Animali In Guerra, Vittime Innocenti”: In Memoria Di Tanti Eroi Senza Nome

Animali In Guerra, Vittime Innocenti”: In Memoria Di Tanti Eroi Senza Nome

Insospettabile è il fondamentale contributo offerto dai colombi durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale

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“Animali in guerra, vittime innocenti”: in memoria di tanti eroi senza nome

Casa Editrice: Il Cerchio

Collana: Gli Archi

Genere: Saggio storico

Pagine: 224

Prezzo: 12,00 €

Insospettabile è il fondamentale contributo offerto dai colombi durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Le loro gesta, ignorate dai più, sono descritte accuratamente in “Animali in guerra, vittime innocenti” edito da “Il cerchio”, grazie a documentazioni storiografiche ottenute da lettere di testimoni oculari. «I piccioni, nonostante i fitti bombardamenti e le altre avversità, riuscirono invece in breve tempo a recapitare i messaggi alle truppe dislocate sulla prima linea. Dotati di un finissimo senso dell’orientamento, recapitavano i messaggi in codice inseriti in leggerissimi contenitori legati alle loro zampette. Nel caso fossero stati abbattuti durante il tragitto, per sicurezza, lo stesso messaggio veniva inviato tramite un altro piccione». In qualità di addetti alla comunicazioni, la loro funzione era essenziale e poteva determinare la vittoria o la disfatta di una fazione, tanto che nella Prima Guerra Mondiale l’occultamento o l’uccisione di un colombo viaggiatore da parte di un civile era punito alla stregua di un attentato contro un soldato in divisa. Non diversamente avvenne durante il secondo conflitto bellico, preferendo i “messaggeri alati” ai telegrafi e ai telefoni, per la capacità di recapitare il messaggio in codice anche nelle condizioni più avverse. «Venivano addirittura paracadutati e, una volta raggiunta la terra, si involavano di nuovo recando messaggi circa l’ultima posizione assunta dai reparti e altre informazioni». Tanti furono i colombi sacrificati per la causa o che rimasero mutilati, bersaglio dei nemici o dei rapaci ammaestrati da Hitler. Celebri furono le gesta del piccione alleato Paddy, che sfidò la sorte per consentire la vittoria degli anglo-americani: «La mattina del 6 giugno 1944, i tedeschi fallirono però nell’abbattimento del temerario Paddy. Alle ore 8.15 quest’ultimo partì per la sua missione: doveva arrivare prima possibile in Inghilterra per portare importantissime istruzioni sullo sbarco in Normandia. Paddy faceva parte di un’unità di 30 messaggeri e frantumò ogni record. In appena quattro ore e cinquanta minuti, schivando gli artigli dei falchi tedeschi, percorse le 230 miglia di distanza tra la costa francese e la base militare inglese di Hampshire». Ma erano ancora tanti gli eroi silenziosi: bovini, muli, asini, topi, gatti, piccioni, cavalli e persino dromedari, scimmie, orsi e cani che si batterono fino all’ultimo per il loro migliore amico umano, ricambiati con l’ingratitudine, la tortura e la morte; i cui resti finirono in anonime fosse comuni o esposti allo scempio sul campo, dimenticandone il tributo di sangue se non fosse per merito dello scrittore Di Michele e della sua indagine storica che ridona loro lustro e memoria.

Michele Stentella 

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