Al Giusto Tempo Che Decliniamo Al Luogo Che Ci Ospita

Al Giusto Tempo Che Decliniamo Al Luogo Che Ci Ospita

Intervista a Chicco Sabbatella, uno tra i più rinomati artisti italiani in Europa e a oggi padre del progetto (M)covida insieme ai maestri Andrea Santarsiere e Giuseppe Cacciola.

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Un linguaggio che consente un’espressione universalmente comprensibile, che, talvolta, può rimandare a concetti divinamente primordiali o essere salvifica in periodi difficili. L’arte: un mondo talmente ampio di cui l’uomo non può farne a meno, soprattutto nel cibarsene con gli occhi o creandola con tutti i sensi. Cosa possa essere considerato arte e cosa no, oltre che un tema estesamente dibattuto da secoli in ambito accademico, è diventato nella modernità argomento di discussioni trasversali e feconde anche tra non addetti e persone prive di conoscenze e studi specifici. La definizione, dunque, è ancora un dibattito aperto. Possiamo, però, essere d’accordo su un punto: è arte ciò che ha bisogno di dire qualcosa attraverso strumenti e linguaggi extraordinari.

In Italia vantiamo ancora numerosi artisti che hanno qualcosa da dire dopo aver effettuato ricerche, dopo aver tolto, limato, osservato il mondo da un altro punto di vista, quello che ad altri può sfuggire.

È il caso di Carmine Sabbatella, in arte Chicco Sabbatella.

Carmine Chicco Sabbatella nato nel 1982 a Polla (SA), vive e lavora tra Milano e Sala Consilina. Si è laureato con lode all’Accademia di Belle Arti di Brera in Arti Visive sotto la guida del Maestro Stefano Pizzi e specializzato nella stessa in Arte e Antropologia del Sacro Contemporaneo con il Critico Andrea B. Del Guercio ed il Teologo Mons. Pierangelo Sequeri dove dal 2003 al 2008 è tutor e dal 2009 al 2014 è Image Designer per l’ufficio mostre. Il percorso espressivo predisposto da Sabbatella in questi anni di intensa attività di ricerca e di indagine ha visto proliferare aree tematiche diverse e fattori di scelta plastica che vanno dalla pietra al ferro alla stampa digitale e alla fotografia. Sabbatella si presenta nel sistema dell’arte contemporanea con un progetto artistico-culturale, rigorosamente caratterizzato dalle tre componenti tecnico espressive, che va ad interagire tra i diversi valori della fruizione estetica. Sabbatella ha esposto in numerosi musei Italiani e all’estero, nel 2011 vince il 1° premio Ricoh Italia - concorso nazionale “Y PUB ART”, promosso dal comune di Vimodrone e patrocinato dalla provincia di Milano, per l’opera “Reperto per un fiore contemporaneo” installata all’entrata della città, nello stesso anno nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a Mirabella Eclano (Av) viene collocata una sua agoincisione ”lettera alla madonna” nel progetto di riqualificazione cromatica a cura della IACC. Nel 2012 vince il premio Illy caffè e la campagna pubblicitaria Tendercapital Italia, nel 2013 vince il 1° premio del Simposio Internazionale “i giorni della pietra “ Padula (Sa). Selezionato dalla Tecno ad interpretare "Vara" di Luca Scacchetti, Fuori Salone 2014 a Milano ed espone "l’ultima cena" personale a cura di Andrea B. Del Guercio, spazio OffBrera. Selezionato per il PDA “Parco dell’Arte” Idroscalo - Milano expo 2015 e partecipa a FREEgoriferi, Liberi di nutrirsi d’arte, progetto A.R.T. (Advanced Refrigeration Technology) a Venezia, 2015. Il suo lavoro è presente in the Barrique Museum Orestiadi, Trapani 2015, nel 2016 "Passaggio tra elementi" personale a cura del Comune di Inveruno (MI) e della Cooperativa Raccolto, nel 2107 realizza il monumento per la GDF di Piacenza in pietra leccese e ferro. Sabbatella ha presentato due personali sulla sua nuova tecnica dell’agoincisione a Milano nel 2009 "Pagine di ferro" presso Galleria Accademia Contemporanea a cura di Andrea B. Del Guercio e nel 2012 “Agoincisione” nello spazio CityArt di Milano a cura di Jacqueline Ceresoli. Hanno scritto di lui : Andrea B. Del Guercio ; Pierangelo Sequeri ; Jacqueline Ceresoli ; Rossana Bossaglia ; Vittoria Coen. Attualmente collabora con l’Accademia di Belle Arti di Brera Milano ed è Direttore Artistico per il magazine Excellence Fine Art, segnalato come Young Blood per l’annuario dei giovani talenti italiani premiati nel mondo.

