DEJA VU DI GIANLORENZO GASPERINI E VERA ROSSI

DEJA VU DI GIANLORENZO GASPERINI E VERA ROSSI

Alla Von Buren Contemporary in Via Giulia 13 in mostra due grandi artisti con opere fra sogno e realtà

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L’aura di mistero in cui è avvolto rendono il déjà vu da sempre un prodigio che affascina e intriga. Un fenomeno capace di regalare una sensazione  particolarmente strana percependo un determinato momento o evento come già visto o vissuto nel passato. E se è vero che l’arte può esprimere qualsiasi cosa, può rendere anche il déjà vu come qualcosa di più concreto quasi come se una sensazione riuscisse a materializzarsi. Un’intuizione che la geniale gallerista Michele von Büren ha voluto realizzare ospitando presso la sua Von Buren Contemporary in Via Giulia 13 due grandi artisti che usando tecniche e materiali diversi sono riusciti a creare opere che denotano quei pochi secondi di senso di familiarità che sembra fare da tramite fra passato, presente e futuro. Il "già visto", allora, può diventare il "déjà véçu", ovvero il "già vissuto".

Così fino al 12 aprile è possibile visitare la mostra “Déjà vu” di Gianlorenzo Gasperini e Vera Rossi due artisti che fanno parte del gruppo storico della galleria che ormai può vantare una delle scuderie più apprezzate della Capitale. Rapiscono letteralmente le fotografie di Vera Rossi trasportando direttamente in una vecchia casa abitata da generazioni che sembrano avere dato ognuna il suo contributo senza eliminare niente del precedente. La realtà di quadri, fotografie, vasi, fiori vengono riflessi su specchi crettati, per una sovrapposizione temporale di sensazioni già vissute proprio come quelle che può dare origine un déjà vu. L’artista, nata a Milano nel 1968, usando il plexiglass come supporto, riesce a dare ai suoi scatti quella patina lucida di delicatezza quasi da atmosfera sognante. Una visione onirica della realtà fatta di immagini che attraversano finestre, di nature morte, di vedute di interni o anche di ricordi come possono essere vecchie fotografie. E a rendere tutto ancora più suggestivo c’è la delicatezza dei colori con sfumature di celeste e verde pastello capaci di regalare allo spettatore anche una certa serenità.

Il lato più materiale della mostra è rappresentato dalle sculture in legno di Gianlorenzo Gasperini, lo scultore nato a Civitavecchia nel 1967, le cui opere in bronzo hanno fatto parte dell'esposizione permanente dell'Opera Gallery di New York. Ogni scultura esposta alla Von Buren Contemporary, come il Busto di donna con un'impostazione quattrocentesca e l'obelisco che richiama i reperti archeologici romani, rimanda a un’epoca precedente ritornando al concetto del déjà vu e quindi del “Già visto”. Ma anche ammirando le sue figure fra cui “Piroga”, “Falso Movimento”, “Uomo su sedia”, “Rebus” si possono notare forme che pur avendo assonanza con figure antiche acquistano, poi, un carattere di astrazione dal flusso temporale con il trasporto in quella stessa essenza rarefatta che si può vivere con le opere di Vera Rossi. Per il 2022 Michele von Büren ha ancora molti assi nella manica come la programmazione della mostra dell’artista romano Bato il cui stile si caratterizza per la capacità di non rinunciare alla forma ma di trasformarla in segno rapido e incisivo. Un altro evento da non perdere.

Rosario Schibeci

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