Martina Galletta

Non c’è dubbio. L’Italia è piena di artisti straordinari, giovani e meno giovani, che meritano più rispetto, più attenzione, più lavoro. Chi dice che non ci sono talenti o è in malafede, o è troppo tempo che non vede uno spettacolo

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Buongiorno abbiamo il piacere di intervistare la giovane attrice Martina Galletta con lei come consuetudine parleremo del suo lavoro e di attualità come consuetudine di questo magazine

Come prima domanda una tua breve presentazione per i nostri lettori ?

Ciao! Mi chiamo Martina e sono un’attrice milanese, anche se ho lavorato per anni a Napoli e da tempo vivo a Roma. Mi divido tra teatro, televisione e cinema dal 2007, dopo aver frequentato la meravigliosa scuola Paolo Grassi di Milano. Oltre ad essere attrice sono musicista, e sempre di più queste due dimensioni si stanno fondendo nel mio percorso lavorativo e artistico, alimentandosi a vicenda.

Archiviato il lockdown, finalmente il 14 settembre si e tornati a scuola nella maggior parte delle Regioni. Un anno particolare che vede come protagonisti mascherine, gel igienizzante, banchi nuovi e non tradizionali e distanziamento in classe e nei corridoi : che ricordi hai dei “tuoi ritorni “ a scuola ? vivevi con emozioni quei rientri ?

Sono vicina con tutto il cuore a questi bambini, che si ritrovano in un mondo complesso e inquietante e devono fare i conti con i molti errori delle generazioni precedenti. Starà a loro affrontare le grandi difficoltà che il futuro porterà, e so che lo faranno con un coraggio e una passione inediti. Credo molto in questa nuova generazione. Sono green, sono intelligenti, sono colti nonostante le tantissime distrazioni social. Credo che impareremo da loro. Per quanto riguarda i miei ricordi... amavo tanto la mia scuola elementare, pubblica, incasinata e senza pretese. Le maestre erano delle eroine, riuscivano a far quadrare i conti in modo quasi sovrannaturale, solo con la loro passione e dedizione. Amavo quel melting pot di cultura, amavo i miei compagni, amavo la natura. Tornare a scuola era bellissimo.

Prima di te Ero sola, ero mia . Era tutto più facile. Ora in questa follia. Ho imparato a danzare .Cento giorni senza rincontrarsi Non credevo che poi mi mancassi. Queste sono le parole che canta Elodie in questo tormentone estivo nel periodo pandemico che stiamo vivendo : ti ritrovi in queste parole per i tre mesi che hai dovuto vivere in isolamento forzato ?

Devo dire che per me il periodo di quarantena non è stato così tremendo.Quello che più mi ha angosciato è stata la preoccupazione per la mia famiglia e per i miei amici, ma per il resto è stato un tempo rarefatto e creativo che mi ha permesso di realizzare uno dei miei sogni più grandi: scrivere un libro. Scrivo da sempre, ma l’idea di completare un romanzo mi sembrava irrealizzabile. E invece, con tanto tempo a disposizione e l’assenza forzata di distrazioni di ogni tipo, sono riuscita a trovare un metodo di lavoro che conciliasse l’ispirazione con la continuità. E alla fine ce l’ho fatta! È stata una soddisfazione incredibile. E non è neanche breve! Praticamente quattrocento pagine di thriller storico. Ancora non ci credo. Ora lo sto inviando a vari editori: dita incrociate.

Quanto vale un abbraccio oggi ?

Immensamente. Io vengo dal teatro, come sai. Il teatro è il regno del contatto fisico, cosa che purtroppo ha penalizzato ulteriormente la nostra categoria, in tempi di Covid. Credo che l’abbraccio sia la manifestazione tangibile e non cervellotica dell’amore: e quanto più ci è mancato, tanto più aneliamo al suo conforto. Una delle cose che mi è più mancata, durante la pandemia, è stato abbracciare mia nonna. E, anche adesso, non oso. La vedo con mascherina, guanti e distanza di sicurezza. È dura.

Il direttore della sezione europea dell'OMS, scrive Le Monde, mette in guardia quanti ritengono che la fine dell'epidemia coinciderà con lo sviluppo di un vaccino, tuttora in corso."Diventerà più difficile. A ottobre, a novembre, vedremo una mortalità più alta". Il direttore della sezione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità non è ottimista per i prossimi mesi. In un'intervista con l'Agence France-Presse …

Il pericolo c’è. È un momento difficilissimo. Dobbiamo essere cauti e responsabili, per il bene degli altri innanzitutto. Non riesco a concepire come qualcuno possa minimizzare questa tragedia.

