiderio di evasione, segue i più dolci istinti, i più reconditi moti interiori, rifugiando nei colori evanescenti e nelle ombre tutte le sue energie. Tali forze sono frutto di profondi momenti di riflessione, in luoghi che desideriamo per noi stessi e che ci rendono realmente liberi, anche in temporanea solitudine. A volte, una fase di isolamento e di velata malinconia diventano lo spazio preferito per raccontare la nostra coscienza: il luogo in cui i dubbi e le incertezze incontrano la vitalità e la profonda espressione. Non a caso il celebre sociologo e accademico polacco Zygmunt Bauman ha dato una esemplificativa immagine della solitudine definendola quel sublime stato in cui è possibile raccogliere le proprie idee, meditare, riflettere, creare e, in ultima analisi, dare senso e sostanza alla comunicazione.

Effetti di mirabile evanescenza, grazie all’uso sapiente dei colori ad olio, sono dati anche da un intenso gioco di luci che, metaforicamente, rappresentano il nostro desiderio di sicurezza, di speranza e di illusione; un chiaro riferimento alla “lanterninosofia” di pirandeliana memoria in cui siamo tutti sottoposti a quella “fiera ventata” che ci fa perdere ogni umana certezza. Seppur vicino al figurativo, ogni dipinto della Guaglianone ha in sé una astrazione metafisica: l’opera va ascoltata e restituita alla sua inevitabile creaturale umanità. Pertanto si è trasportati in nuove dimensioni che confondono quasi i livelli di realtà, donando un ritmo sincopato e annullando quell'equilibrio archetipico attraverso il quale la musicalità trasognante dei suoi dipinti sconvolge e coinvolge l'interlocutore.

La serenità che regna attorno al sublime dei paesaggi di Guaglianone accresce il più elegante e vaporoso plasticismo, in un meraviglioso gioco di contrasti e ombre. Ci si smarrisce e ci si ritrova così nella grandiosità della natura, diventando talvolta parte di essa, talvolta ospite e interprete della sua musicale bellezza”.

Giorgio Vulcano

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