CIVIS CIVITAS CIVILITAS

CIVIS CIVITAS CIVILITAS

Ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali di Roma fino al 18 ottobre la mostra dei plastici in gesso che mostrano la Capitale come modello di comunità (civitas) quanto mai contemporaneo nella sua multiculturalità.

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Se c’è un complesso archeologico davvero unico sia a Roma che nel mondo intero quello è rappresentato dai Mercati di Traiano che dall’età imperiale fino ai giorni nostri è riuscito a conservare un fascino immenso nonostante le continue evoluzioni che lo hanno visto come centro amministrativo strategico dei Fori imperiali, residenza nobiliare, fortezza militare, caserma e, addirittura, sede prestigiosa di un convento. Oggi nella struttura alberga un attivo museo che si propone di fare rivivere il passato anche attraverso la tecnologia e con l’allestimento di interessanti mostre che mettono insieme sempre competenze altamente professionali.

Proprio come la mostra “Civis Civitas Civilitas” che, dopo il periodo di lockdown, è tornata per fare ammirare fino al 18 ottobre gli spazi e gli edifici delle città dell’Impero, rappresentati nei plastici in gesso del Museo della Civiltà Romana, in gran parte realizzati da Italo Gismondi per la Mostra Augustea della Romanità del 1937. I modelli, che raffigurano in parte lo stato di fatto dei monumenti negli anni Trenta del Novecento, conquistano il visitatore che ha come l’impressione di abbracciare dei pezzi di storia che esprimono la relazione fra città, cittadinanza e civiltà nel mondo romano.

Attraverso i plastici delle architetture antiche, la mostra riesce a sviluppare sette macrotemi come gli spazi pubblici (indicati da fori, curie, capitolia e templi); l’acqua nel decoro della città (fontane, ninfei e terme); lo spettacolo (teatri e anfiteatri); il trionfo, l’onore e il passaggio (archi trionfali e onorari, porte urbiche); il commercio (mercati); la memoria individuale, familiare e dello Stato (sepolcri e monumenti); le infrastrutture (ponti, acquedotti, cisterne, castelli di distribuzione dell’acqua).

Il progetto espositivo documenta, quindi, il carattere prettamente urbano della cultura classica. La condivisione degli spazi, degli edifici e delle leggi costituisce la civitas, il fulcro della civiltà romana. Degno di nota anche il fatto che le ricostruzioni esposte nelle suggestive sale del Museo aggiungono all’intrinseco valore scientifico anche il valore di documentazione di monumenti trasformati o scomparsi, soprattutto nei territori teatro di eventi bellici. A testimonianza dell’evento è stata realizzata una guida breve edita da De Luca editori d’Arte ed è prevista la pubblicazione dell'atlante fotografico dei plastici dopo il loro restauro, edita da L’Erma di Bretschneider.

Rosario Schibeci

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