Il Rembrandt “segreto” Svelato Da Un Restauro

Il Rembrandt “segreto” Svelato Da Un Restauro

Nel 2016 a casa di una famiglia romana cadde fortuitamente un dipinto su carta applicata su tela e i proprietari decisero, immediatamente, di farla restaurare perché aveva bisogno di essere reintelata.

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Nel 2016 a casa di una famiglia romana cadde fortuitamente un dipinto su carta applicata su tela e i proprietari decisero, immediatamente, di farla restaurare perché aveva bisogno di essere reintelata.

L’incaricata a prendersi cura dell’opera è stata Antonella Di Francesco che dopo aver rimosso uno strato di sporco e colla, mentre stava reintelando il dipinto si rese subito conto di una strabiliante scoperta: aveva tra le mani un quadro di Rembrandt Harmenszoon van Rijn.

Il capolavoro in questione è stato eseguito dal maestro olandese nel 1632 – 1633 in cui ha rappresentato l’Adorazione dei Magi che fino alla clamorosa rivelazione era conosciuta solo mediante delle copie tra cui ricordiamo le più note conservate a San Pietroburgo e a Göteborg.

L’esperta, Antonella Di Francesco, ha dichiarato Nel corso del mio lavoro può capitare una delle cose più belle della vita. La coscienza improvvisa di essere davanti ad un'opera di un autore molto grande che ti si rivela, che esce dalla sua zona opaca e ti sceglie per essere riscattato dall'oscurità. È questo il momento in cui bisogna vincere le vertigini capaci di farci sprofondare in quel meraviglioso senso di appartenenza alla storia. É un brivido che non ha pari, che vibra fino a trascinarti in un impulso irrefrenabile di morbosa curiosità. Non lo combatto e mi lascio portare dentro all'incantesimo.

L’Adorazione dei Magi oggi è costudita in un caveau a Milano e appartiene a un fondo storico artistico risalente a fine ‘500, in cui è presente un filone di provenienza olandese. Questo capolavoro è stato presentato per la prima volta il 21 giugno 2021 presso l’Accademia di Francia a Villa Medici, durante il simposio “Rembrandt: individuare il prototipo, vedere l’invisibile”. Questa è stata la prima tappa del progetto “Discovering Masterpiece”, intrapreso dalla Fondazione Patrimonio Italia con lo scopo di promuovere lo studio e la divulgazione dei capolavori d’arte appartenenti a collezioni italiane.

Le indagini diagnostiche, in particolare la riflettografia infrarossa, hanno rivelato la presenza del disegno preparatorio che permette di comprendere la tecnica esecutiva di Rembrandt, tipica delle sue opere degli anni ’30 del ‘600: basata su sketch velato a olio su carta con seguente applicazione su tela. I disegni sono stati eseguiti a mano libera, inizialmente con una punta umida molto sottile e poi successivamente ricalcati con una penna. Inoltre, le indagini diagnostiche hanno rivelato anche le scelte e i cambiamenti apportati nel processo esecutivo dal pittore fiammingo nella fase preparatoria. La tecnica e le sue dimensioni caratterizzano una serie di incisioni realizzate dal maestro relative alla Vita e alla Passione di Cristo.

La restauratrice ricordando il momento esatto della sua scoperta racconta faccio spazio nella mia mente e soprattutto nel cuore e incomincio a guardare con molta attenzione ed ammirazione l’uso dei segni e del colore che restituiscono la realtà, muovendo la fantasia. Il segno è modulato, la gestualità è spontanea ed elegante ed esprime una forza e una leggerezza nelle sue tracce. Una perfetta osmosi fra la superfice cartacea del fondo e il movimento segnico della china e della matita, tra velature di luci e profondi toni d’ombra in una raffinatezza che solo un grande autore è capace di vibrare. In sintesi il tratto e il ritratto di un unico artista: Rembrandt

Guido Talarico, presidente della Fondazione Patrimonio Italia ha dichiarato il dipinto ora è a disposizione degli esperti che potranno ragionare sull'attribuzione a Rembrandt: oggi abbiamo voluto presentare una serie di studi che dovrebbero ragionevolmente comprovare l'autenticità ma è un lavoro in itinere e il nostro è un atteggiamento di grande cautela. Il dipinto ora è a disposizione degli esperti che potranno ragionare sull'attribuzione a Rembrandt: oggi abbiamo voluto presentare una serie di studi che dovrebbero ragionevolmente comprovare l'autenticità ma è un lavoro in itinere e il nostro è un atteggiamento di grande cautela.

Articolo di Federica Fabrizi

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