A T293 Burial And Sowing Dell’artista Sud Coreana Si On

A T293 Burial And Sowing Dell’artista Sud Coreana Si On

La galleria a Via Ripense inaugura la stagione 2021 con la prima personale in Italia dell'artista Si On, originaria della Corea del Sud.

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La stagione 2021 della galleria T293 a Via Ripense, si apre con la prima personale italiana dell’artista, Si On originaria di Dang Jin, nella Corea del Sud, visitabile fino a prossimo 20 marzo.

La mostra Burial and Sowing, letteralmente in italiano Seppellire e Seminare, è formata da quattro sculture monumentali e quattro opere su tela. Le sculture sono figure totemiche, realizzate attraverso l’assemblaggio di materiali assortiti, che emanano una notevole fisicità e riflettono il “maniaco” modus operandi dell’artista.

Le sue opere scultoree sono un mix and match di materiali ed elementi (bambole, giocattoli, ceramiche e altre sostanze che rimangono sconosciute, per volontà della stessa artista) ed elementi testuali in coreano ed inglese.

I lavori su tela, anch’essi di grandi dimensioni, a tinte vivide, mescolano l’iconografia primitiva e la ritrattistica infantile, rievocando sentimenti, spesso traumatici, al limite del macabro, ma di grande impatto visivo ed emozionale.

Conosciuta al grande pubblico internazionale precedentemente come Hyon Gyon, l’artista ha ufficialmente cambiato il suo nome in Si On nel 2019.

Nelle opere di Si On è tangibile il riferimento alla società soffocante e patriarcale della Corea de Sud, suo paese di origine, ma la sua peculiarità artistica è quella di fare riferimento allo sciamanesimo, elemento fondamentale nella cultura coreana, e alla sua storia personale.

Ultimamente, le opere di Si On hanno mantenuto un elemento scultoreo, creando una forma d'arte di nicchia, che spazia tra stati bidimensionali e tridimensionali. I volti espressivi che compaiono in tutte le sue opere, sembrano in qualche modo più appassionate, e allo spettatore danno il senso di voler letteralmente “scappare dalla tela” e irrompere nel mondo circostante.

Si On si è laureata in Corea alla Mokwon University, e ha conseguito un master in Giappone, presso la Kyoto City University of Arts, dove ha vissuto per nove anni. Ma il suo cambiamento radicale, anche e, soprattutto, a livello artistico, si concretizza nel 2013, quando si trasferisce a New York e partecipa a "Residencies Unlimited e Pioneer Works".

Dal 2018 l’artista si è trasferita in Polonia, dove attualmente vive.

Come dichiara l’artista: “Quello che intendo raggiungere è far emergere sentimenti negativi inespressi insieme all’energia negativa repressa, e convertirli, ridurli e purificarli per dargli forma”.

Le sue opere sono una vera e proprio dualismo in bilico tra armonia e decadenza o, in maniera più elementare, tra fascino e mostruosità.

L’artista crede fortemente nel potere curativo dell’arte “L’oscurità non è la fine, è una morte temporanea per un nuovo giorno”, la mostra vuole essere un messaggio di speranza e di rinascita, di allontanamento dall’oscurità.

La mostra è ad ingresso contingentato, nel pieno rispetto del Dpcm in vigore.

Articolo di Stefania Vaghi

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