E’ Morto William Hurt. Uno E Centomila.Di Certo Mai Nessuno.

E’ Morto William Hurt. Uno E Centomila.Di Certo Mai Nessuno.

Gli attori sono creature particolari e ogni volta che ne muore uno si è, spesso, accarezzati dalla sensazione- a volte più forte e a volte meno, ovviamente-

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Gli attori sono creature particolari e ogni volta che ne muore uno si è, spesso, accarezzati dalla sensazione- a volte più forte e a volte meno, ovviamente- di aver perso un compagno di giochi esuberante nei confronti del quale sappiamo di provare dei sentimenti di stima ed affetto particolarmente importanti e verso il quale rimaniamo, comunque, guardinghi.

Forse è la loro natura “apparentemente” immateriale rispetto alla nostra quotidianità ad offrirci questo tipo di sensazione o forse è la loro forza vitale a farceli sentire cari oltre ogni razionale spiegazione, ma rimane il senso di vuoto straniante che ci avviluppa ogni qual volta veniamo a sapere che uno di loro si è apprestato a compiere quello che comunemente definiamo come “l’ultimo viaggio”.

Un appassionato medio di cinematografia, oggi, alla notizia della morte del monumentale (e non solo per bravura) attore statunitense William Hurt, avvenuta ieri 13 marzo 2022, avrà rimestato all’interno della propria scatola cranica per attribuire un volto, dei colori e un corpo, a quello che di certo non è stato negli ultimi anni uno degli uomini di punta del business cinematografico statunitense, ma del quale si può dire, con ragionevole certezza, che è stato tra gli attori più grandi del suo tempo.

Alto, altissimo, biondo dapprima per poi portare a spasso con tutta la sua portentosa eleganza una pelata non propriamente mainstream e dagli occhi colori ghiaccio, Hurt, diplomato alla prestigiosa Julliard School di New York è stato un’icona senza rivali della recitazione. E non solo quando spopolava, con addirittura la vittoria di un Premio Oscar in qualità di miglior attore protagonista del film “Il Bacio della Donna Ragno” nell’anno del Signore 1986- oltre alle 2 candidature sempre come attore protagonista nei due anni immediatamente successivi e una terza nel 2006 ( questa volta come non protagonista per il riuscito “A History of Violence”)- ma anche, se non soprattutto, in questa lunga ultima fase della sua carriera e della sua vita in cui compariva in pellicole scelte accuratamente e che arricchiva di un carisma difficilmente riproponibile.

Nello scrivere queste poche parole di omaggio per un uomo e per un professionista che è sempre sembrato votato ad una ricerca indefessa di valori artistici- e sembra strano affermarlo di chi era entrato a far parte dell’universo Marvel portando comunque avanti uno stile manicheo quasi estraneo al barocco modo di raccontare dei Cinecomics-, preme ricordare un piccolo episodio del curriculum dell’appassionato riguardante il film “Too Big to Fail”.

Film per la televisione del 2011, diretto da Curtis Hanson, racconta della crisi economica che nel 2008-2016 portò al fallimento della Lehmann Brothers e alla profonda situazione di difficoltà nel quale vennero a trovarsi molti altri istituti bancari statunitensi.

Bene è questo il consiglio- sicuramente non particolarmente “popolare” - che si ha il piacere di dare nel ricordare e per ricordare William Hurt, il gigante che ha seguito- e magnificamente- una strada che andava tracciandosi da solo.

Giuseppe Menzo

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