Alessandro Blasioli E Il Terremoto Del 2009: Un Pezzo Di Teatro Memorabile

Alessandro Blasioli E Il Terremoto Del 2009: Un Pezzo Di Teatro Memorabile

Questo Paese – l’Italia - si è spesso mostrato, soprattutto di fronte alle disgrazie naturali occorsogli, nella migliore delle ipotesi, come tragicamente impreparato

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Oggi ricorre il tredicesimo anniversario del terremoto che sconquassò L’Aquila, il capoluogo di regione abruzzese, e proprio oggi, pur non avendola programmata come attività da svolgere in relazione a dato anniversario, si è avuta l’occasione di assistere al monologo “Questa è casa mia” che l’attore/autore/regista abruzzese Alessandro Blasioli dedica alla dolorosa vicenda e che troverà ospitalità fino al 13 aprile, dopo aver debuttato ieri 5 aprile, tra le prestigiosa mura e sulle importanti assi del testaccino Teatro Vittoria di Roma.

Come dicevamo, autore, interprete e regista di sé stesso, Blasioli disegna uno spettacolo che nell’arco di tutti i suoi 80’ di durata si riempie di colori (dell’anima, si intende), suoni, lacrime, musiche, lacerazioni, amicizia e stupore.

Questo Paese – l’Italia - si è spesso mostrato, soprattutto di fronte alle disgrazie naturali occorsogli, nella migliore delle ipotesi, come tragicamente impreparato o, nella peggiore, come assolutamente traviato da una corruzione purulenta.

Ecco, Blasioli non ha paura di denunciare ancora - anche a distanza di tredici anni, come dicevamo – le storture che hanno preceduto e seguito - non dimenticando anche la gestione “meanwhile” - la questione “Aquila”.

L’attore teatino, grande talento, ottima penna e uomo dalla strabordante energia, mette in scena un monologo che ha nell’eloquio sicuro e svelto, in un corpo allenato dai e ai canoni della commedia dell’arte e in sonorità regionali abilmente sfruttate, caratteri distintivi di elevatissima qualità.

È la storia di due bambini e delle loro famiglie, di centraliniste al servizio di strutture che mal sopportavano gli sfortunati terremotati e di innumerevoli episodi di cattiva politica ai quali siamo tristemente abituati.

Blasioli racconta, egregiamente – lo si può ripetere - una storia che non vuole addolcire la tragica realtà di edifici crollati e vite distrutte e in questo mostra un coraggio assolutamente contrario al mainstream teatrale dei nostri anni.

Tiene il palco con un dolore che non sembra solo “attoriale” ed una dignità che appartiene, probabilmente, all’aver visto, con i propri occhi, le vite di persone a lui vicine cambiare nell’arco di pochi secondi.

Da un punto di vista tecnico colpisce il bel ed efficace disegno luci firmato da Marco Andreoli che l’attore sfrutta anche coreograficamente. Meriti quindi da dividere tra i due bravi professionisti.

Si è dunque “contenti” dell’aver assistito a questa replica così particolare di uno spettacolo che trova meritata cittadinanza in un luogo che si mostra molto attento alla valorizzazione delle capacità di giovani che si fanno largo a colpo di grandi abilità. Queste repliche sono infatti il premio che l’originario di Chieti sta riscuotendo dopo aver vinto l’edizione 2021 del prestigioso concorso “Salviamo I talenti” che il Teatro Vittoria indice annualmente per offrire occasioni di visibilità alle giovani leve.

A volte l’Italia è anche un paese meritocratico e ciò rallegrerà sicuramente anche l’attenta scolaresca che oggi sedeva adolescenzialmente inquieta e affamata sulle poltroncine rosse, con le orecchie protese e i cuori spalancati.

Nella speranza che non dimentichi mai il tanto impegno e la tanta passione che Alessandro Blasioli mette nella sua bella mission teatrale.

Giuseppe Menzo 

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