CASA BALLA. Dalla Casa All'universo E Ritorno

CASA BALLA. Dalla Casa All'universo E Ritorno

Al Museo Maxxi di Roma un riuscitissimo progetto di sperimentazione e suggestione. Un preambolo per introdurci alla Casa Balla, per la 1° volta aperta al pubblico.

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Un'importante mostra al museo MAXXI per i 150 anni della nascita di Giacomo Balla- Preludio alla visita di Casa Balla


Nella splendida galleria 5, dei locali progettati da Zaha Hadid opere realizzate da 8 autori contemporanei invitati dal museo, rileggono, con opere inedite realizzate unicamente per questo progetto, suggestioni del pensiero di Giacomo Balla, presenti nella sua dimora romana.

Un dialogo e un intreccio di suggestioni che azzera i tempi e riporta con tecnologie nuove la creatività e la domestica vita di uno dei più importanti fautori del Movimento Futurista.

La visita al museo, sapientemente orchestrata da Bartolomeo Pietromarchi e Domitilla Dardi ci invita a entrare in punta di piedi, nella Casa Balla, attraverso il video prodotto da Beka & Louise Lemoine   "La Grotta del futuro anteriore". I due videoartisti e filmmaker propongono una visita quasi mistica, avvenuta nel pieno lockdown. La città appariva immobile come inerte e immutata la Casa Balla. Un tempo sospeso, sacrale.

All'interno di una appartamento disabitato che porta ancora gli odori e i colori e la vivacità intellettiva del suo proprietario. Un caleidoscopio di colori, un desiderio di vivere in simbiosi nell'arte e dentro l'arte. Arte come essenza "Dinamica, simultanea, plastica, rumorista della vibrazione universale". Si percepisce l'emozione dei protagonisti nell'entrare "nel tempo congelato del futuro anteriore". Beka e Louise ricostruiscono gli ambienti, camminando tra relitti di storia, impolverati dal tempo. Questo cortometraggio proiettato in una sala di passaggio, ci traghetta nella luminosa galleria 5.

Ci accoglie l'opera di Alex Cecchetti con "Come la luna si vede a volte in pieno giorno". Un'installazione con gonne appese realizzate con la collaborazione di Biagiotti.

Immagine e gioco per una totale fusione del corpo nell'arte, con la contaminazione della danza, del movimento e del teatro.

Pensate per essere indossate dai visitatori, le gonne variopinte danzano come Dervisci Rotanti della tradizione dei Sufi, su un pavimento/palco di ceramica raffigurante funghi allucinogeni.

Alex Cecchetti traduce il pensiero mistico ed esoterico di Giacomo Balla, la sua predilezione al movimento, al teatro e alla danza per un immersione totale nell'arte.

"A cosa serve conoscere l'universo quando si è universo?"

Proseguendo la visita ci si incanta davanti alle opere di Carlo Benvenuto. Fotografie di nature morte ritratte nella Casa Balla. Delicate e rarefatte atmosfere di attesa percepita. Le fotografie rimandano i materiali presenti nello studio/casa Balla. I bicchieri di carta come futuro immaginato, indistruttibile, infrangibile. Limoni come pianeti gialli e il numero di le Figarò, che nel 1909 ospitò il Manifesto del Futurismo di Marinetti, come avamposto per nuove scoperte.

La nostra visita ci porta davanti all'enorme vetrata, passando tra un mobilio di sedie e oggetti Futuristi, concepiti in un periodo di evoluzione e trasformazione sociale. Tutto doveva essere all'insegna della velocità.

Aeroplani, automobili, tecnologie e comunicazioni contribuirono a modificare la percezione delle distanze e del tempo, avvicinando continenti e creando connessioni.

Nella Casa Balla si siglò il manifesto futurista con Fortunato Depero "Ricostruzione futurista dell'universo". Solo ricostruendo e tagliando i ponti con il passato, l'universo avrebbe potuto essere ricostruito, con allegria e comodità.

Questa era la nuova sensazione di Futuro che si respirava in quegli anni, e Balla si convertì totalmente al movimento, cambiando anche il nome in FuturBalla.

Davanti al grande tavolo di Patricia Urquiola art director di Cassina dal nome "The Communal Table", si sviluppa il concetto di ospitalità. Il design diventa a servizio del luogo e della committenza. I colori, la forma con le sue spigolature taglienti ricordano le forme Futuriste.

Si conclude la visita dell'universo di Balla con una tematica tanto cara ai futuristi: l'Onomatopea, una riproduzione, quasi fumettistica, di suoni linguistici, rumori che diventano parole.

Con la "Lettere a Balla" di Leonardo Sonnoli, la grafia, è al limite tra leggibilità e nuove creazioni di linguaggio. Balla poneva al centro l'alfabeto come nuovo linguaggio, da trasformare e adattare.

Parole libere, grafemi che aprono a nuovi significati.

Sonnoli traduce in chiave contemporanea la complessità dell'universo futurista.

In mostra 5 parole: Non vedo doppio, Non dirlo, TikTok, Universo, prese dalle lettere inviate a Balla che acquistano con Sonnoli, una terza dimensione grazie alle tecnologie digitali.

Queste opere sono a disposizione del visitatore che può portare a casa un poster stampato in 3 e 4 colori. Ci si porta a casa un pezzo della visione futurista, un pezzo del pensiero di Giacoma Balla in attesa di visitare la sua casa, patrimonio culturale e tripudio sgargiante dell'opera dell'artista. Si visiterà l'abitazione/studio, dopo questa bella mostra, con più consapevolezza del pensiero che ha mosso il grande artista, in un epoca così complicata.

Chiara Sticca

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