Un Professore La Fiction Di Alessandro D'Alatri Ci Riporta Tutti Al Liceo

Un Professore La Fiction Di Alessandro D'Alatri Ci Riporta Tutti Al Liceo

Andrà in onda su RAI 1 la nuova fiction "Un Professore" che vede protagonisti Alessandro Gassmann e Claudia Pandolfi.

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Dal prossimo 11 novembre in prima serata su RAI 1, le 12 puntate, in 6 serate, di “Un professore”, la nuova fiction coprodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy con Alessandro Gassmann e Claudia Pandolfi e la regia di Alessandro D’Alatri, che ci riporta tutti al liceo, rigorosamente in presenza.

Nel cast anche Paolo Conticini, Francesca Cavallin e Christiane Filangieri.

La serie, definita dagli stessi autori ed attori drammedy, ci racconta le vicissitudine del Prof. Dante Balestra (interpretato da Alessandro Gassmann), professore di Filosofia anticonformista ed assolutamente empatico che di ritorno nella capitale si trova ad insegnare nell’Istituto Leonardo da Vinci di Roma, dove è studente suo figlio Simone (il giovane attore Nicolas Maupas già visto in “Mare Fuori”), con cui non ha propriamente un rapporto idilliaco. Oltre ad avere un rapporto conflittuale con il figlio il Prof. Balestra si trova a dover essere ospitato nella villa della ex moglie (Floriana interpretata da Christiane Filangieri) con la madre Virginia (interpretata da Pia Engleberth).

La fiction è un intreccio di storie, di vite e di amori, che partendo dai banchi di scuola ci danno uno spaccato autentico di Roma, dell’ambiente giovanile e della sua frenetica quotidianità, tra amori, problemi familiari e per sbarcare il lunario, drammi giovanili, e molto altro, ma non voglio spoilerare nulla per non togliervi il gusto della visione.

A fare la parte del leone i giovani attori che interpretano gli studenti della classe 3°B, tutti bravissimi che convincono e che rappresentano il collante vitale di tutta la fiction, tra volti più o meno noti ed esordienti. Oltre a Nicolas Maupas, troviamo Damiano Gavino che nella fiction è Manuel, il figlio di Claudia Pandolfi (Anita), il famoso caso disperato che è presente in ogni classe di tutti le scuole. Brava anche Francesca Colucci (già vista in “Romulus” di Matteo Rovere) nella parte di Chicca, l’alternativa fidanzata di Manuel, dai capelli di mille colori. Simone Casanica (della serie tv “Jams”) è Giulio, lo studente più serio, Davide Mirti (“Attenti al Gorilla” e tanto teatro) è Aureliano. Elisa Cocco (già vista in “Genitori vs Influencer”) è Laura, la prima della classe amica di Luna, interpretata da Luna Miriam Iansante (divisa tra cinema, tv e il doppiaggio), Davide Divetta (direttamente dall’Act School) è Matteo, quello sempre dalla battuta pronta, Monica è Beatrice De Mei (la vedremo anche ne “Le più belle frasi di Osho”) è l’ultima arrivata, e poi c’è Giuseppe Palombo, soprannominato da tutti Pin, interpretato da Alessio De Lorenzi (già visto in “Non ci resta che il crimine”), che all'inizio sembra essere solo un nome su un registro, senza entità, che è stato costretto a lasciare la scuola, per motivi che solo il Prof. Balestra riuscirà a scoprire…

Abbiamo incontrato tutto il cast alla conferenza stampa di presentazione nell’Aula Magna del Liceo Mamiani di Roma, in un frizzante botta e risposta tra cast, produttori, regista, stampa, preside e professori, interrotti neanche a dirlo, dall’immancabile suono della campanella.

Abbiamo voluto fare qualche domanda proprio al regista Alessandro D’Alatri.

Una serie Tv che parla di scuola, in che modo è innovativa?

Secondo me è innovativa perché è un pretesto per raccontare l’azione interpersonale della nostra società contemporanea, chiaramente mette a confronto il mondo degli adulti con quello dei giovani e il mondo delle relazioni uomo/donna ma non soltanto, affronta tematiche come la sessualità, l’omosessualità, il bullismo.

Temi che vanno affrontati con grande serietà, perché quando si parla di determinati argomenti non c’è spazio per la commedia. La commedia la vediamo e viviamo nella nostra società, che affronta delle problematiche con determinati linguaggi …

La scuola diventa il punto d’incontro della società, purtroppo quella osmosi che tutti noi abbiamo auspicato negli anni ’70, tra società e scuola ancora non è avvenuta, non c’è stato ancora quel passaggio. Non c’è ancora quella “modernizzazione”, il compito è lasciato ai singoli, sono sempre i singoli come il Prof. Dante Balestra che fanno la differenza sui grandi temi della vita, coinvolgendo tanti altri singoli, il fattore innovativo è questo. Con la DAD la scuola è tornata nelle case, genitori e nonni ascoltavano le lezioni, la società, la famiglia ha riascoltato la scuola, e l’ha rivissuta, questa è una cosa molto interessata. E mentre succedeva tutto questo, in piena pandemia, con le scuole chiuse, noi giravamo in una scuola ricostruita. Con questa serie vogliamo salutare il rientro della scuola nelle case degli italiani.

I due grandi “mondi professionali” in crisi durante la pandemia sono stati la scuola e lo spettacolo e noi siamo stati il punto di incontro fra queste due realtà.

Tu sei un regista coraggioso perché in tutte le tue serie, utilizzi pochi attori di punta e opti per attori che provengono dal teatro o sono degli esordienti, come mai?

Ci vuole coraggio, che gusto ci provi a fare una squadra di tutti talenti? Anche di talenti popolari, per quello basta pagare… Non ne faccio né una questione di popolarità né tantomeno economica, io mi diverto moltissimo, vengono con una disponibilità e una voglia di mettersi in gioco e io con loro. Io sono un regista che adora lavorare con gli attori, adoro il teatro, vado più al teatro che al cinema, perché lì vedo la materia prima, il teatro è un “pozzo petrolifero” e poi il cinema fa la “raffineria”. Questa è stata un’altra occasione, c’è un corpo insegnanti meraviglioso (interpretato da Federica Cifola, Paolo Bessegato, Sara Cardinaletti e Giorgio Gobbi, per citarne alcuni) un cast stupendo di attori bravissimi ma poco sfruttati, immeritatamente, così come i giovani studenti, tutti eccezionali, molti al loro esordio. Il mio compito è dare una grande soddisfazione al pubblico ma anche a quegli attori che “stanno a casa” e attendono di poter fare qualcosa di interessante.

Un’ultima domanda ormai sei un esperto in serie televisive, quando ti rivedremo al cinema?

Tutti dicono che faccio la televisione come il cinema e il teatro come il cinema,  non riesco, però,  a fare il cinema al cinema. E’ una bella domanda sull’industria del cinema contemporanea, come si dice, la speranza è l’ultima a morire, il mercato è cambiato, è in mano agli esordienti…

Un Professore, dall’11 novembre su Rai 1, da non perdere!

Articolo di Stefania Vaghi

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