Puntata di esordio esplosiva per il Grande Fratello Vip 5. Per questa edizione Alfonso Signorini, che è stato confermato alla guida del programma, ha scelto un cast d’eccezione. In studio, nel ruolo di opinionisti, Pupo e Antonella Elia la quale, svestiti i panni di concorrente, è pronta ad analizzare le dinamiche dello show con il suo spirito pungente.Una partenza speciale per la quinta edizione della versione Vip, che capita proprio a vent’anni dall’inizio del reality nella sua versione classica. Una storia di successi, quella del Grande Fratello, che Signorini è determinato a portare avanti : consideri questi programmi nel 2020 interessanti per la propria carriera artistica ?

Devo confessare che so pochissimo di questo argomento... non seguo i reality, non fanno proprio parte del mio mondo. Io vengo dal teatro, ho un’altra formazione e altri interessi. Credo che possano essere utili per la carriera, forse, se l’obiettivo è la notorietà. Se l’obiettivo invece è artistico... non saprei.Ad ogni modo ho lavorato in teatro con Antonella Elia, nello spettacolo Dignità Autonome di Prostituzione, regia di Luciano Melchionna, dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna; è una donna adorabile, le mando un bacio!

Parliamo del festival del cinema di Venezia promossa a pieni voti fino all’altro ieri, dove tutto ha funzionato alla perfezione, distanziamenti sociali e prenotazioni dei posti compresi, macchiata da una giuria che non si è dimostrata all’altezza di una Mostra d’arte cinematografica ,dove l’Italia, ne esce malconcia da questo verdetto, visto che il premio per il miglior attore sa molto di contentino. Favino è troppo intelligente per non stupirsi di una Coppa Volpi che va a un personaggio secondario ; lavorare con Favino  rientra nei tuoi progetti lavorativi ?

Sono stata comunque felice di vedere che c’è stata una ripartenza, è un segnale molto importante per il mondo artistico italiano. Sono particolarmente affezionata al Festival di Venezia: lì ho debuttato per la prima volta col film di Roberta Torre, I baci mai dati. Il ricordo del mio primo red carpet è indelebile, ero emozionatissima!Favino è un gigante del nostro cinema, ovviamente sarei felice e onorata di lavorare con lui.

Ogni estate ha la sua tragedia dove i media raccontano in maniera più o meno deontologica la storia. C’è una nuova ipotesi investigativa sulla morte di Viviana Parisi, la dj di 43 anni trovata senza vita tra i boschi di Caronia, e sulla tragica fine del figlio di 4 anni, Gioele. Alla pista del delitto, ormai esclusa dall’autopsia, e a quella dell’omicidio-suicidio secondo la quale Viviana, depressa da mesi potrebbe aver ucciso il bambino e si sarebbe poi ammazzata lanciandosi da un traliccio dell’alta tensione. Che idea hai avuto della vicenda e ti è mai successo di dover intrepretare un personaggio cosi complesso , enigmatico come Viviana ? cosa succede a volte nella testa di una donna ?

Per rispetto ai familiari non mi esprimo sulla vicenda. Spero che venga fatta luce e sono molto addolorata per questa tragedia. Per quanto riguarda l’intepretare personaggi controversi... beh, di recente ho recitato nel Tito Andronico di Shakespeare, regia di Gabriele Russo; abbiamo debuttato al Teatro Argentina di Roma. Interpretavo la regina Tamora, che come sai manda i suoi figli a stuprare e mutilare la figlia del suo nemico giurato, Tito. È stata una sfida immensa, che mi ha profondamente segnata. Dovermi immedesimare in quella che, secondo la morale comune, è una donna malvagia, un mostro, è stato difficile e appassionante. Ho dovuto cercare di vedere le cose dal suo punto di vista. Una ricerca inquietante e affascinante al tempo stesso.