Da buon indagatore Chicco non si ferma e offre al mondo un nuovo modo, semplice e accessibile. Arriva in maniera più semplice nel quotidiano: entrando ne il social. Lo naviga per città di Italia riportando il bel Paese a ritmi psichedelici e di matrice pop, servendosi delle stories di Instagram, decorandole con immagini animate di tipo GIF (GIF -Graphics Interchange Format- è un formato per immagini digitali di tipo bitmap che permette la visualizzazione massima di soli 256 colori) e arricchendole con musiche inedite firmate da Andrea Santarsiere (Ha collaborato con i maggiori Enti Lirico-Sinfonici Nazionali tra cui il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro alla Scala di Milano. È stato invitato inoltre a collaborare con la Mahler Chamber Orchestra, London Philarmonic Orchestra e la Quatar Philarmonic Orchestra.Tiene regolarmente corsi e masterclasses a livello nazionale.Dal 2009 è percussionista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma). Si aggiunga la firma anche del maestro Giuseppe Cacciola (percussionista del Teatro alla Scala e della Filarmonica dal 1985 e componente stabile dell’ensemble scaligero, trio Zanchini, Danilo Rossi Quartet e i percussionisti della Scala. Ha suonato sotto la direzione dei più grandi direttori del mondo Abbado, Muti, Maazel, Bernstein. Come batterista è stato scelto per il tour mondiale di West Side Story). Questi preziosi ingredienti figli di un’arte visiva che sa adattarsi in maniera divertente e rispettosa al linguaggio social prende il nome di (M)Covida.

Respiri arte fin da piccolo. Hai modellato con le mani sculture di qualsiasi dimensione e hai dato respiro a volti, Madonne, cerchi e non solo con l’agoincinsione restituendo la dignità alle tue radici, manipolando la materia o meglio, pietre, nella terra, nel ferro e nei cuori di Sala Consilina. Sia nella tua terra natia, il Cilento, che in quella in cui vivi e che, nella formazione, ti ha adottato, la Lombardia, hai voluto lasciare sempre una traccia di te. Cosa hai voluto comunicare a queste terre?

La volontà rimane quella del testimoniare e dare tributo, una sintetica riconoscenza mai finita l’Italia tutta rimane la Donna più bella da corteggiare e tutelare. Per questo osservo i luoghi cogliendo spunti, per poi tornare a ringraziare.

E dalle terre ripartiamo, dal senso di solitudine che hanno vissuto per lungo periodo corale, nuovo alla nostra era. Le abbiamo viste vuote dai balconi, dai televisori colmi di immagini in diretta. Un rumoroso silenzio che esattamente un anno fa ha letteralmente cambiato il nostro percepire. Come hai osservato questo mutamento? Cosa stava succedendo in te?

Il vuoto quando intenso è devastante, ti limita la percezione. Ma poi muta, la sensazione si trasforma in soluzioni diverse, ti riporta dove non ci soffermiamo mai, al giusto tempo che decliniamo al luogo che ci ospita, il nostro passaggio sarà più vuoto se meno attento.

L’artista crea dalla distruzione perché ha qualcosa da ricordare e da dire, anche questo può essere una definizione dell’artigiano dell’anima. Quale è stata, per l’ennesima volta, la tua missione?

Vivere di arte mi mette in pace con la mia Anima, che gelosa e offesa, si limita a lasciare il passo a questa, perché è di comune accordo che abbiamo deciso di caricarcene, creare ad uso dell’anima per essere limpidi nel segno.

(M)covida: un viaggio per un’Italia che ha da valorizzare le proprie bellezze. E la bellezza degli intrecci in questo progetto, come l’unione con i maestri Andrea Santarsiere e Giuseppe Cacciola entrambi percussionisti, dunque, entrambi rianimatori di animi a partire dal suono più tribale e antico: la terra. Il concetto ritorna. Come è stata la commistione tra voi?

La mescolanza tra le arti diviene da se, là dove i ritmi abbracciano le passioni, le melodie visive e non si completano, è questo quello che credo sia successo, meglio definita come alchimia delle arti, continua ricerca del bello e del fare ritmo.

Quali città sono state valorizzate, per adesso e dove possiamo vedere i video?

Il progetto nasce dalla primogenita Piacenza, città che mi ospitava nel periodo pandemico iniziale, poi Venezia, Napoli, Milano e oggi Roma. I video sono una serie su IGTV dal nome (M)CoviDa Italia, sul profilo di Instagram @Sabbatella_Carmine_Chicco.

Quanto è importante oggi educare la solitudine?

Essenziale è educare l’autonomia all’essere solo, ci permetterà di adoperare quel tempo per curarci nel bello, non escluderlo il tempo…ma rigenerandolo in arte.

Grazie

Maria Francesca Stancapiano

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