LO STUPORE NEL CONTINUARE A STUPIRE

LO STUPORE NEL CONTINUARE A STUPIRE

Intervista a Marco Iannone in occasione del suo nuovo ruolo nel corto di Carlo Alberto Biazzi.

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Neri Parenti, Roberto Burchielli, Luca Biglione, Pietro Loprieno, soltanto per citare alcuni registi che hanno voluto nei loro lavori Marco Iannone, attore classe 1984.

Il grande schermo, ma anche il piccolo, gli danno risalto e si offre allo studio e conoscenza continuamente.

Dopo qualche anno fuori dall’Italia, Marco Iannone affiancherà Eros Pagni, Rossella Pugliese e Claudia Scaravonati nel film di Carlo Alberto Biazzi che verrà girato quest’anno nella Liguria di Levante con la fotografia di Luciano Tovoli.

Un nuovo progetto, diretto da CarloAlberto Biazzi e con protagonista il grande Eros Pagni. Quando hai letto la sceneggiatura che cosa hai pensato?

Prima di leggere la sceneggiatura, ho avuto il piacere di parlarne con CarloAlberto che, con grande entusiasmo, mi ha illustrato il suo progetto, e devo dire che già a voce ne ho avuto una buona impressione.Sono una persona che quando legge libri e sceneggiature visualizza con precisione ogni minimo dettaglio. Quando ho letto questo script ho semplicemente pensato: «Wow!» Si, ecco, riassumerei il mio pensiero con la parola stupore.

Un’ambientazione particolare, quella degli anni Quaranta, nell’immediato dopoguerra, una ricostruzione scenica che non si vede molto nel cinema italiano. Come pensi di approcciarti a questo difficile periodo storico?

I bisogni dell’uomo sono sempre stati gli stessi nel corso delle varie epoche. Il mio approccio sarà esattamente basato su quello che Susan Batson chiama “Need”. Aver studiato anche la tecnica Meisner all’estero, per oltre cinque anni, mi darà una bella mano e come ultimo strumento mi porterò il diario emotivo di Ivana Chubback. Credo, poi, che riprodurre fedelmente un’epoca renda ancora più facile l’interpretazione a un attore. Sarà’ divertente!

Nel film interpreterai il padre del bambino protagonista. Ci puoi dire qualcosa del tuo personaggio?

È un personaggio di cuore e non vedo l’ora di cominciare! Altro non posso dire.

Il tuo percorso attoriale dura da oltre vent’anni, ma forse è la prima volta che ti approcci a un ruolo così drammatico. Ti senti pronto?

La commedia è dramma e il dramma è commedia. Io credo di avere la consapevolezza interiore di essere preparato a livello tecnico ed emotivo per affrontare qualsiasi ruolo che reputo interessante per la mia carriera. Il risultato finale è la magia del lavoro di tutti: regia, costumi, scenografia, sceneggiatura, fotografia. Credo molto nell’unione di squadra. È un lavoro che difficilmente viene bene se non c’è’ sinergia.

Come pensi che sarà lavorare con Eros Pagni?

Beh… è un grande attore. E poi: Eros, è un bel nome, come si potrà lavorare con il Dio dell’amore? Penso alla grande

E con il regista CarloAlberto Biazzi?

Confido molto nella sua sensibilità e mi aspetto grandi cose da lui. Sento molta fiducia e questo è importante per un attore. Affidarsi alla visione del regista è fondamentale.Sono sicuro che questa storia risuonerà come un eco a molte persone, in un luogo meraviglioso e magico come la Liguria.

Maria Francesca Stancapiano

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