A dieci anni dalla morte di Sarah Scazzi, l'omicidio della quindicenne diventerà una serie televisiva con la regia di Pippo Mezzapesa e un documentario diretto da Christian Letruria e scritto da Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni. Commesso ad Avetrana, in provincia di Taranto, il 26 agosto 2010, il caso oggi non può dirsi ancora del tutto risolto : avere un ruolo in questa produzione ,magari con un personaggio negativo sarebbe interessante e stimolate ? Ci sono attori che con questi ruoli hanno avuto successo internazionale …

Certo, eventi di questo genere hanno indubbiamente una risonanza emotiva nazionale. Non amo l’idea di sfruttare a fini personali una tragedia, ma credo che l’elaborazione artistica di una vicenda così dolorosa possa essere anche catartica e risolutrice. Ad ogni modo Io prediligo i ruoli complessi: sono indubbiamente stimolanti.

Al giorno d’oggi la tecnologia si sta sviluppando in una maniera spropositata. Sembra incredibile come fino ai primi anni 2000 molte delle realtà, che oggi ci accompagnano nel quotidiano, non fossero neanche lontanamente presenti nelle menti, della totalità o quasi, della popolazione mondiale : che idea hai dei social network ne fai un uso consapevole ?

Beh, non c’è dubbio che i social abbiano un‘importanza impressionante nella nostra vita quotidiana. Ed è incredibile quanto velocemente tutto ciò sia successo. Temo che l’influenza sui giovanissimi possa essere forte e pericolosa: ci confrontiamo continuamente con modelli irraggiungibili, e questo può produrre frustrazione e dolore. Per le donne, in particolare, l’inseguimento di modelli irrealizzabili rischia di essere un grave problema. Cosa importa quanto pesasse Rita Levi Montalcini quando ha scoperto il fattore di accrescimento della fibra nervosa? Se fosse “sexy” o meno? Niente, ovviamente. Spero che presto torneremo a dare il giusto valore alle cose.Ma nonostante questo, ad essere sincera, mi sento anche io profondamente vittima di questo distorto sistema di valori.

Quanto è determinante lo studio e l’applicazione per diventare una bravissima attrice come te ?

Innanzitutto grazie per il “bravissima”! Per rispondere alla tua domanda, credo che lo studio sia fondamentale. Non soltanto mentre si frequenta l’Accademia di recitazione, che comunque ritengo essere abbastanza indispensabile, ma anche durante tutto il percorso della vita di un artista. Di questi tempi, c’è la convinzione diffusa che per fare l’attore basti avere “una faccia”, o un particolare tipo di bellezza fisica. Non è così. La qualità di un interprete esula completamente dalle sue caratteristiche fisiche, o meglio ne fa parte: ogni artista è unico, ogni sua caratteristica è un tratto peculiare. Cercare di omologarsi e di essere tutti uguali, rincorrendo un ideale scialbo e trito, è a mio parere deprimente e inutile. Viva la diversità, la bravura e soprattutto lo studio continuo e intenso: senza stimoli non si cresce e non si migliora.

Come sta in questo momento il cinema ed il teatro italiano ?

Parlo innanzitutto del teatro: siamo in crisi. Non c’è dubbio. L’Italia è piena di artisti straordinari, giovani e meno giovani, che meritano più rispetto, più attenzione, più lavoro. Chi dice che non ci sono talenti o è in malafede, o è troppo tempo che non vede uno spettacolo. Ho dei colleghi meravigliosi, talentuosi e dediti al lavoro: siamo appunto dei lavoratori, che ogni giorno si sacrificano per portare la cultura in giro per l’Italia. Siamo un patrimonio artistico. Gli attori vanno tutelati. Lo stesso discorso vale per il cinema, per quanto sia indubbio che in questa industria circolino più soldi: è un grande patrimonio, non sprechiamolo.

Sei reduce da un importante lavoro a Milano più precisamente al “Piccolo” ; che tipo di personaggio hai portato sul palco e quale emotività ha da espresso verso il pubblico ?

Ho debuttato al Piccolo Teatro di Milano nel 2010, dieci anni fa. Recitavo nello spettacolo “Donna Rosita Nubile” di Lluis Pasqual, al fianco di Giulia Lazzarini e Andrea Jonasson. Tornarci con Freetime, di Gian Maria Cervo e dei Fratelli Presnyakov, regia di Pierpaolo Sepe, è stato un onore e una gioia. Freetime è uno spettacolo folle e geniale, teatro contemporaneo allo stato puro. In questo caso interpretavo Nada, uno dei coloratissimi personaggi, tutti assurdi e particolari, che il testo ci regala: una donna esasperata dalla mancanza di amore e di sesso, pronta a tutto per riconquistare un barlume di tenerezza. Freetime racconta un’umanità fallimentare e addolorata, senza speranza e senza vie d’uscita; ma lo fa con un’ironia irresistibile.Oltre a recitare, ho cantato e accompagnato i miei colleghi con il mio sintetizzatore: un’esperienza unica.

