BUONA LA PRIMA DI CABARECHT

All’Off Off Theatre la forza artistica dei codici del Drag con la splendida interpretazione di Karma B e Holidolores rendono lo spettacolo in grado di comunicare con un pubblico diversificato.

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L’Off Off Teatro nella sua ricca programmazione sperimentale ha anche il privilegio di ospitare fino al 10 aprile la pièce “Cabarecht” prodotta dalla compagnia Ondadurto Teatro dall’ideazione e drammaturgia di Margó Paciotti e Mauro Leonardi. Dopo la programmazione in streaming causa pandemia, lo spettacolo ha finalmente la possibilità di esplodere su un palco alla presenza del pubblico che già per la prima ha riservato un’accoglienza molto calorosa. Tutto merito delle tre protagoniste Karma B e Holidolores che si confermano presenze artistiche complete considerata la loro bravura nel canto, nel ballo e nella recitazione.

Chi pensa di assistere semplicemente a un “Drag show” può sbagliarsi di grosso perché “Cabarecht” non è lustrini e pailletes ma qualcosa che si avvicina di più al teatro tradizionale strizzando l’occhio al genere Physical. Certo prepotente è la componente cabaret e varietà che contribuisce a rendere sempre il clima più leggero adottando anche l’arma della satira. Karma B e Holidolores riescono a fare della loro arte un veicolo per comunicare messaggi, per cui intrattenendo il pubblico con una performance di divertimento, lanciano prepotenti spunti di riflessione sul ruolo attuale dell’essere umano a prescindere dal genere.

Fra i momenti più suggestivi l’interpretazione di "Uomini addosso", brano sulla violenza fisica e psicologica subita dalle donne che Milva cantò splendidamente a Sanremo nel 93. Quella stessa recita aggressiva che Karma B e Holidolores hanno regalato alla platea dell’Off Off mettendo anche a confronto la posizione di una donna costretta a stare sul marciapiede con quella di tante casalinghe che fra faccende domestiche, doveri coniugali e gestione dei figli e delle finanze finiscono per annullare del tutto la propria femminilità. Oltre al pubblico in sala, le tre artiste danno vita sul palco anche a spettatori immaginari proprio per fare comprendere che certi concetti dovrebbero interessare qualsiasi categoria di persone dall’infanzia fino alle alte personalità dello Stato e soprattutto della Chiesa. Canzone dopo canzone, non può che lodarsi la scelta dei testi che sembrano quasi articolarsi in una storia unica con un finale che lascia la voglia di volerne ancora. Le musiche e gli arrangiamenti originali sono di L. Longobardi e D. Guarnieri, i costumi di K.B. Project, la voce narrante di Francesco Maggi per una co-produzione Drag Me Up-Queer Art Festival.

Rosario Schibeci

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