Teatro: 5 Anni Senza Dario Fo

L’inventore del “grammelot” nel 1997 ricevette il Premio Nobel per la letteratura

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Sono già trascorsi 5 anni dalla morte di Dario Fo. Del gigante del teatro restano vari saggi di critica ed alcune opere in libreria: da "Fedayn" a "Morte accidentale di un anarchico", dal più celebre "Mistero buffo" al quasi sconosciuto "Johan Padan a la descoverta de le Americhe".

Ma più che letto Fo andava visto a teatro per quell'abilità giullaresca di irridere il potere, che gli permetteva di scagliarsi contro le classi dominanti ed esprimere la voce di quelle subalterne. Come i grandi uomini di teatro, come Carlo Goldoni ed Eduardo De Filippo, la sua esperienza di capocomico ha preceduto la fase di stesura del testo. Un testo che era già tutto scritto lì, nella sua mente, nel suo rapporto interattivo con il pubblico che negli anni settanta era partecipe e non semplice spettatore.

Allora perché 24 anni fa, nel 1997, fu così tanto contestato per il Nobel per la letteratura? Per la sua militanza politica? Sicuramente! Che però ha oscurato il vero motivo del conferimento di questo prestigiosissimo premio. Dario Fo ha di fatto inventato una nuova lingua, il "grammelot". Una lingua immaginaria, basata sul lombardo, eppure così immediatamente comprensibile: frutto di una elaboratissima ricostruzione filologica-documentaria che lo consegna a diritto nell’Olimpo degli uomini di teatro.

Emanuele Pecoraro

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