Aniconismo Iconico Di Nino Perrone

Aniconismo Iconico Di Nino Perrone

A Galleria Vittoria l’interpretazione della natura dell’artista pugliese

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Fino al 27 ottobre la Galleria Vittoria, ospita la personale Aniconismo Iconico dell’artista pugliese Nino Perrone, un’esposizione di dodici tele ad olio e dieci serigrafie tutte ritoccate a mano dall’autore.

Filo conduttore di tutte le opere in mostra e della produzione artistica di Perrone è la sua interpretazione della natura, delle vibrazioni emotive che la stessa ingenera nell’artista, che si tramutano in visioni di luce e colore.

Opere che sono vere e proprie esplosioni di colore, dove il tratto, il colore è padrone assoluto, materici, senza risparmio alcuno nell’utilizzo dei materiali, creando sapienti intrecci di luce e di spessori sulla tela che catturano lo sguardo dell’osservatore.

Una tecnica particolare quella utilizzata da Perrone: il colore viene miscelato su spatolette da scultore, strumenti dai quali non si è mai separato, che ricordano la sua prima fase artistica, quella da scultore, durata quasi un quinquennio.

Le spatole servono a rendere vivo il colore, che grazie anche all’uso di colle, viene steso direttamente sulla tela, dove ogni spatolata è protagonista di sé stessa, ha una sua importanza, una sua fisicità, è la luce in partenza.

Come lo stesso Perrone dichiara: “Ho appreso molto andando nei musei, mi sono reso conto di come ogni artista è individuale, grazie alla sua tecnica. Per anni ho cercato una mia personalità artistica, un segno distintivo e una tecnica personale che, nel mio caso, è la spatolata!”

Per Nino Perrone l’ispirazione più grande è la natura, e lo sarà sempre, osservarla, in totale solitudine, dal semplice filo d’erba, ai germogli simbolo di rinascita in primavera, lo rasserena, gli fa dimenticare i problemi, i momenti difficili che ha attraversato. Anche il suo mare, il lungomare di Bari, la sua città, dove poggiarsi su uno scoglio per contemplare il mare, quasi da parlargli, è di per sé una ricerca artistica, perché non si può essere indifferenti a tanta bellezza, che è la natura.

E da lì che è nata la serie delle opere Maroso, perché per Nino Perrone il mare è vita.

Durante il lockdown ha dipinto sempre, trasportando il suo studio in salone, e ha prodotto alcune delle opere (come Lagotto e Organismo vivente) che sono ora in esposizione.

La più grande emozione dell’artista è stata poter esporre la sua opera Maroso 1 nella Torre Eiffel a Parigi, per il centocinquantesimo anniversario degli Impressionisti.

L’artista ringrazia in maniera particolare la curatrice della mostra Tiziana Todi, gallerista illuminata ed attenta, che regala ai suoi artisti momenti d’arte eccelsi, che lo riportano alle sue esperienze artistiche degli anni passati.

In molti critici d’arte hanno già scritto di Nino Perrone, definendolo così:

Stefania Pieralice: Nell’arte del maestro che “dipinge la vivace anima del mondo”.

Daniele Radini Tedeschi: “L’osservatore non rimane un mero ammiratore ma diventa parte integrante del quadro”.

Philippe Daverio: “Nino Perrone è un narratore visivo di abitudini sedimentate. non vi è dubbio: esiste un immaginario dell’Italia meridionale, dominato dal sole, dalle stagioni, dal mare. Nino Perrone narra questo immaginario. Osservando le sue opere, si vive un’esperienza oltre i confini e i minuti scorrono più veloci all’interno della cornice laddove l’anima fuoriesce e viene invasa da forti sentimenti”.

Una mostra che fa bene all’anima e al cuore, in cui il colore, la tecnica, risultano essere pura poesia.

Articolo di Stefania Vaghi

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