Anatomia Di Una Mente Immorale Di Luigi Stefanazzi

Anatomia Di Una Mente Immorale Di Luigi Stefanazzi

François è bello, giovane, dolce e molto fragile. Profondamente insicuro e bisognoso d'amore: gli è sempre mancato quello paterno.

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Casa Editrice: Astro Edizioni

Collana: Storie di vita

Genere: Romance

Pagine: 320

Prezzo: 15,90 €

François è bello, giovane, dolce e molto fragile. Profondamente insicuro e bisognoso d'amore: gli è sempre mancato quello paterno. Suo padre, infatti, non è stato un genitore presente nella sua vita: quando era piccino non era mai a casa e quando c'era non svolgeva il suo ruolo genitoriale. Lo temeva, aveva paura di lui. E poi faceva stare male la mamma. Quella mamma che è morta troppo presto: lui era ancora tanto piccino quando gli ha tenuto la mano per ore ed ore, anche se lei era già morta. Non voleva lasciarla, abbandonarla al suo ormai tragico destino. E nemmeno dopo la sua dipartita, suo padre si è davvero avvicinato a lui: solo ora che François è diventato grande vorrebbe un vero riavvicinamento, sebbene già in passato abbia cercato di farlo tramite alcune lettere che il figlio non ha mai voluto leggere perché non voleva più soffrire per lui. Non l'hai mai perdonato: perché non ha mai amato davvero sua madre? Perché non le è stato accanto come un bravo marito? E poi chi era quella donna che girava in casa sua? Quando lui era andato a trovarlo l'aveva indotta a comportarsi come una semplice domestica, ma lui sapeva benissimo che era la sua nuova compagna. Quanta ipocrisia! E quanta poi ce n'era nel matrimonio di Gérard con Valerie! Non dormivano insieme e lei tollerava le scappatelle di lui poiché i suoi amanti erano uomini. E lui, il giovane e inesperto François, è caduto dritto nella rete di quel seduttore da strapazzo: era il suo insegnante di dizione nella scuola di teatro che aveva iniziato a frequentare. Bello, sensuale e magnetico: come non rimanerne ammaliato durante quella cena a casa sua? E poi dal tavolo della cucina, eccoli giungere in camera da letto per il loro primo rapporto intimo. Gérard era un amante navigato ma per François quella era la prima volta che si abbandonasse al piacere con un uomo. Era spaventato da quel desiderio che lo bruciava e che ormai non poteva che ascoltare. Ma il desiderio è amore? Esiste un confine tra i due? Lui, di lì a poco, lo avrebbe certamente superato, illudendosi che quel salto metaforico, lo avesse fatto anche l'altro: ma quanto si era sbagliato! Povero ingenuo! Che illuso! Lui non avrebbe mai distrutto il suo matrimonio, seppur di facciata, per mettersi ufficialmente con lui. E poi credeva davvero di essere il suo unico amante? E quando lui gli chiese di più, Gérard decise di prendersi una pausa: lo stava soffocando con le continue e sempre più estenuanti pretese, che riteneva anche assurde. Lo lasciò per un po' nel suo brodo, salvo poi andarselo a riprendere come se non si fossero mai allontanati: sapeva di averlo in pugno e non voleva affatto rinunciare a quel giovane amante che tanto dipendeva da lui. Gli faceva in fondo anche tenerezza. Ma François voleva ben altro da lui: voleva l'amore. Riuscirà a ottenerlo? Gérard si innamorerà di lui? Toccante.

Marco Dal Puppo

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