PROCIDA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

PROCIDA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

UN POSTO ESCUSIVO TRA CINEMA E LIBRI

stampa articolo Scarica pdf


E dopo Parma, la Capitale italiana della cultura per il 2022 è Procida, isola dal fascino selvaggio, la più piccola delle tre isole del golfo di Napoli che ha vinto la concorrenza di altre città bellissime. Il suo mare, i suoi panorami colpiscono al primo impatto e le sue viuzze sembrano essere rimaste ferme nel tempo, lontane dal clamore di Capri o dalla movida ischitana tra S. Angelo e il Porto. La città campana, è stata scelta dalla Giuria per la selezione della città Capitale italiana della cultura 2022, presieduta dal professor Stefano Baia Curioni, tra dieci finaliste su 28 che in origine si erano candidate. In gara c'erano anche Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L'Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Taranto, Trapani, Verbania, Volterra (Pisa).

Di Procida si sono innamorati in tanti anche al Cinema. L'isola campana è stata il set di film indimenticabili come Il Postino.

“Siamo in una piccola isola del Sud negli anni ’50, dove arriva, in esilio il poeta cileno Pablo Neruda (Philippe Noiret). Riceve tantissima corrispondenza, cosi’ da costringere il direttore dell’ufficio postale dell’isola ad assumere un nuovo postino. Il posto viene assegnato a Mario Ruoppolo (Massimo Troisi), giovane isolano, tra i pochi alfabetizzati, che non vuole fare il pescatore. Il giovane postino ogni giorno si reca a casa del poeta con il quale si ferma sempre più tempo a parlare.

Il porticciolo più nascosto nel borgo della Corricella è ancora meta di molti turisti che possono gustare pietanze anche nella Locanda del Postino. È qui che nel film nasce l'amore tra Mario Ruopolo e la bella Beatrice, interpretata da Maria Grazia Cucinotta. Da visitare anche "la spiaggia del Pozzo Vecchio”, che da quel giorno divenne la "spiaggia del postino", situata in un luogo particolare, sotto un cimitero, da cui si ammirano i tramonti più belli dell'isola.

Un altro film che ha dato lustro a Procida è “Il talento di Mr Ripley”. Il giovane Tom Ripley (Matt Damon) cerca di sbarcare il lunario facendo il cameriere o suonando a qualche party dell'upper class di Manhattan. Durante una di queste feste viene scambiato per errore dal magnate Herbert Greenleaf per un compagno di college del figlio Dickie (Jude Law). Quest'ultimo si è trasferito in Italia da un paio di anni e si rifiuta di tornare in patria. Per il padre è una grande pena. Per questo propone al giovane Tom di andare in Italia, spesato, per convincere il figlio a tornare in patria. Ripley accetta e si trasferisce a Mongibello (luogo immaginario in cui si riconosce Ischia e, a tratti, Procida) sulla costiera Amalfitana dove riesce a conoscere Dickie, fidanzato con la miliardaria Marge Sherwood (Gwyneth Paltrow).

Da non dimenticare anche il film tratto dal romanzo Francesca e Nunziata della scrittrice napoletana Maria Orsini Natale. Girato a Procida, è stato girato a Terra Murata, nella sagrestia dell'Abbazia di San Michele, a Punta Pizzaco, nella baia della Corricella.

Hanno scritto di Procida Alberto Moravia, Elsa Morante, Roberto Pane, di cui ricordiamo: “ La luce di Procida è assai diversa da quella di Capri; già il tono caldo ed opaco del tufo è opposto a quello brillante ed argenteo della roccia caprese, e questo basta da solo ad attribuire al paesaggio una diversa intonazione. Al bianco, prevalente a Capri, Procida oppone i suoi rosa, i suoi gialli e persino l'azzurro, spesso con toni accesi, che ricordano le case di Pellestrina e di Burano nella laguna veneta”.

"La cultura non isola", è questo il nome del dossier presentato da Procida, che si è candidata perché "la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafora dell'uomo contemporaneo. Potenza di immaginario e concretezza di visione ci mostrano Procida come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali". Il percorso che ha portato alla creazione e consegna del dossier di candidatura "è una significativa Procida, è l'isola che non isola - si legge nel progetto - laboratorio culturale di felicità sociale".

In un periodo di crisi sanitaria ed economica dell’Italia, ,Procida può essere considerata una metafora di tanti luoghi italiani che hanno riscoperto l'entusiasmo e l'orgoglio del loro territorio. E’ sicuramente una grande occasione per progettare un rilancio della Regione Campania partendo dalle sue bellezze e dalla sua storia.

Viva Procida che ci accompagnerà nell'anno della ripartenza e viva il Turismo italiano.

di Francesca Rasi

© Riproduzione riservata