Svelato Il Mistero Della Scritta Sul Quadro Di Edvard Munch “l'Urlo”

Svelato Il Mistero Della Scritta Sul Quadro Di Edvard Munch “l'Urlo”

L'iscrizione può essere letta in modo ironico ma anche diventa specchio della depressione e vulnerabilità dell'artista.

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Il famosissimo quadro L'urlo riportava una piccola scritta segreta a matita in alto a sinistra. Si pensava fosse stato un atto vandalico ma di recente il direttore del museo di Oslo, grazie alle nuove tecnologie ad infrarossi, ha assicurato la paternità all'artista, confermando la grafia degli scritti di Munch.

L'iscrizione può essere letta in modo ironico ma anche diventa specchio della depressione e vulnerabilità dell'artista. Edvard Munch era solito appuntarsi i pensieri, le emozioni con frasi, su un piccolo diario che teneva sempre con se. Come anticipatore delle tematiche espressioniste, trasferiva nelle sue tele il senso di “disagio della società”, della crudele realtà del tempo, della crisi della coscienza, del pessimismo di Fin de Siecle in linea con le scoperte sull'inconscio di Freud.L'arte era lo strumento per sfuggire dalla tragedia, trasferendo tormento e angoscia nelle tele.

Edvard Munch scrisse: ”senza paura e malattia la mia vita sarebbe una barca senza remi” confermando la sua vita costellata da eventi tragici e luttuosi

La scena raffigurata dall'Urlo è un fatto realmente accaduto all'artista, un evento autobiografico e sofferto, ne abbiamo testimonianza grazie a un suo scritto:

”sentivo un grande urlo infinito pervadere la natura”

Trasferì il tramonto rosso, le strisce di fuoco e la vibrazione del suono che mandava in pezzi le linee, sulla tela. L'artista dipingeva non quello che vedeva ma quello che sentiva Non soddisfatto dalla trasposizione sulla tela di questa angosciante sensazione, l'opera gli richiese più di un bozzetto e 4 varianti.

Nel 1893 finì la sua versione definitiva e la espose in una galleria di Oslo. La critica e il pubblico non fu clemente e deluse il già depresso artista. Si ritiene che proprio per questo ritornò sul quadro scrivendo la famosa frase:

Può essere dipinto soltanto da un pazzo”

L'urlo ha un forte effetto espressivo, la natura partecipa al dolore ma non è consolatoria, i colori irreali esprimono malinconia, devastazione. Il protagonista è un corpo senza scheletro che coprendosi le orecchie nel suo gesto disperato, diventa preda del suo stesso sentimento.

La solitudine, l'incomunicabilità è la condizione esistenziale dell'uomo moderno. Il triste momento della pandemia, delle restrizioni e dei distanziamenti sociali hanno reso ancora una volta l'opera attuale e fonte di riflessione di un isolamento forzato che ci rende pazzi, vulnerabili e irrimediabilmente soli.

Chiara Sticca Candellone

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