Capitano Ulisse La Recensione Di Ur

Scritto Pirandelliano, il testo definisce dunque la figura di un antieroe che tra tante avventure viene rappresentato attraverso la lente del femminile, nella sfida più grande, cioè quella dell’amore

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Al Teatro Trastevere in scena dal 6 al 10 Aprile “Capitano Ulisse” in collaborazione con Hangar Duchamp,lo spettacolo di Alberto Savinio con la regia di Andrea Martella.

In un’ambientazione post futurista, va in onda lo spettacolo “Capitano Ulisse”, rivisto e corretto da Andrea Martella in una chiave contemporanea ed esistenziale, dove in realtà i personaggi sono parte di uno scenario clinico, e soggetti ad un’analisi finale.

Rendere Omero “ospedalizzato” e soggetto a psicanalisi può essere senza dubbio un soggetto Dadaista, dove il significante perde di significato oggettivo e si tramuta in qualcosa di surreale, come appunto il tramutarsi dei personaggi in pazienti psichiatrici e rendere il monologo di Circe, Calipso e Penelope una resa femminile che perde completamente di senso con la scomparsa dell’oggetto d’amore, cioè Ulisse.

Il legare attraverso le manette le donne di Ulisse, infatti, è un po' il simbolo di un’ esclavage d’amour che si tramuta in follia, dalla quale neanche Ulisse, sobillato da Minerva e istigato ad uccidere, è esonerato.

Scritto Pirandelliano, il testo definisce dunque la figura di un antieroe che tra tante avventure viene rappresentato attraverso la lente del femminile, nella sfida più grande, cioè quella dell’amore, dove il traguardo di ritrovare Penelope lo porterà in realtà a perdere anch’ella in un gesto omicida che traviserà tutta la narrazione originale.

Ecco che lo spettatore-analista ci viene in soccorso con ironia e sagacia riportandoci al “buonsenso” ed ad un politically correct degno dei nostri tempi dove l’analisi della personalità, dell’accaduto ci riporta ad una realtà più accettabile, salvo poi sdrammatizzare l’incontro con un tentativo di riportare alla normalità il fallimento esistenziale del protagonista con un invito a cena.

Personaggio non meno importante sarà Euriloco che cercherà di salvare Ulisse da Circe e dalle sirene, sostenendo Ulisse nel bene e nel ritorno ad Itaca dalla sua amata.

Il bene ed il male, tuttavia, sono uniti e parte di un tutt’uno che rivela le caratteristiche più fragili dell’uomo moderno.

Monica Pecchinotti 

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