Al Castello Di Rivoli La Mostra Omaggio Ad Achille Bonito Oliva

Al Castello Di Rivoli La Mostra Omaggio Ad Achille Bonito Oliva

Attraverso la vita dell'illustre curatore, la storia dell'arte contemporanea

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Codificare, per meglio apprezzare, è un cammino artistico che il Castello di Rivoli, sede del museo d'Arte Contemporanea, ben conosce, avendo intrapreso nel 2019, un percorso verso la conoscenza dei più autorevoli critici e curatori contemporanei, iniziato con Harald Szeemann. Il noto storico e curatore d'arte svizzero ha preparato il terreno per una mostra dedicata interamente ad Achille Bonito Oliva, le cui strade si erano incrociate nel 1980 durante la Biennale di Venezia, in cui proposero la sezione "Aperto" consacrando e rendendo internazionale il movimento della Transavanguardia.

"Achille Bonito Oliva inaugura una figura di curatore particolarmente espressivo, istrionico, sperimentale, al contempo enciclopedico e comportamentale" queste le parole del Direttore del museo Carolyn Christov-Bakargiev.

Un uomo, che con la sua vicinanza e lungimiranza con gli artisti, si è immedesimato in loro, ne ha intuito le potenzialità e sentito le vibrazioni.

Un uomo narcisista, ma non vanitoso, in cui,attraverso la sua vita, le sue frequentazioni, le sue rotture e le sue rivoluzioni, ci danno una visioni attenta e puntuale dell'arte contemporanea, specialmente riferita allo spazio temporale che va dagli anni '70a oggi.

La mostra dal nome: "A.B.O.Theatron L'arte o la Vita" celebra il talento istrionico di Achille Bonito Oliva e sottolinea l'importanza e l'affermazione del ruolo del curatore, figura cardine nella storia dell'arte.

Sono tre i livelli d'azione su cui la mostra si manifesta.

Tre aree interconnesse per entrare nella vita privata, lavorativa e professionale. Aree diverse per diversi aspetti della ricerca curatorialedi Achille Bonito Oliva: le esposizioni, i saggi, il comportamento.

La prima area si interessa delle esposizioni, riferite dal 1968 al 2000. In ogni sala un sunto degli eventi importanti, una ricostruzione delle principali mostre, selezionate dal curatore stesso.

In "Amore mio" presenti in sala Merz con il suo igloo di vetro, il cui dentro e fuori sono definiti ma nello stesso tempo protetti e inviolabili. Vi è Pino Pascali con la sua opera scultorea "Primo Piano Labbra", labbra rosse protese in un tenero bacio.

Artisti che hanno segnato un'epoca e contribuito a rendere contemporanea "l'artepoverista".

Nella sala18 Avanguardia Transavanguardia, vi è il genio di Achille Bonito Oliva.

Dopo un periodo di forte crisi, economico,.Dopo un periodo di forte crisi, economico, sociale, ideologica e culturale, Achille Bonito Oliva rintraccia una corrispondenza con la storia dell'arte nel periodo del manierismo.

Conia per questo movimento nuovo il termine Transavanguardia, inteso come un'arte di transizione, di passaggio che si pone al superamento del linguaggio astratto concettuale delle neoavanguardie attraverso un ritorno di materiali e tecniche pittoriche tradizionali.

Sarà Roma il centro e la culla di questi cinque artisti che, con un occhio definito "strabico", rivolto all'indietro, dipingono in sintonia e stretta relazione con il passato.

I cinque artisti individuati da Achille Bonito Oliva sono: Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola de Maria, Mimmo Paladino.

Un uso della pittura che si rifà alla storia per riproporsi attuale e convincente.

Il secondo interessante spazio proposto dal museo è l'esaltazione della "conoscenza" del critico. Pubblicazioni, testi scientifici, scritti teorici e materiale inedito per delineare una passione alla cultura e all'enciclopedico sapere. Attingendo all'archivio personale di Achille Bonito Oliva, si sono ricostruiti oltre 60anni di lavori.

L'ultima sezione è relativa "all'espressione comportamentale". Achille Bonito Oliva come personaggio pubblico, documentando la sua attività mediatica. Grazie al materiale televisivo di RAI Teche, alle fotografie e copertine di riviste d'archivio, le attività per la radio e per il cinema, definiscono un vero e proprio culto della personalità, che diventa personaggio pubblico, a nudo davanti alla critica.

Ad accompagnarci nel nostro percorso museale tra la storia di un'epoca e di un singolo uomo ci sono il personale del museo, i che indossa divise disegnate da Gucci per l'occasione. Angeli Custodi come giardinieri di un parco immaginario, ribaltano il rapporto tra museo e sponsor ma accolgono e custodiscono opere, nel "teatro della mostra".

Chiara Sticca

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