La Bi-personale NUTI.SCARPA Alla Galleria Alessandra Bonomo

La Bi-personale NUTI.SCARPA Alla Galleria Alessandra Bonomo

Le sculture di Lulù Nuti e le opere pittoriche di Delfina Scarpa in una rappresentazione del mondo che sta cambiando

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Nello spazio espositivo di Via del Gesù, la nuova bi-personale delle due artiste, in un vero e proprio dialogo tra le sculture di Lulù Nuti e le opere pittoriche di Delfina Scarpa, fino al prossimo 30 aprile.

Un sottotitolo evocativo quello di questa mostra “È questa la prima o l’ultima notte sul nostro pianeta?” che è anche il filo conduttore di tutto il percorso espositivo, che vuole porre l’accento sulla visione e la rappresentazione di un mondo che sta cambiando.

Le opere in mostra nate durante il periodo del lockdown, in una routine forzata, sono caratterizzate da una grande energia, e sono state pensate e realizzate per gli spazi della Galleria Alessandra Bonomo, creando  intersecazioni artistiche e  contrapposizioni geografie e paesaggistiche, in una visione distinta del giorno e della notte.

E’ la seconda volta che le due artiste lavorano insieme in galleria, avendo già preso parte alla collettiva Part 1, nel 2017, che proponeva giovani talenti, protagonisti della scena artistica romana.

Entrando veniamo immediatamente immersi nel mondo materico di Lulù Nuti, della sua l’installazione site-specific Mari. Traendo ispirazione dai fondali marini, l’opera, composta da aste modulari, bandiere che non emergono dal suolo ma dal cielo, è una vera e propria sovrapposizione di materiali, da quelli di costruzione, tenuti volutamente grezzi, al riutilizzo dei materiali delle sue precedenti produzioni, da cui sembrano affacciarsi prepotentemente lembi di plastica dei palloncini gonfiabili provenienti da  "mappamondi" utilizzati per i rilievi dei continenti, i cosiddetti Leftovers, scarti che provengono da una sovrapproduzione.

Una installazione nella quale immergersi e perdersi, come tra i flutti marini; una vera e propria scultura silenziosa, nella quale il nostro più intimo io può trovare la sua chiave di lettura e il suo spazio, in un'ampia visione di adattabilità.

Alle pareti le opere pittoriche di Delfina Scarpa, vere e proprie percezioni di paesaggi, frammentari,  che sembrano ricordi riportati su tela, astratti, resi vividi ed indelebili dai contrasti dei colori utilizzati, dalla mescolanza di tinte acide a colori più neutri o decisi come il nero. Una predilezione per il rosa, colore principe nella produzione di Delfina Scarpa, che riportano alla memoria i percorsi abituali compiuti dall’artista nelle campagne del centro Italia, luoghi di passaggio, con una contrapposizione netta tra la parete di sinistra, che rievoca paesaggi diurni, ricchi di luce, e quella di destra marcatamente notturna.

Dei paesaggi dal sapore irreale che sembrano trasportarci nell’alba o nelle oscurità di un nuovo mondo, opere realizzate con smalti, cera e acrilici, utilizzando le mani, i pennelli e gli stracci bagnati. Alcune, come Ninfa, appaiono non finite, quasi a voler immortalare un mondo sospeso e fluttuante, come quello della pandemia che stiamo vivendo.

Una profonda ricerca della materia e delle sue nuove configurazioni nelle sculture di Lulù Nuti dalla serie Calcare il Mondo, che mette in contrapposizione il processo di produzione dei materiali da costruzione e il loro impatto sull'ecosistema e il paesaggio, alle splendide conchiglie Sun Sulfur Iron, che troviamo a terra e a parete. Realizzate in gesso e cemento, contengono pigmenti fluorescenti, che le rendono particolarmente luminose e iridescenti, quasi vive e vibranti.

Opere che simboleggiano il ricordo, le forme elementari, le origini della vita, non a caso, il titolo delle opere fa riferimento a tre fa riferimento a tre elementi essenziali alla nascita della vita: lo zolfo, la luce e il ferro. Conchiglie come messaggeri del passato, della storia dell’uomo e della sua evoluzione.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 12.00 alle 18.00, previo appuntamento, nel pieno rispetto dei DPCM in vigore.

Articolo di Stefania Vaghi

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