Bianca Attolico: Il Suo Amore Puro E Libero Per L’arte

Bianca Attolico: Il Suo Amore Puro E Libero Per L’arte

Un’esclusiva collezione de “La Signora dell’Arte” a Villa Torlonia fino al 17 gennaio 2021.

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Mai appellativo fu più appropriato: Bianca Attolico non era una collezionista tradizionale ma un libero spirito attivista, appassionato e curioso. Non intendeva l’arte come appagamento individuale, ma dimostrava un costante impegno nell’opera di promozione e divulgazione del fare artistico.

Chi l’ha conosciuta a fondo ha affermato che aveva, sì, un carattere acceso e determinato, ma sapeva amabilmente ascoltare gli artisti, specialmente i giovani, con la stessa attenzione che si riserva ai grandi maestri. Camminava al loro fianco, senza mai ricercare una mondanità ostentata: Il suo era un approccio filantropico che restituiva all’opera d’arte il suo più profondo significato originario. L’arte nella sua vita entrò in modo decisamente spontaneo; avendo ereditato un’ importante collezione da suo padre Tommaso Lucherini e proseguendo l’ampliamento con i rappresentanti delle avanguardie, approdò ai protagonisti più interessanti e innovativi del panorama artistico contemporaneo, italiano e internazionale, trasferendo la sua grande passione ai familiari Lorenzo e Elena Attolico e alle nipoti tra cui Benedetta Lucherini.

Aveva “un’ impazienza” modernissima, animata certamente dall’intuizione, dote di chi sa guardare oltre, con la purezza degli occhi e la libertà di spirito, prediligendo gli artisti sconosciuti. Possiamo immaginarla nel suo attico ai Parioli, in momenti privati o conviviali. il suo amore assoluto per l’arte appariva senza condizionamenti: accanto ai capolavori italiani erano presenti gli spontanei disegni delle sue nipoti bambine.

La collezione rispecchia il carattere preciso di Bianca, a volte impulsivo , ma sicuramente appassionato. L’esposizione riunisce 58 opere divise in sezioni e catalogate in ordine cronologico; l’allestimento curato dal noto critico e storico dell’arte Ludovico Pratesi, intende ricostruire la magica atmosfera che si respirava nell’appartamento della collezionista, luogo di incontro tra artisti di varie generazioni, intellettuali, galleristi, critici ma anche gente comune, stanze in cui si animavano piacevoli discussioni sull’arte e dibattiti su importanti temi.

Il percorso espositivo si apre con una serie di scatti fotografici che la vedono protagonista di incontri con personalità del mondo dell’arte e della cultura, sempre in un clima di grande cordialità. Segue uno dei dipinti che amava particolarmente: una veduta di Roma di Mario Mafai del 1947, in cui spiccano i tetti di Campo Marzio e un affascinante scorcio di Trinità dei Monti. Interessante ed ermetico il paesaggio di Giorgio De Chirico del 1958, in matita e acquerello su carta, così come le due opere di Giorgio Morandi , in cui sono principali protagoniste la spiritualità delle geometrie nella natura morta e la mistica del silenzio nel paesaggio.

Non mancano opere di Fausto Pirandello e Giacomo Balla, che firmandosi “FuturBalla”, proietta se stesso nel futuro come idea titanica di sfida alla storia.

In altresale seguono alcune sperimentazioni di Enrico Castellani, Mario Schifano, Piero Manzoni, Gino De dominicis, Joseph Kossut , Pierpaolo Calzolari e Sol Lewitt, Mimmo Paladino.

In particolare , colpiscono due opere di Joannis Kounellis: da una parte un fluttuante “frammento linguistico” , in cui emerge tutta l’ esigenza dell’ autore di uscire dall’arte informale verso nuovi segnali ed intuizioni, dall’altra i profili di alcune foglie, realizzate con inchiostro “super kenton” su tela, che testimoniano il contrasto tra l’elemento industriale e quello naturale che il mondo vive.

Inoltre sono presenti artisti della Scuola di San Lorenzo come Nunzio, Domenico Bianchi, Gianni Dessì e Bruno Ceccobelli; si prosegue con la fotografia che la collezionista Attolico comincia a seguire intorno al Duemila , dopo essersi interessata alle sperimentazioni di Francesco Vezzoli.

Sono esposte alcune opere di artisti internazionali come Ian Tweedy, William Kentridge, Regina Galindo, Santiago Sierra, e Nicholas Hlobo, esempio di come il suo interesse si sia rivolto anche all’arte africana, asiatica e sudamericana.

La mostra “La Signora dell’Arte” è promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale e dalla Fondazione La Quadriennale di Roma. Si tiene presso il Casino dei Principi a Villa Torlonia, sede dell’Archivio della Scuola Romana, corrente che segna il punto d’inizio della collezione di Bianca Attolico.

Dal 20 ottobre 2020 al 17 gennaio 2021, da martedì a domenica ore 9-19, via Nomentana, 70, Roma

Articolo di Giorgio Vulcano

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