Nello Storico Palazzo Turinetti Banca Intesa Sanpaolo Apre Le Porte Alla Cultura

Nello Storico Palazzo Turinetti Banca Intesa Sanpaolo Apre Le Porte Alla Cultura

Gallerie d'Italia sceglie Torino come sede espositiva del nuovo museo tra passato e futuro

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Gallerie d'Italia è un polo museale di Intesa Sanpaolo, nell'ambito del progetto cultura, impegnata ad avvicinare l'arte ai giovani. È presente a Milano, Napoli, Vicenza. Per Torino sceglie il Palazzo Turinetti, in cui gli uffici sono stati magistralmente trasformati, dall'architetto Michele De Lucchi, riportando il palazzo al suo splendore seicentesco, arricchendolo di una modernità e accessibilità contemporanea. Un museo come luogo d'incontro, tra passato e futuro, una piazza urbana con un grande scalone che diventa sosta e ristoro.

Il Palazzo Turinetti, si affaccia sulla bella piazza S. Carlo, salotto della città e la sua storia si avvicenda a periodi di lustro e altri di distruzione. Commissionato dal Marchese Giorgio Turinetti, banchiere del ducato di Savoia, su disegno di Carlo di Castellamonte, fa parte della trasformazione, che tra il 500 e 600, vede Torino, modificarsi urbanisticamente e architettonicamente, per essere una degna città capitale del regno sabaudo. Nel 1942/43 i bombardamenti su Torino danneggiano radicalmente la piazza e il palazzo presenta danni gravissimi. Nel 1951 diventa sede della banca Sanpaolo, che ristrutturandola, ridona l'immagine barocca ormai persa della piazza e del palazzo.

Tutti i passaggi della trasformazione vengono documentati, ora in mostra, nella zona ex caveau dagli archivi fotografici della banca: dalla distruzione dei bombardamenti alla ricostruzione. Tutela delle opere d'arte, conservazione e piena accessibilità, i punti di forza del nuovo polo museale, che alterna un meraviglioso passato negli ambienti sfarzosi e barocchi del piano nobile, all'essenza underground contemporanea degli spazi interrati.

L'architetto Michele De Lucchi propone un percorso museale nell'arte piemontese, esponendo 40 opere tra dipinti e sculture, arazzi, arredi, boiserie, stucchi, specchiere, preziosi intagli e 8 grandi tele realizzate nella seconda metà del 600 per decorare l'antico Oratorio della compagnia di Sanpaolo.

Questi spazi, grazie a Intesa Sanpaolo e a Gallerie d'Italia saranno in mostra permanente, mentre si alterneranno, in un fitto e interessante calendario, le mostre temporanee, specializzate in fotografia e cultura d'immagine, aventi come filo conduttore la storia e le tematiche legate alla contemporaneità.

In occasione dell'apertura, due sono le mostre: "La fragile meraviglia. Un viaggio nella natura che cambia" di Paolo Pellegrin e "Dalla guerra alla luna" scatti dell'archivio Polifoto Intesa Sanpaolo. Due mostre fotografiche tra presente e passato che si fondono nel tecnologico pannello d'ingresso, composto da tante fotografie, la fusione delle due mostre.

Mentre il fotografo Pellegrin rinuncia alla presenza dell'uomo nelle sue immagini, l'archivio propone invece una storia raccontata da individui che con i loro gesti, con i loro sorrisi o i loro volti preoccupati danno voce a un periodo storico che va dal 1945 al 1969.

Ma ogni fotografia è l'inizio di un racconto che va ad intrecciarsi ad altre storie.

Gli scatti di Paolo Pellegrin sono più di 100, e rivelano la verità di un fotografo che non si rifugia nella natura come antidoto al dolore, ma indaga e osserva il pianeta, partendo dalla sua fragilità. Il mondo attraverso quattro elementi: acqua, terra, aria e fuoco, interpretazione metaforica e spirituale tra fascino e timore. Un viaggio nella natura che cambia, reportage di un anno di viaggi in cui il fotoreporter, uno dei più celebri al mondo, esalta la grandiosità della natura, tra ghiacciai, vulcani, foreste pluviali e deserti della Namibia. Molto bello l'allestimento museografico, dalle stampe di grandi formati a pannelli serigrafici, arrivando a un iceberg stampato su vetro, per un inaspettato effetto tridimensionale, o a una luna appesa con immagini di acque tempestose.

L'uomo non c'è, ma la sua presenza, Pellegrin, la utilizza come un fuori campo, l'uomo è osservatore e artefice da dietro le quinte del cambiamento climatico, della devastazione ma anche della sua tutela e conservazione. Paolo Pellegrin è consapevole di un tempo che fugge, e che il cambiamento climatico è un conflitto.

"Dalla guerra alla luna" è una rassegna di fotografie di un'epoca di cambiamenti, proposti dall'archivio fotografico Polifoto, di Vincenzo Carrese, che a partire dal 1937, documenta qualsiasi tipo di evento. Scatti per vivere il nostro passato, la nostra storia, scoprendo cosa si nasconde in essa, animandola e riempiendola di suoni e vita. La prima fotografia in mostra è l'immagine di una casa diroccata, ma non è solo devastazione, ma rinascita nei sorrisi delle donne a cui veniva affidata la ricostruzione di un paese mutilato dalla guerra. L'ultima fotografia invece mostra un gruppo di giovani attenti all'allunaggio dell'Apollo 11, nella notte tra il 20 e 21 luglio del 1969. Volti increduli, speranzosi, ammirati dalla capacità e conquista dell'uomo.

In mezzo a queste foto attimi di quotidianità, tra sofferenza, fatica, gioia e vittoria, un intervallarsi ritmico tra utile e l'inutile.

Gallerie d'Italia ha saputo ridare lustro a un passato storico, ha saputo valorizzare e rigenerare spazi, mantenendo intatti i luoghi di memoria e proiettandoli in un futuro ricco di speranza.

Chiara Sticca

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