AL TRASTEVERE E’ DI SCENA IL TEATRO IMPEGNATO

AL TRASTEVERE E’ DI SCENA IL TEATRO IMPEGNATO

“Lo spettacolo delle_”, scritto e diretto da Marica Roberto, sorprende per i suoi spunti di riflessione sulla realtà mediatica che oggi viviamo così intensamente

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Lo spettacolo delle_ in scena al Teatro Trastevere ancora il 16 e poi il 19 aprile non è da primo impatto. In realtà è da guardare tutto con il fiato sospeso per poi metabolizzare alla fine, quasi inconsapevolmente, i profondi significati che riesce a trasmettere. Marica Roberto che lo ha scritto e diretto ha voluto inviare un messaggio di denuncia? Più che altro ha cercato di fare emergere in ognuno una certa autocoscienza su quello che certi media attraverso i giornali, la televisione e i social ci propongono quotidianamente esercitando una certa pressione emotiva soprattutto su quelli che possono essere gli animi più sensibili. Jonathan Lazzini e Marco Mavaracchio sono i due protagonisti che nell’intento di dare vita a uno spettacolo cercano di trovare un tema che possa adeguarsi proprio ai cliché che risultano più di facile presa a cominciare dalle storie strappalacrime che per un certo periodo hanno dominato i palinsesti. Ma è sulla violenza che bisogna puntare per interessare il pubblico così uno dei due arriva sul palco con una vecchia tv con lo schermo insanguinato mentre l’altro continua a pulire una pistola che non esiterà ad usare più volte.

La comunicazione fra i due è frammentata e in un continuo disaccordo che sembra non portarli mai da nessuna parte se non in un senso di continua esagerazione come se, per attirare l’attenzione, ci sia bisogno di qualcosa di sempre più forte e cruente. E cosa c’è di più atroce se non la guerra che i due cominciano a combattere da dietro una trincea che, comunque, non riuscirà ad evitare lo spargimento di sangue. La prova migliore per i due attori, anche perché fondata su una recitazione non più gridata e fatta di versi, è quella che porta lo spettacolo sul tema dell’immigrazione. Prima uno e poi l’altro si denigrano e si denudano a vicenda con parole che l’autrice ha saputo come rendere molto forti e soprattutto intense. Ed ecco che proprio da questo scambio di ruoli fra vittima e carnefice viene fuori l’importante concetto che gli altri siamo noi per cui non si può fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi stessi. Al finale la definitiva soccombenza di uno e la disperazione per la perdita da parte dell’altro portano a confondere ancora una volta il ruolo di vittima e carnefice anche perché forse l’uno senza l’altro non hanno ragione di esistere.

Rosario Schibeci

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