La Prima Del Balletto Le Quattro Stagioni Danza Sui Social

La Prima Del Balletto Le Quattro Stagioni Danza Sui Social

Gli scatti della Community IgersRoma hanno raccontato l’evento del Teatro dell’Opera al Circo Massimo

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Una nuova dimensione della danza, è andata in scena ieri sera al Circo Massimo di Roma, alla community di Igers Roma e IgersLazio, il compito di documentare, per la prima volta in assoluto, in tempo reale, prove, backstage, dietro le quinte, de “Le quattro stagioni”, il primo balletto post lockdown, che ha fatto del distanziamento sociale del corpo di ballo, dell’utilizzo dei guanti e, addirittura di una mascherina, da parte di una delle etoile, la sua ripresa 2.0.

“Fate l'amore e non vergognatevi perché l'amore è arte…”, con le parole della celebre poesia di Alda Merini, recitate dalla voce registrata, profonda e suadente dell’attore Alessandro Preziosi, iniziano Le quattro stagioni di Vivaldi, prima uscita del balletto del Teatro dell'Opera di Roma, per la regia e coreografia, coraggiosa e sfidante, di Giuliano Peparini.

Ed ecco che la prima del balletto, diventa un evento virale, che corre sui social, raccontata dalla Community IgersRoma presente, l’ideatore del progetto, in collaborazione con il Teatro di Roma e Roma Capitale, Matteo Molle (titolare dell’agenzia di comunicazione 2Mstyle Communicaton).

Oltre a Matteo Molle, Giulio Pugliese, entrambi Community Manager di Igers Roma, Aga Sypniewska (da Sint Maarten), Roberto Ruscetta (LM Igers Latina), Marco Mulattieri, Luciano Spagnoli, Vanessa Esteve (dalla Francia) e Martina Vettraino (CM Igers Frosinone) hanno condiviso, a ripetizione, foto e stories per raccontare tutto quello che lo spettatore in platea non poteva né vedere, né tantomeno immaginare, il tutto condiviso immediatamente sui social sia del Teatro di Roma che di Roma Capitale.

Un balletto sulle note delle quattro stagioni di Vivaldi, inframezzato dalla Sonata in fa minore k. 466 di Domenico Scarlatti (pianoforte Antonio Maria Pergolizzi) e dalla celebre canzone di Yves Montand “Les feuilles mortes”, con un ritmo serrato e cadenzato che accompagna i movimenti sinuosi dei ballerini, che racconta le naturali “stagioni” della coppia: dai primi sguardi che si incrociano con pudore (la Primavera), ai fuochi della passione (l’Estate) e al loro progressivo spegnimento (l’Autunno), fino ad arrivare al gelo dei rapporti (l’Inverno).

I primi ballerini Rebecca Bianchi e Claudio Cocino (Primavera), Marianna Suriano e Giacomo Castellana (Estate), Susanna Salvi e Michele Satriano (Autunno), Sara Loro e Alessio Rezza (Inverno), accompagnati dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera, sotto la splendida direzione di Eleonora Abbagnato, si susseguono sul palco, senza sosta, accompagnati dalle note registrate dell’Orchestra del Teatro di Roma e del violino solista di Vincenzo Bolognese, con scene lineari in continua evoluzione a cura di Andrea Miglio, e dalle immagini di un video di straordinario impatto visivo a cura di Edmondo Angelelli e Giuliano Peparini, così come le luci curate da Marco Vignanelli.

Capitolo a parte gli splendidi costumi di Anna Biagiotti, ricercati, curati nei dettagli e nei particolari, che spaziano dal retrò di inizio secolo, al contemporaneo, ad un post covid (i giardinieri con la maschera integrale trasparente e l’uomo con l’aspirapolvere).

Un balletto di “anime in collisione”, in un tempo unico, ritmato, mai banale, che non annoia neanche per un secondo lo spettatore, e che ci ha regalato uno spettacolo emozionante, che solo la leggiadria della danza può sublimare! 

Photo Credits: Giulio Pugliese

Articolo di Stefania Vaghi



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