Indossava un abito troppo scollato per poter visitare le sale del museo d'Orsay, a Parigi, e così una visitatrice è stata costretta a indossare una giacca per poter ammirare l'esposizione. Un gesto che ha fatto molto discutere e che non poteva non essere vendicato dalle attiviste di Femen.Le femministe, note per le loro azioni di protesta a seno nudo, si sono introdotte nel museo e hanno posato in topless, con le mascherine e mantenendo le distanze di sicurezza, mostrando sul corpo le scritte "Non è osceno" e "L'oscenità è nei vostri occhi": una giusta protesta ? Un giusto modo di ribadire che la femminilità non deve essere censurata e limitata ?

Assolutamente. Sono stanca morta del perbenismo ipocrita che permea questa società. Ben vengano le provocazioni, se posso smuovere questa melma in cui ci dibattiamo da tanto, troppo tempo.

Parliamo dei monopattini che sfrecciano contro mano per le vie del centro storico della capitale ; oppure azzardano ripetuti slalom tra le auto senza rispettare le regole del codice della strada: così la rivoluzione green dei monopattini elettrici è diventata la nuova, pericolosa, moda di tanti ragazzi che affollano le strade della capitale. Lo confermano i numeri raccolti dalla polizia municipale di Roma. Come vivi questa città cosi caotica il sindaco attuale merita la riconferma?  Roma come può essere migliorata ?

Da Milanese trapiantata a Roma, non ti nascondo che inizialmente ero spaventata da questa immensità, nonché da questo caos: e anche adesso, che sono quasi sette anni che vivo qui, ancora mi sento piccola così quando il treno mi accompagna a Termini. Non entro nella bagarre politica, ma non c’è dubbio che gestire questa affascinante Vecchia Signora sia molto complesso. Da ecologista (nonché vegetariana), approvo senza riserve le soluzioni green: spero solo siano gestite con cautela.

Esiste la Roma nota e dei grandi monumenti, ma anche quella più nascosta e curiosa : ci sono angoli di questa città dove ami recarti quando hai bisogno di pensare ?

Io sono una runner: e non c’è niente di più bello che perdermi tra le vie del parco della Caffarella, mentre corro i miei chilometri quotidiani.Roma è incredibilmente poetica e affascinante: poter fare sport immersi nel suo verde è un grande privilegio.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ?

Tantissimi!!! Ai miei genitori innanzitutto, che mi hanno sempre supportato con intelligenza e affetto. A mio nonno Dante, musicista eccezionale, che mi ha messo davanti a un pianoforte a tre anni ( e quanto ci siamo divertiti). A tutti i miei talentuosissimi colleghi, che danno senso e valore a ogni spettacolo. Alla Paolo Grassi. Ad Alessandro Genovesi, che mi ha scelta per il suo spettacolo Happy Family quando ero ancora al secondo anno di scuola. A Roberta Torre. Al Piccolo Teatro. Al Teatro Bellini di Napoli, gestito dai fratelli Russo, con cui collaboro dal 2011. Al mio compagno Sebastiano, attore stupendo, che mi supporta e mi sopporta da tanti anni.

Progetti per il futuro ?

Sarò in tournée con Galatea Ranzi, con lo spettacolo Lezione da Sarah, regia di Ferdinando Ceriani, di cui firmo anche le musiche originali. È un progetto a cui tengo tantissimo.Il testo, di Pino Tierno, è tratto dalle memorie di Sarah Bernhardt. Nella pièce vediamo una giovane attrice alle prime armi (interpretata dalla sottoscritta) che si trova a fare il provino più importante della sua vita: davanti a Sarah, appunto. La grande artista inizierà un percorso di insegnamento, non privo di durezza e di fallimenti, che permetterà alla giovane allieva di crescere e di imparare. Una vera e propria lezione di teatro, che si svolge davanti agli occhi degli spettatori, coinvolgendoli.Stay tuned!

Stefano Cigana 

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