L'opera Video Fotografica Dell'artista Fabio Bix Intervallo

L'opera Video Fotografica Dell'artista Fabio Bix Intervallo

Un tempo sospeso tra le macerie di un terremoto che non ha trovato ancora la sua cura.

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Era il 6 aprile 2009, scossa magnitudo 5.9, distretto sismico Aquilano. Un terremoto che causò 309 vittime, 1600 feriti, 80000 sfollati.L'artista Fabio Bix si fa interprete di percezioni e vibrazioni di un tempo sospeso, proponendo la sua opera fotografica "Intervallo" .Nata dalla costola del progetto OMNIA ALIA SUNT, la finzione si fonde con la realtà. Un viaggio che lo ha portato attraverso il mondo in luoghi iconici che hanno dato credibilità alle statuette di 15 cm manipolate casualmente con la carta. Monumentalità illusoria raccontata in una serie di scatti.

Prendendo come matrice grafica e simbolica l'intervallo usato dalla Rai per temporeggiare su guasto tecnico, l'artista Fabio Bix ripropone il "guasto" delle trasmissioni della vita, un intervallo in un mondo sospeso, reso tale dal terremoto del 6 aprile.Tra amputate architetture, tra rovine, angoli vuoti, strade dissestate, cumuli di macerie, adagia le statuine effimere, instabili e fintamente scultoree.

In questi scenari di apparente pace, una verità dolorosa emerge, misteriosa ed enigmatica, una realtà di un tempo sospeso che ha perso memoria della sua origine, che non è padrona del suo presente e che non ha lucidità del suo futuro.Fabio Bix immortala con i suoi scatti, la sospensione della paura, dell'incertezza, della fragilità in un'atmosfera rarefatta di silenzi assordanti.

In uno spazio definito da prospettive mutilate ma paradossalmente armoniche, in una malinconia che costruisce il suo metafisico scenario, colloca le sue statuine bianche, puro candore verginale. L' incontro tra la materia effimera della carta, che rimane integra in contrasto con la pietra o il mattone sgretolato, vinto al suolo dopo una battaglia contro la natura, perduto per sempre nella pesantezza delle troppe aspettative.

Nei momenti difficili l'uomo ha saputo creare la catarsi salvifica, con forme di rigenerata coscienza creativa, è nell'arte di Fabio Bix, la tragica attualità trova bellezza e poesia. Propone simbologie in cui ci si può aggrappare in una culla culturale nella civiltà classica, così appaiono le statue di carta, giochi illusori di marmorea memoria. Lo spettatore, davanti a questo progetto fotografico, può esercitare il libero arbitrio, scegliendo come comportarsi: osservare e limitarsi ad accettare o fermarsi, riflettere agire, magari indignarsi davanti a una realtà che nonostante siano passati così tanti anni, appare immobile, ferita, morente.

L'immediatezza comunicativa, filtrata dalla sperimentazione dell'artista Fabio Bix, apre le porte ad una comprensione artistica, generata da un "deragliamento dei sensi", da un rumore celato nel silenzio, dal movimento dell'immobilità, dalle forme nel vuoto.In questa pausa sospesa in un tempo rarefatto, in una realtà fatta di tragica finzione, il fil rouge che l'artista tende è fatto di gioia di vivere che attraverso la bellezza esteriore, riesce a sanare la bruttezza esteriore.

Questo progetto artistico, fatto di meravigliose e struggenti fotografie in bianco e nero, è parte di un lavoro artistico complesso composto da un video non ancora presentato e in attesa di essere restituito in una collocazione museografica che ne esalti e ne tuteli i contenuti.

"Così come venne, andò via... poi dolcemente si confuse con il silenzio e il ricordo..."

Fernando Pessoa

dedicato a tutte le vittime del terremoto

Chiara Sticca

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