LA NUOVA MOSTRA “IN SCALA DIVERSA

LA NUOVA MOSTRA “IN SCALA DIVERSA

LUIGI GHIRRI, ITALIA IN MINIATURA E NUOVE PROSPETTIVE” A REGGIO EMILIA

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Reggio Emilia si sta rendendo protagonista di eccellenti manifestazioni di fama internazionale, tra cui una delle più importanti è la mostra in onore dell’artista di Scandiano Luigi Ghirri. La mostra dal titolo “In scala diversa. Luigi Ghirri, Italia in miniatura e nuove prospettive” sarà ospitata nel Palazzo dei Musei, curata dal critico Joan Fontcuberta, Matteo Guidi e Ilaria Campioli.

Luigi Ghirri è considerato uno dei più importanti fotografi italiani del 1900, lavorando sui nuovi codici della fotografia in cui le immagini da lui realizzate non sono imitazioni o semplici riproduzioni, ma modi di esplorare la realtà, sottolineando il carattere immaginario della visione e della rappresentazione. Il suo pensiero ha radice nelle maggiori correnti del Novecento, dall’arte dadaista all'arte concettuale fino alla pop art americana; mentre, in campo fotografico, i suoi punti di riferimenti sono i fotografi della scuola americana e francese. Le sue immagini, spesso realizzate "in serie", sono il risultato di una ricerca studiata a fondo prima dello scatto, in cui il reale e i suoi dettagli sono profondamente analizzati creando un’insieme unitario che poi, successivamente, ha creato e reso famoso il suo pensiero.

Questo atteggiamento non convenzionale lo rende immediatamente uno dei fotografi più apprezzati. All'intensa attività espositiva, Luigi Ghirri affianca l'idea di un profondo e prolifico lavoro di promozione culturale con l’attuazione di progetti editoriali. Diviene uno dei maggiori interpreti dell'architettura urbana e del paesaggio italiano.

Sulla mostra che si svolgerà a Reggio Emilia e avrà per protagonista l’arte di Luigi Ghirri, ritroviamo questioni concettuali ed estetiche su cui era al lavoro in quegli anni: l'illusione, la distanza fra la realtà e la sua rappresentazione, la comparsa di una natura artificiale, il consumo della realtà turisticizzata, lo sguardo dello spettatore e, soprattutto, i paradossi derivanti dai processi di riduzione in scala, secondo un meccanismo che accomuna le miniature del parco alla fotografia stessa. 

Evelyn Grazia Nericcio

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