I MATTI DI DIO IL MESSIA D'ABRUZZO AL TEATRO 7 OFF

I MATTI DI DIO IL MESSIA D'ABRUZZO AL TEATRO 7 OFF

Al Teatro 7 Off di Roma arriva la storia di Oreste de Amicis, il Messia d'Abruzzo: un brillante Federico Perrotta vi condurrà in questo racconto. Impossibile non ridere

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Sembra una leggenda, eppure è una storia vera che andrebbe conosciuta meglio perché più attuale di quanto si possa pensare. Il Messia d’Abruzzo era Oreste de Amicis, un frate poi diventato prete del comune di Cappelle sul Tavo, un paesino abruzzese, che voleva fondare la sua religione basata sugli insegnamenti cristiani, senza contaminazioni dovute all’ingerenza dell’uomo e dei suoi interessi: la generosità, la purezza, la laboriosità. Tutto quello di cui si parla nel Vangelo, prima che l’uomo lo interpretasse per il suo tornaconto. Peccato che quando Don Oreste ha provato a far questo, tentando di ripercorrere i passi di Gesù, non è stato preso sul serio, anzi…

Per conoscere la sua storia, il primo passo è andare al Teatro 7 Off per assistere allo spettacolo “I Matti di Dio. Il Messia D’Abruzzo”: uno spettacolo divertentissimo, che vi farà ripercorrere questa vicenda, insieme a quella italiana, con continui riferimenti ai nostri giorni. Un condensato di bravura e risate, grazie all’intelligenza degli attori che portano sul palco l’Abruzzo, il suo linguaggio e soprattutto la sana follia di Don Oreste.

Un gruppo di amici, gli attori Andrea D’Andreagiovanni, Massimiliano Elia, Giacomo Rasetti capitanati dal capocomico Domenico, interpretato dal brillante Federico Perrotta, girano l’Italia con la loro “Compagnia degli orsi” per raccontare questa storia. Lo spettacolo inizia con l’irruzione sul palco dei quattro che per un’ora e un quarto, interpretando oltre 20 personaggi, ci raccontano l’ascesa e la fine di Don Oreste, che sognava di potersi fare portavoce degli ultimi, difendere gli interessi di chi lavorava la terra e subiva le ingiustizie del clero “che predica il vangelo, ma pratica il Diavolo”, autoproclamandosi Messia D’Abruzzo, ma è finito col diventare la parodia di se stesso.

La scelta degli apostoli, il porto di Napoli, la marcia fino a Roma o la definizione di Chieti come Terra Santa di questo nuovo credo: sarà impossibile trattenere le risate e gli applausi in uno spettacolo che fa dell'ironia e della spontaneità il filo conduttore. L’improvvisazione vi sorprenderà: ogni sera un giudice nuovo nel processo che vede protagonista l’autoproclamato Messia d’Abruzzo. Nel corso della prima dello spettacolo nella Capitale, sul palco è salito il maestro Pingitore accolto dagli applausi dei presenti. Musiche dal vivo e canzoni del repertorio abruzzese reinterpretate in chiave moderna.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Ariele Vincenti, sarà in scena a Roma fino al primo maggio. Le musiche sono di Francesco Mammola, le scene ed i costumi di Graziella Pera; il disegno Luci è di Marco Laudando, la fonica di Marco De Angelis.

Enrica Di Carlo 

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