VILLA DORIA PAMPHILI FRA ARTE E NATURA

VILLA DORIA PAMPHILI FRA ARTE E NATURA

Uno dei più grandi polmoni verdi della Capitale si rivela per i suoi paesaggi, la variegata vegetazione e i tanti monumenti che ne hanno caratterizzato la storia

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Lo scorso giugno tutti i servizi dei telegiornali hanno messo in risalto la sontuosità di Villa Doria Pamphilj che, come sede di rappresentanza del Governo Italiano, è stata scelta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte come sede per gli Stati Generali dell'Economia. Un edificio di grande bellezza immerso in una tenuta di 184 ettari dove romani e turisti amano trascorrere il loro tempo libero dedicandosi allo sport e a un più diretto contatto con la natura. Situata alle porte del quartiere Gianicolese, Villa Pamphili si può raggiungere da 8 entrate principali situate a Via San Pancrazio, Via Leone XIII, Largo Casale Vigna Vecchia, Largo M. Luther King, via Vitellia, Via della Nocetta oltre a due entrate su Via Aurelia Antica. Ma qualunque sia l’ingresso al luogo che prende il suo nome dall'omonima famiglia nobile romana, si ha subito l’impressione di essere catapultati in un altro mondo dove la vegetazione crea uno spettacolo unico colorandosi in maniera diversa a seconda del periodo dell’anno.

La tenuta, di proprietà dei Pamphili fino al 1957, è stata poi venduta allo Stato Italiano per creare uno dei polmoni verdi più importanti della Capitale a disposizione della cittadinanza. Infatti, nel 1972, l’immenso spazio venne aperto al pubblico con la sua divisione in pars urbana con il palazzo e i giardini, pars fructuaria costituita dalla pineta e pars rustica di cui fa parte la tenuta agricola.

Ma non sono solo alberi e piante spontanee a creare la suggestione del parco considerato che al suo interno si susseguono importanti monumenti e fontane destinati a creare un giusto connubio fra la bellezza creata dalla natura e quella edificata dall’uomo. A cominciare dal Casino del Bel Respiro che, con l’opera dello scultore Alessandro Algardi, ripropone strutture antiche che ricordano Villa Adriana a Tivoli, mentre all’esterno padroneggia il giardino segreto con le sue siepi tagliate ad arte per formare disegni geometrici vari fra cui anche il giglio che rappresenta lo stemma di famiglia.

Le sentinelle del parco possono essere qualificate le tante fontane ognuna con caratteristiche minuziose che ne fanno dei veri gioielli di architettura. Come la Fontana del Mascherone con il suo “occhio” che forse un tempo conteneva un busto, la Fontana di Venere copia dell'opera realizzata da Pietro Tacca per la piazza della Ss. Annunziata di Firenze, la Fontana del Giglio che vuole ricordare sempre l’importanza della famiglia con il suo sigillo. E ancora la Fontana del Tevere con la sua divinità fluviale scolpita in atteggiamento semisdraiato, la Fontana della Cascata costituita da un complesso di bacini collegati tra loro che sfociano in un laghetto, la Fontana del Cupido, la Fontana delle Lumache eseguita dal Bernini inizialmente per Piazza Navona.

Uno degli scorci più belli del parco è il Lago del Belvedere capace di dare la visione di un paesaggio di alta suggestione fatto di alberi di vario genere e meravigliosi sentieri. Da vivere intensamente anche la Valle dei Daini, una grande distesa bonificata che un tempo veniva usata come riserva di caccia della Famiglia Pamphili. Veri gioielli di natura realizzati dagli uomini sono il giardino delle Serre e il Giardino del Teatro che prende il nome dalla grande esedra semicircolare in muratura che ospitava rappresentazioni teatrali e musicali all'aperto. E lungo la passeggiata non può non colpire la Cappella Doria Pamphili in stile neogotico voluta da Alfonso Doria Pamphili per accogliere le spoglie del padre e del fratello.

Rosario Schibeci

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