Roberta Morzetti

Roberta Morzetti

L’Arte per me è vita, uno strumento necessario, il mio linguaggio.Attraverso la scultura riesco ad osservare me stessa da più prospettive.Le mie sculture sono autobiografie, confessioni.

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Buongiorno oggi intervistiamo la giovane artista Roberta Morzetti con lei parleremo di arte e del mondo che le ruota attorno .

Roberta una tua breve presentazione per i nostri lettori ?

Sono Roberta Morzetti, ho conseguito la Laurea con lode all’Accademia delle Belle Arti di Viterbo. Dopo aver mosso i miei primi passi nel mondo della moda e del teatro, da dieci anni mi dedico esclusivamente alla scultura. Dal 2016 Velia Littera, titolare della Galleria Pavart di Roma, è diventata la mia unica curatrice.

Una donna positiva al coronavirus ha infettato altre 71 persone con un solo viaggio in ascensore durato circa 60 secondi. I fatti sono avvenuti in Cina e non hanno creato non poco scalpore, tanto da diventare anche oggetto di studi del CDC, il Centro Statunitense per il Controllo delle Malattie, che riporta la notizia : usciremo da questa pandemia ? Come hai vissuto il lockdown ?

A mio modestissimo avviso, torneremo alla piena normalità soltanto con il vaccino. Sinceramente, dovendo preparare la Personale Skin_20, prevista per marzo, ero già anticipatamente in una sorta di lockdown artistico che poi è proseguito necessariamente, durante il quale ho continuato a lavorare.

Hai trovato in questo periodo fonte di ispirazione per creare qualcosa di interessante ed unico ?

Durante il lockdown, oltre che terminare due dei pezzi più importanti dell’allestimento, ossia Escape_20 e Narcotica_20, ho iniziato e terminato Apnesya, una scultura-sirena, che dona il titolo al libro fotografico di Prisca Tozzi, realizzato per esaltare la bellezza e la salvaguardia delle Isole Eolie. Inoltre, ho disegnato i vari progetti di sculture, con una delle quali parteciperò alla collettiva FASE UNO curata da Velia Littera, presso la galleria Pavart, durante la Rome Art Week (26-31ottobre 2020).

Che cosa è l’arte? Sull’argomento sono stati scritti libri, trattati, enciclopedie. Ma a volte i pensieri si possono esprimere in una pagina, in una frase, in una parola : quale la tua ?

L’Arte per me è vita, uno strumento necessario, il mio linguaggio.Attraverso la scultura riesco ad osservare me stessa da più prospettive.Le mie sculture sono autobiografie, confessioni. È chiaro che il vissuto, trasformato in materia, anche il più doloroso, viene arginato, circoscritto ed ecco che, anche le zavorre più pesanti, si trasformano in coriandoli.

La vicenda Autostrade testimonia inoltre il livello di qualità di questo governo. Il drammatico dolore per le 43 vittime non può alimentare né slogan vendicativi che non si addicono a uno stato di diritto né immobilismi intollerabili : della tragedia del ponte Morandi che idea ti sei fatta ? In che modo ti piacerebbe rappresentare il dolore ed il ricordo di questa tragedia ?

Qualsiasi parola sarebbe riduttiva per commentare una simile tragedia.Sono d’altro canto felicissima che il progetto della ricostruzione del Ponte Morandi, sia nelle mani e nel cuore di Renzo Piano. Soltanto nel 2018 ho affrontato il tema di una tragedia italiana ,del terremoto di Amatrice dell’agosto 2016. Nell’ambito del progetto di Velia Littera di ricostruzione del parco giochi Don Giovanni Minozzi di Amatrice, ho realizzato la scultura Bona Dea_2018 installata nel parco con i lavori di Alberto Timossi e di Stefano Trappolini .La Bona Dea _2018 è la reinterpretazione in chiave contemporanea della Grande Madre, Dea della Natura e della Spiritualità, simbolo dell’aurora e della rinascita, della capacità infinita di rigenerarsi.Volevo che la mia scultura potesse essere portatrice di una rosea alba per la città di Amatrice e per la sua gente e potesse rappresentare una Madre che restituisce il diritto alla leggerezza non solo ai bambini ma anche agli adulti, poiché, come diceva Italo Calvino, “La leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”, ripartendo quindi ma senza dimenticare quel terribile 24 agosto 2016. Quindi, se dovessi reinterpretare la tragedia di Genova, vorrei che il mio lavoro comunicasse ancora una volta un messaggio luminoso di vitalità.

Tornerà presto in Francia, a disposizione dell'autorità giudiziaria di Parigi, la porta del Bataclan dipinta da Banksy in omaggio alle 90 vittime dell'eccidio del 13 novembre 2015. Rubata a gennaio del 2019 e ritrovata il 10 giugno di quest'anno in un casolare della campagna abruzzese, l'opera dello street artist più famoso al mondo si trova da ieri sera in uno splendido salone di Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia : che idea hai di questo artista ?

