Dalla “Madonna Del Latte” Di Murillo Appare La Figura Di Un Santo

Dalla “Madonna Del Latte” Di Murillo Appare La Figura Di Un Santo

È proprio vero che l’arte non finisce mai di sorprenderci!

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È proprio vero che l’arte non finisce mai di sorprenderci! Il terzo restauro documentato della “Madonna del Latte” di Bartolomè Esteban Murillo (1617 – 1682) conservato alla Galleria Corsini di Roma, rivela sotto il drappeggio della Madonna la sagoma di un santo, probabilmente un San Francesco in preghiera. Precedentemente la tela seicentesca ha subito altri due comprovati interventi uno nell’Ottocento e l’altro negli anni Novanta del Novecento.

Il restauro corrente è stato avviato nell’ottobre 2020 dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica, di cui fa parte la Galleria Corsini insieme a Palazzo Barberini, grazie ai fondi museali e al contributo dei proventi raccolti con la vendita del Vino Civitas, iniziativa promossa dall’Associazione Civita in collaborazione con la Tenuta Caparzo di Montalcino. Il progetto è stato portato avanti da Alessandra Percoco, del laboratorio di restauro delle Gallerie Nazionali di Arte Antica e diretto da Chiara Merucci.

“Il quadro è stato sottoposto per la prima volta ad una serie di indagini diagnostiche: radiografia, riflettografia IR, analisi multispettrali, fluorescenza a raggi X (XRF) e un’accurata opera di pulitura per rimuovere le vernici ossidate e vecchi ritocchi. Sono stati effettuati anche alcuni prelievi per effettuare analisi stratigrafiche sull’opera” questa la dichiarazione che possiamo leggere in una nota delle Gallerie Nazionali di Arte Antica

Dopo l’eclatante scoperta, gli esperti si chiedono se può trattarsi di un pentimento o di un ripensamento, in quanto la sagoma del santo che si cela dietro la Madonna risulta in fase avanzata di esecuzione. Alessandro Cosma, direttore e responsabile dell’intervento ha dichiarato “Il riuso delle tele non è una novità, ma qui l’eccezionalità sta nell’impiego di parti appartenenti a una figura precedente riusate come base per il nuovo quadro, come le pieghe del saio del santo che formano il panneggio della gamba della Madonna”.

La “Madonna del latte” è stata realizzata da Bartolomé Esteban Murillo nel 1675 a Siviglia. Nell’Ottocento la tela Corsini è stata soprannominata “Madonna zingara” perché le due figure intorno alle quali il pittore costruisce l’opera sono rese con fattezze popolane. Punto focale dell’opera è l’espressività dei volti e dello sguardo. Gli occhi della Madonna e del Bambino fissano con intensità lo spettatore, il quale di fronte all’opera ha la sensazione di interrompere il momento dell’allattamento, a cui alludono le vesti appena scostate sul seno di Maria (dopo il Concilio di Trento l’iconografia della Madonna del latte viene modificata in questo modo per rendere meno esplicita questa tipologia iconografica). Nell’Ottocento la Madonna del latte di Murillo è l’opera più ammirata della collezione Corsini tanto che anche lo scrittore francese Gustave Flaubert nel 1851, durante un suo soggiorno a Roma scrisse “Sono innamorato della Vergine di Murillo della Galleria Corsini. La sua testa mi perseguita e i suoi occhi continuano a passarmi davanti come due lanterne danzanti".

I lavori del terzo restauro continuano per cercare altri segreti che si potrebbero celare e… se in primavera 2021 i luoghi della cultura potranno riaprire è prevista una presentazione a Palazzo Barberini su tutte le scoperte e le novità emerse sul dipinto di Murillo.

Articolo di Federica Fabrizi

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