Bridgerton, La Nuova Serie Netflix Già In Cima Alle Classifiche

Bridgerton, La Nuova Serie Netflix Già In Cima Alle Classifiche

La serie che ha debuttato il 25 dicembre 2020 su Netflix, già in cima alle classifiche delle più viste, ha già diviso il pubblico

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Bridgerton è una serie televisiva britannico-statunitense creata da Chris Van Dusen e prodotta da Shonda Rhimes (Grey’s Anatomy, Scandal), ambientata nel mondo dell'alta società londinese durante la Reggenza inglese (Regency Era). La serie ha debuttato il 25 dicembre 2020 su Netflix e ha diviso il pubblico.


La serie si svolge nei primi anni dell’800 (tra il 1813 e il 1827) e narra le storie delle famiglie dell’alta società londinese con particolare attenzione al debutto delle giovani figlie in società e alla relativa ricerca di un marito che possa essere un buon partito.

La serie è basata sui romanzi di Julia Quinn, per alcuni la Jane Austen contemporanea, in particolare alla saga avviata nel 2000 col libro The Duke and I e arricchitasi poi di altri sette volumi, per un totale di otto libri, ognuno dedicato ai diversi rampolli della famiglia Bridgerton.

Bridgerton è, a tutti gli effetti, una soap opera contemporanea seppur ambientata nel XIX secolo.

Chiariamo subito un concetto. Bridgerton non è una serie storica. I contenuti, infatti, non sono in linea con la cultura proibizionista e maschilista del tempo ed abbonda di fantasia.

Non è una serie di costume, ma una serie in costume.

Bridgerton è una serie leggera che, puntata dopo puntata, stimola la curiosità e si fa sempre più avvincente.

Contiene la giusta dose di intrigo e frivolezza, pettegolezzi e scandali, inserendo gli elementi classici di una soap opera in una serie di ambientazione storica.

Una serie tecnicamente davvero ben fatta, a partire dai meravigliosi costumi e dalle suggestive ambientazioni. Scenografia e fotografia creano immagini davvero affascinanti.

Bridgerton è principalmente una storia d’amore, una di quelle da romanzi rosa che fanno sognare le ragazze di tutti i tempi, ma c'è molto altro.


Parla di sentimenti, certo, ma affronta anche tematiche ancora molto attuali, quali l’emancipazione femminile, la questione dei figli illegittimi, le gravidanze fuori da un matrimonio, l’esigenza di riscatto nei confronti della vita, il coraggio di staccarsi da ciò che l'etichetta impone e i genitori vogliono.


Parla di famiglia e impegno, di ciò che si dovrebbe fare e ciò che si vorrebbe fare.


E’ preponderante la componente femminile. Il mondo delle donne è affrontato sotto molti aspetti: nel loro rapportarsi con gli uomini, a cui dovrebbero, per le convenzioni di quei tempi, essere sottomesse; nell’emanciparsi dall’etichetta e dalle convenzioni sociali, seguendo magari vie diverse da quelle imposte dalla società, come, per esempio, proseguire gli studi piuttosto che dedicarsi solo al ruolo della brava moglie e brava madre.


Bridgerton parla di amore e di amicizia; parla delle scelte delle donne e della loro solitudine, a volte, davanti all’amore.


Bridgerton è una serie ironica e romantica, ma anche con un certo tasso di sensualità ed erotismo che cresce col proseguire delle puntate.


Tutti gli elementi sono equilibrati, con alcuni personaggi più cupi e altri più solari, con un giusto dosaggio tra romanticismo e spregiudicatezza.


Le spettatrici saranno colpite dalla bellezza e dal fascino degli attori più, forse, che i maschietti da quello delle attrici. Sicuramente un prodotto pensato più per un pubblico femminile.


E’ tutto all’insegna del politicamente corretto: nell’alta società le persone convivono beatamente a prescindere dal colore della loro pelle da quando al trono è salita una regina di colore.


Ci sono anche espliciti riferimenti a rapporti omosessuali. Non manca nulla affinché tutti possano sentirsi inclusi e rispettati.


Romanticismo, ironia ed erotismo, ma anche intrigo e mistero. Come ogni buona soap opera insegna, è sempre necessario creare quelle situazioni di intrigo e menzogna che poi, poco a poco, escono fuori e mettono alla prova i protagonisti.


La prima serie di Bridgerton, composta da otto episodi, costituisce un ottimo prodotto leggero e commerciale, capace di regalare sogni e fantasie e di coinvolgere il pubblico, ma, le stesse caratteristiche che hanno fatto innamorare milioni di appassionati sono, per altri, motivo di disapprovazione nei confronti di questo prodotto.


Gli otto libri della Quinn e un finale di stagione conclusivo, ma aperto, fanno supporre che ci possa essere un seguito.

Speriamo che si riesca a mantenere e far crescere gli elementi che hanno incontrato il favore del pubblico e magari virare verso nuove e coinvolgenti situazioni.

Staremo a vedere.

Una curiosità: nella versione originale, la voce di Lady Whisteldown che legge i propri pamphlet in cui racconta della vita dell’alta società, alimentando curiosità e creando misteri, è di Julie Andrews.

Flaminio Boni 

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