Di Banksy ammiro il coraggio, la libertà, la generosità, la vena satirica e sovversiva, volta a scuotere il torpore culturale dei nostri anni. Del resto, citazione sua, “ L’Arte deve confortare il disturbato e disturbare il comodo”.

Su Instagram, firmata Arisa. Una frase che, ammettiamolo, lascia interdetti. E che fa scalpore e che fa parlare. La cantante, infatti, si mostra sorridente e con gli occhi chiusi, in un campo di girasoli in una giornata di sole ,ma passiamo alla frase con cui accompagna la fotografia, che recita: "Rutto, scoreggio e amo il sole". "Un'artista può tutto", commentava un seguace: questo essere donna che va oltre qualsiasi emancipazione ti piace ? Le donne hanno il diritto di essere nell’anno 2000 pari agli uomini ?

La libertà di espressione appartiene al nostro tempo. Tuttavia credo che la donna debba raggiungere la parità e l’emancipazione rispetto all’uomo mantenendo ed esaltando la propria identità, unicità, diversità. E quindi anche il linguaggio femminile deve essere un ulteriore strumento di affermazione poiché scimmiottare l’essere uomo non fa altro che potenziare un sistema patriarcale e maschilista. Come diceva Simone de Beauvoir “La donna libera sta nascendo solo ora”

GK Chesterton :La dignità dell’artista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo : con le tue opere ci riesci ?

L’obiettivo che mi pongo quando progetto e realizzo le mie sculture è quello di rendere visibili e tangibili le vibrazioni della mia anima, gli sconvolgimenti che vivo. Le mie opere sono dei fermo immagine, a volte onirici, di vita vissuta. Se le mie sculture suscitino meraviglia, non posso dirlo io.

Cinquanta euro di sanzione per ogni tovaglia denominata «Twill» che i magazzini Coin dovessero ancora commercializzare con l'indebito utilizzo di «Eclissi», un disegno di Gio Ponti apparso sulla copertina del marzo 1957 della rivista Domus del grande architetto e designer morto nel 1979 : quanto sono importanti i diritti intellettuali di un artista ? il riutilizzo delle opere con copie ,promozioni ,pubblicità ,uso improprio come si può fermare ?

Credo che ogni opera d’arte, una volta compiuta, appartenga certamente al suo autore ma diventi patrimonio culturale di tutti.Certo , gli usi impropri, spesso esteticamente criticabili, sono da condannare, ma questo è compito del legislatore, non mio.

«Il re è morto, lunga vita al re». Così, Quentin Tarantino, ha ricordato Ennio Morricone. Un maestro per il regista, come ha scritto ancora una volta sui social, pubblicando due fotografie del grande compositore, una in cui era al suo fianco e l’altra mentre stringe quell’Oscar vinto del 2016, per la colonna sonora del suo film, «The Hateful Eight» Nei tuoi progetti futuri hai intenzione di ricordare questa straordinaria figura ?

Dire che il maestro Morricone sia morto non è del tutto vero.È morta la sua corporeità, la sua anima continua a vibrare e a commuovere attraverso i suoi capolavori, con maggiore intensità perché ormai eterni.Non credo che riuscirei a limitare con una scultura un genio, un talento così puro, divino.

L'accensione simbolica delle ciminiere dell'ex forno del pane, poi diventato museo Mambo, ha inaugurato l'attività del gruppo dei dodici artisti che, scelti tra oltre duecento, avranno a disposizione lo spazio di lavoro della sala delle ciminiere del 'Nuovo forno del pane', creando un gruppo temporaneo di confronto teorico e pratico fino al 31 dicembre. Parlando di Roma come vive questa città un giovane artista come te ? Ci sono tanti spazi abbandonati che dovrebbero essere riqualificati…

Vivere da artista a Roma è un privilegio, poiché offre una inesauribile fonte di impulsi creativi. La meraviglia che suscita è imparagonabile a nessuna altra città.Tuttavia può capitare che anche dal degrado e dall’esclusione nasca una nuova estetica, destinata ad una autentica fruizione popolare. Un esempio per Roma è l’ex fabbrica del salumificio Fiorucci, abbandonata ed in seguito occupata da italiani, rumeni, marocchini, ucraini, peruviani, che dal 2009 da Giorgio de Finis è stata trasformata in un contenitore di Arte contemporanea, il MAAM, museo dell’arte dell’altro e dell’altrove di Metropoliz_città meticcia. Si tratta di un Museo abitato dove l’Arte contemporanea è a difesa del diritto alla casa.Grandi artisti hanno sostenuto De Finis in questa battaglia. Fra tutti ricordiamo Pistoletto,Notargiacomo, Echarren, Asdrubali, Albanese, Timossi e tantissimi altri.Anch’io, nel 2014 sono intervenuta con un lavoro, BebéBangBang, scultura alta 2, 20 m e larga 1,50 m circa, ispirata all’epica dei Muralisti messicani e alla poetica di Frida Kahlo.Ricordo nitidamente il giorno in cui installai la mia scultura e mi emozionai davvero nel vederla posizionata accanto alla Venere degli stracci del maestro Michelangelo Pistoletto.

