Al Teatro Golden Fino Al 24 Aprile L'opera Corale Ar Bar Della Storia

Al Teatro Golden Fino Al 24 Aprile L'opera Corale Ar Bar Della Storia

Fino al 24 aprile al Teatro Golden si ripercorre la storia da Romolo e Remo fino ai nostri giorni con l'opera corale "Ar bar della storia"

stampa articolo Scarica pdf

Dal 13 al 24 Aprile in scena al Teatro Golden “L’arte della truffa - Ar bar della storia”, un’opera corale scritta da Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli con Simone Montedoro, Claudia Campagnola, Emanuela Fresi e Toni Fornari, che ne è anche regista. Con loro sul palco sei ragazzi al loro debutto, gli studenti della scuola teatrale del Golden che alla loro prima non hanno tradito l’emozione.

Siamo in un bar, il tipico locale italiano degli anni ’90, dietro il bancone c’è la Sora Mimma, Emanuela Fresi, che riceve con la semplicità, l’ironia e quel pizzico di sarcasmo tipici italiani, e romani, i soliti avventori: Toni Fornari con la classica tuta da lavoro è un operaio, Simone Montedoro, jeans stretto, giubbotto in pelle e stivaletto, è il belloccio che ammalia e Claudia Campagnola una donna di periferia, dal passato forse turbolento e il presente malinconico. Si ritrovano in questo bar dove nasce uno scontro generazionale con gli altri sei presenti e a suon di battute, poesie e sulle musiche di Stefano Fresi, narrano la storia, di cui tutti facciamo parte, da Romolo e Remo fino ai nostri giorni, passando per la scoperta dell’America e la seconda guerra mondiale.

Rime dialettali grazie ai versi di Cesare Pascarella per narrare la nascita di Roma che ancora oggi è la patria della bellezza: d’altra parte, se fosse stata brutta, non ci sarebbe il Papa. Ironia e leggerezza per sfiorare il tema degli stranieri, anzi dei ‘forestieri’ nella Capitale. Gli sguardi cambiano per ripassare la seconda guerra mondiale e soprattutto la lotta partigiana: luci soffuse, viene intonata Bella Ciao, adagiando due bandiere dell’Italia sui tavolini disposti in fila come fossero due bare per omaggiare “il Partigiano morto per la Libertà”.

I ricordi, a memoria, in contrapposizione alle abitudini dei giovani con il nuovo linguaggio e i nuovi canali di comunicazione. Un video su tik tok è l’alterego moderno di una poesia del passato, ma l’obiettivo è quello di riflettere sull’importanza della conoscenza storica che ci insegna che tutto passa, ma tutto torna e si ripete ciclicamente sempre uguale. Un’ora di spettacolo che raggiunge anche l’obiettivo di tenere i più giovani lontano dai loro telefoni almeno per un po’.

Enrica Di Carlo 

© Riproduzione riservata