All’Art Forum Würth Di Capena L’arte Cinetica è EMOTION

All’Art Forum Würth Di Capena L’arte Cinetica è EMOTION

35 opere, 24 artisti internazionali per la collettiva “[E]MOTION. Op Art, Arte Cinetica e Light Art dalla Collezione Würth” a Capena.

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Esplora le innumerevoli sfaccettature dell’arte cinetica in una formula totalmente immersiva in un dialogo perfetto tra arte ed architettura, la mostra “[E]MOTION. Op Art, Arte Cinetica e Light Art dalla Collezione Würth” che fa tappa all’Art Forum Würth Capena, fino a tutto ottobre 2022.

Op Art, Arte Cinetica e Light Art nelle 35 opere dei 24 artisti internazionali, appartenenti alla Collezione Würth, che vanno dagli anni ’50 fino al 2012.

Le opere in mostra all’interno dell’Art Forum, inaugurato nel lontano 2006, sono tutte di proprietà del patron dell’azienda il Prof. Reinhold Würth, classe 1935, che ha iniziato la sua opera tra collezionismo e vero e proprio mecenatismo artistico alla fine degli anni ’60.

Ad oggi la sua collezione è composta da oltre 18.000 opere, in maggioranza di arte contemporanea, ma con una sezione di opere antiche, dedicata ad artisti svizzeri e tedeschi del ‘400 e ‘500.

Il gruppo Würth annovera ben 10 spazi espositivi in tutta Europa, che ospitano mostre permanenti o temporanee oltre che in Germania, in Norvegia, Spagna, Francia, Danimarca, Belgio ed in Italia. L’azienda ha mantenuto, nonostante il numero delle sedi e il suo giro d’affari, una sua connotazione di “conduzione familiare”, che ora vede al vertice la figlia Bettina Würth.

Nello spazio espositivo, che ospita, da sempre, soltanto mostre temporanee, perfettamente integrato con tutta l’area logistica circostante del polo di Capena, troviamo un vero e proprio percorso artistico su due livelli, che vuole essere un focus sulle tre correnti artistiche del XX secolo: Op Art, Arte Cinetica e Light Art.

Una collettiva dove le singole opere, grazie anche ad un allestimento curato nei minimi dettagli, dialogano tra loro, attraverso la luce, lo spazio, il colore, la prospettiva e, soprattutto, il movimento.

Ventiquattro artisti celebri, alcuni di assoluta fama mondiale: Yaacov Agam, Josef Albers, Alexander Calder, Omar Carreño, Carlos Cruz-Diez, Lucio Fontana, Karl Gerstner, Gun Gordillo, Hans Hartung, Auguste Herbin, Patrick Hughes, Norbert Huwer, Robert Jacobsen, František Kupka, Clyde Lynds, François Morellet, Darío Pérez-Flores, Lothar Quinte, Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely, Jesús Rafael Soto, Anton Stankowski, Günther Uecker, Victor Vasarely

Arte quindi in stretto dialogo con materiali innovativi, tecnologie avanzate, meccanismi e strutture industriali, tra fenomeni ottici, e di luci che stupiscono e creano percezioni emozionali ed emozionanti ad ogni singolo spettatore, a seconda delle sensazioni provocate dall’opera stessa.

Si inizia all’ingresso con un’opera monumentale “L’Illuminazione” di Niki de Saint Phalle (già celebre per le sue opere nel Giardino dei Tarocchi in Toscana) e Jean Tinguely, dotata di un vero e proprio motore elettrico, dove il profilo di donna optical stilizzato, che sembra vagamente ricordare lo stile di Picasso, rappresenta una delle opere più significative di Arte Cinetica della Collezione Würth.

A fare da sfondo “Physichromie opera astratta di Carlo Cruz -Diez in acrilico ed alluminio.

Ma è al piano sottostante che si ha la vera percezione del movimento, dell’illusione bidimensionale, del cambio di prospettiva, della potenzialità di questo tipo di correnti artistiche.

Dall’Op Art di Victor Vasarely, uno dei miei preferiti, da sempre, con i suoi due metri di opera in acrilico EG-I”, alla “Sfera – Trame” di François Morellet in acciaio inox, fondatore del GRAV e maestro dell’Arte Cinetica e della Light Art; fino a Lucio Fontana e al suo “Concetto spaziale, Teatrino” in vernice su metallo e luci al neon.

Un capitolo a parte merita un artista che, sinceramente non conoscevo, Patrick Hughes e le sue cinque opere ad olio su strutture in legno, qui a predominare è la prospettiva che cambia a seconda del movimento fisico dello spettatore, come se fossero inserite due opere nello stesso pannello, divise da porte che si aprono allo sguardo a seconda dell’angolazione dalla quale si osservano, un vero e proprio applauso alla bidimensionalità.

La mostra oltre ad essere aperta al pubblico esterno vede un grande coinvolgimento del personale dipendente della sede di Capena, attraverso contest fotografici, visite guidate, anche in pausa pranzo denominate “Pause pranzo con l’arte”, tour guidati e laboratori. Perché come afferma Prof. Dr. h. c. mult. Reinhold Würth “La maggior parte della vita la trascorriamo lavorando. Quindi il posto di lavoro deve essere piacevole e confortevole in modo che l’attività lavorativa diventi quasi un hobby. L’arte e la cultura servono ad arricchire anche l’ambiente di lavoro”.

Magari fosse possibile per tutti i posti di lavoro!

La mostra sarà visitabile fino a tutto il 22 ottobre 2022, ad ingresso gratuito solo su prenotazione alla e-mail: art.forum@wuerth.it o al telefono: 06/90103800 (dal lunedì – venerdì: 10.00 – 17.00, sabato aperto solo per eventi e laboratori creativi, domenica e festivi chiusi).

Una mostra che merita assolutamente di essere vista.

Articolo di Stefania Vaghi

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