Parliamo di Skin_2.0 e della Galleria Pavart ? Una mostra molto interessante in una delle gallerie più belle di Roma …

Skin_20 è stato il primo allestimento post lockdown della galleria e di Roma, voluto fortemente dalla mia curatrice Velia Littera e da me, una scommessa di rinascita, di ripartenza per entrambe.Skin_20 è un allestimento che parla al mio posto.Le sculture di questa mostra raccontano i miei ultimi due anni, di come all’improvviso mi sia ritrovata senza pelle, quando ho sempre pensato che fosse proprio la pelle l’organo più profondo, l’unico confine tra mondo interiore e mondo esteriore, di come all’improvviso il luogo sacro per eccellenza, il corpo, si sia ritrovato senza nessuna difesa, ma spazio in cui convivevano simultaneamente ansia, angoscia, paura, panico, inquietudine. Un cumulo di carne viva.E si sa che, quando le iene, gli avvoltoi, le zecche sentono l’odore del sangue, attaccano con più viltà. Ma lavorando seriamente, la pelle pian piano si è rinnovata. Skin_20. Nietzsche diceva “Il serpente che non può cambiar pelle muore. Lo stesso accade agli spiriti ai quali si impedisce di cambiare opinione: cessano di essere spiriti”. Io non cesserò mai di essere Roberta.

Paghiamo un prezzo per tutto quello che prendiamo o portiamo in questo mondo e anche se vale la pena avere delle ambizioni queste non si realizzano a poco prezzo : sei consapevole che le tue opere rimarranno per sempre su questo pianeta ; quanto sacrificio ti è costato in questi anni ?

Pensare che le mie sculture sopravvivranno a me è meraviglioso e preoccupante nello stesso tempo. È meraviglioso perché lasciare dietro di sé un segno indelebile dona senso al tempo che vivo.È preoccupante perché a volte sento la responsabilità che mi spinge però ad un impegno assoluto e senza sconti che ha implicato in questi anni sacrifici e disciplina costanti. La mia scultura è figlia di due lavori allo stesso modo fondamentali: la costante ricerca intellettuale e rielaborazione interiore è intrecciata ad uno sforzo fisico per la realizzazione.

Il colosso dell' antica Akragas torna in piedi. Si rialza come a voler sostenere, dall' alto dei suoi otto metri, tutto il peso della Valle dei Templi. Un' impresa, quella del parco archeologico, fiore all' occhiello di Agrigento, che punta a ricostruire il Telamone, ossia la statua gigantesca di Atlante, che tra il 480 e il 470 a.C. ombreggiava il Tempio di Zeus Olimpio : reputi interessanti queste iniziative per la rinascita della cultura classica ?

Questa iniziativa, come qualsiasi progetto che punti a far rivivere i nostri monumenti diventa necessario per capire le nostre radici più antiche e spingerci ad un impegno sempre maggiore.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ?

Ringrazio la mia famiglia per il suo amore costante da sempre e soprattutto in questi due ultimi anni di grandi trasformazioni e perdite. Infatti, il 2018 è stato per me un anno drammatico. Ho perso mio padre ancora giovane improvvisamente e in pochissimi giorni, e dopo nemmeno tre mesi il mio matrimonio è naufragato per motivi totalmente impensabili. Ritrovarsi violentemente senza pilastri maschili nella propria vita è davvero destabilizzante. Ringrazio con profondo affetto e infinita stima la mia curatrice Velia Littera che ha saputo starmi vicino con grande professionalità, umanità e amicizia sincera.Senza questa squadra l’allestimento Skin_20 non esisterebbe.

Progetti per il futuro ?

Abbiamo già citato la mia partecipazione alla collettiva FASE UNO, durante il RAW, curata sempre da Velia Littera.Parteciperò a Roma Arte in Nuvola, fiera di Arte contemporanea internazionale posticipata per il Coronavirus al 2021.Prevediamo in tempi brevi la mia partecipazione ad una collettiva a Pomezia, presso il Museo del Novecento ed una personale a Perugia in un atelier d’Arte. Molto interessante inoltre si sta dimostrando la collaborazione con una galleria importante di Zurigo. In realtà poi ci sono tanti altri progetti importanti, di cui, per scaramanzia, preferisco non parlare.

Stefano Cigana

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