Cristina Trivulzio Di Belgiojoso La Prima Statua Di Donna Laica A Milano

Cristina Trivulzio Di Belgiojoso La Prima Statua Di Donna Laica A Milano

Il Sindaco uscente assicura che sarà solo la prima di un grande progetto che porterà nelle piazze di Milano, donne che hanno segnato la storia.

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Purtroppo, nel 2021 ci stupiamo e ci complimentiamo con l'amministrazione, o chi per essa, abbia portato a compimento un progetto che non dovrebbe essere particolare o eccezionale. Invece ci troviamo di fronte alla prima statua di donna laica, unica su 121 presenti nella città di Milano. Un plauso lo dobbiamo a mio avviso, davvero farlo per la scelta dell'eroina, per l'ubicazione di questa statua e per dell'artista che ha realizzato l'opera.

Il progetto è stato promosso dalla Fondazione Brivio Sforza, con il sostegno della banca di Credito Cooperativo di Milano con il contributo del Comune di Milano e patrocinato dalla Regione Lombardia.

La storia della vita di Cristina Trivulzio di Belgiojoso è avvincente. Sorprendente che sia poco nota e difficile da trovare sui libri di storia.

Negli archi storici sono emerse citazioni di Garibaldi e Cattaneo che la definiscono "la prima donna d'Italia" e "donna per natura, uomo per ingegno".

Nacque nel 1808 da una delle famiglie più ricche, influenti e nobili lombarde: i Trivulzio. A 16 anni sposa il conte di Belgiojoso d'Este andando contro il parere della famiglia. Se ne separerà solo dopo 4 anni, ereditando dal conte, un titolo nobiliare di principessa e la sifilide che la porterà alla morte.

Allontanata dall'Italia per le sue idee politiche si rifugia, povera in esilio a Parigi dove diventa giornalista di successo. Fonda la "Gazzetta Italiana" e fa parte della feconda vita letteraria e politica della capitale francese, conoscendo e interagendo con personaggi di spicco quali Balzac, Bellini, Chopin, Hugo.

Diventa madre di una bimba, ma essendo frutto di una relazione extraconiugale, deve aspettare la morte del suo ex marito per poterla legittimamente accudire.

Partecipa attivamente alle 5 giornate di Milano, e da qui la scelta di dedicarle una statua nella città. Organizza un corpo di 6000 donne volontarie sull'assistenza dei feriti, anticipando l'attuale Croce Rossa.

Fugge a Malta e in Turchia ma finalmente torna in Italia dove fonda un giornale politico "L'Italia" e la "Nuova Antologia". Il suo primo numero è scioccante per l'epoca perché affronta le tematiche relative alla condizione della donna nel presente e nel futuro.

Cavour non la coinvolge nel restauro politico, lei cambia impegno dedicandosi al miglioramento della vita dei suoi contadini, garantendo istruzione ai figli e luoghi per le madri che allattavano.

Da qui la famosa frase di Manzoni: "Se facciamo studiare i figli dei contadini poi chi coltiverà le nostre terre?"

Piazza Belgiojoso considerata "salotto di Milano", vicino al teatro La Scala e a pochi passi dal Duomo ma soprattutto di fronte alla casa di Manzoni, messaggio esplicito per evidenziare che la storia non deve essere fatta di negazioni a scapito di pochi, o impedire la scolarizzazione di massa per paura di un pensiero critico.

Cristina Trivulzio di Belgiojoso è lì con in mano carte, giornali, semplicemente con in mano una cultura a servizio di tutti. Guarda il suo palazzo che l'ha allontanata, non sostenendo le sue impopolari scelte, non capendo la sua grande intelligenza, caparbietà e impegno sociale, lasciandola dunque sola.

lo scultore Giuseppe Bergomi, anno 1953, considerato uno dei migliori scultori contemporanei, ha realizzato quest'opera, una scultura e non una statua, per costruire una memoria collettiva. È alta 1.80 m in bronzo dal peso di 400 kg. Ha raffigurato una donna che fu tante cose: viaggiatrice, giornalista, imprenditrice, filantropa, ma soprattutto libera.

Questo è un piccolo passo verso la parità di genere in cui non si può più retrocedere ed è più di una commemorazione, è un punto di partenza per restituire alle persone che hanno fatto azioni straordinarie, il loro valore davanti alla società.

Di valori parla anche il sindaco Sala: Milano riparte dai suoi valori, dalla sua storia, e dalla cultura. Milano rende omaggio alle figure femminili".

Vogliano le donne felici e onorate dei tempi avvenire rivolgere tratto il pensiero ai dolori e alle umiliazioni delle donne che le precedettero, e ricordare con qualche gratitudine i nomi di quelle che loro apersero e prepararono la via alla non mai prima goduta, forse appena sognata felicità!».

Questo è il messaggio di Cristina Trivulzio Belgiojoso, inciso dell'opera, un attuale augurio per tutte noi donne.

Chiara Sticca

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