Bonagura, Esordisce In Una Spy Story Che Svela I Retroscena Del Potere

Bonagura, Esordisce In Una Spy Story Che Svela I Retroscena Del Potere

Un romanzo avvincente, che svela dall’interno le dinamiche in uso nei servizi segreti, con perizia di particolari e con un’alta dose di suspence

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Casa Editrice: Graus Edizioni

Collana: Tracce

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 224

Prezzo: 15,00 €

“Un appassionato disincanto” dello scrittore esordiente Antonio Bonagura è una spy story che racconta la peripezie di un agente dell’intelligence: attività operativa e in ufficio, amicizie, illusioni e disilussioni. Per Osvaldo Bonetti, con un futuro da ingegnere e il padre appena morto, intraprendere una carriera da funzionario era l’unica opportunità per aiutare la famiglia e rendersi autonomo. Da Benevento alla Capitale, ospite di suo zio, per sottoporsi a un colloquio e partecipare a un corso professionale, che lo avrebbe formato sia sotto il profilo investigativo che sull’arte dei travestimenti, necessaria per svolgere O.C.P (Osservazione, Controllo, Pedinamento). Ed è appunto sull’analogia tra il teatro e l’attività investigativa che insiste l’autore, con frequenti riferimenti all’arte dell’improvvisazione, necessaria sia sul palco che in servizio, per riuscire a cavarsela nelle situazioni a più alto rischio. «Osvaldo e i suoi colleghi si trovavano spesso ad operare sul campo indossando i panni di personaggi inesistenti, magari confezionati su misura in modo da renderli adeguati alle situazioni in cui dovevano reperire dati e notizie. Osvaldo, Ciro e Ninetto avevano grande fantasia, su questo non c’era dubbio, inventavano delle storie da cucire addosso ai loro personaggi, delle cover-stories, come le avrebbero chiamate ufficialmente qualche anno dopo. Era un po’ come fare teatro, e in questo Osvaldo si sentiva avvantaggiato: anche qui la sua passione riusciva ad emergere e ad essere utile quasi quotidianamente». E fu così, che fu quasi naturale per l’agente Bonetti passare dal palconoscenico della vita a uno vero e proprio, almeno per riuscire a ottenere la soddisfazione che il lavoro per lo Stato non offriva, tra rischi e scarsi riconoscimenti. Nonostante l’impegno per stanare le fila delle Brigate Rosse, le trasferte nei Paesi Arabi - per approfondire il fenomento del terrorismo di matrice religiosa - il ruolo da reggente del “Nucleo di Cooperazione Internazionale” e aver messo più volte a repentaglio la vita, la tanto agognata promozione non arrivò, a favore di altri con legami più stretti con la politica e le alte sfere del potere. E da questo deriva il disincanto, che spinge Osvaldo, da sempre brillante e istrionico, a riflettere sui valori della società e della famiglia e ritirarsi a una vita più intimistica, senza però rinunciare al plauso del suo pubblico. Un romanzo avvincente, che svela dall’interno le dinamiche in uso nei servizi segreti, con perizia di particolari e con un’alta dose di suspence: missioni in paesi esotici e spettacolari vittorie contro il terrorismo internazionale nel mondo, senza risparmiare al lettore il retroscena del potere del potere.

Stefano Gigana

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