Arturo Racconta Brachetti Nello Scenario Suggestivo Del Teatro Di Ostia Antica.

Arturo Racconta Brachetti Nello Scenario Suggestivo Del Teatro Di Ostia Antica.

Uno spettacolo diverso, dove il trasformismo, che lo ha reso celebre in tutto il mondo, ha lasciato spazio ad una visione più intima e personale dell’artista

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Il maestro della metamorfosi Arturo Brachetti ieri sera nello scenario suggestivo del Teatro di Ostia Antica.

Uno spettacolo diverso, dove il trasformismo, che lo ha reso celebre in tutto il mondo, ha lasciato spazio ad una visione più intima e personale dell’artista, un volersi “mettere a nudo” e raccontare un Arturo Brachetti inedito, i suoi ricordi, il suo percorso, le sue esperienze di uomo e di artista.

Il trasformismo vero e proprio ha lasciato il posto a tutt’altro, quindi, ma come lo stesso artista ha dichiarato: “con questo caldo non è possibile fare del trasformismo perché i vestiti si attaccano alla pelle”; d’altro canto il titolo parlava chiaro “Arturo racconta Brachetti: intervista frizzante tra vita e palcoscenico” era facilmente intuibile che lo spettacolo sarebbe stato non incentrato su quello!

Il pubblico presente ha assistito ad uno show unplugged, che ha alternato talk e performance che l’artista ha mixato, con assoluta maestria sul palco, senza concedersi mai una pausa.

Intervistato dall’amico Enrico Sisti, Brachetti si presenta sul palco in una veste insolita, in tuta, per poi trasformarsi, in un camerino volante allestito sul palco, in meno di 5 secondi, in un perfetto uomo in completo chiaro.

Brachetti, aiutato da immagini di repertorio e foto dall’album di famiglia, che scorrono nel maxi schermo alle sue spalle, ci racconta la sua infanzia, il suo essere un bambino timido, dei suoi esordi nel cabaret, della sua fuga a Parigi, dove tutto ebbe inizio, nel lontano 1979.

Torinese, classe 1957, Arturo Brachetti, ci racconta aneddoti a ripetizione, alcuni senza molta censura, senza però tralasciare la sua vera natura di trasformista e allora ecco 25 personaggi a ripetizione con l’ausilio di una semplice falda larga di un cappello, all’antica maniera di Leopoldo Fregoli suo grande ispiratore.

Addirittura in veste di cantante, accenna un paio di strofe esilaranti di una canzone ironica, fatta a quattro mani con Federico Sirianni, “Mia madre sta su Facebook”, facendo riferimento alla madre che, a ben 82 anni si è iscritta al noto social.

Grande fonte di ispirazione l’attore Paolo Poli, che l’artista conosce a 18 anni, e che imita alla perfezione recitando due sonetti lussuriosi da “Dubbi amorosi” di Pietro Aretino.

Il talk-intervista continua con il racconto delle fasi della progettazione della sua statua al Museo delle cere Grevin di Parigi e dell’essere stato nominato Commendatore in Italia.

Dichiara Brachetti che “la magia e l’illusione servono per vivere meglio” e ci regala un numero di ombre cinesi esilarante e uno ancora più complesso e di impatto visivo spettacolare con la sabbia, dedicato ai segni zodiacali in ordine sparso.

Ma il vero “colpo di scena” è nel finale dove Arturo Brachetti si esibisce in un numero totalmente nuovo, creato durante il lockdown, dove la musica di cantautori celebri si fonde con un live painting inatteso che ci regala un ritratto di Fabrizio De Andrè, a firma dell’artista, in un’esplosione di papaveri rossi, sulle note della celeberrima “La guerra di Piero”.

Articolo di Stefania Vaghi

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