Apre A Roma Il Museo Dell'Arte Salvata

Apre A Roma Il Museo Dell'Arte Salvata

Uno spazio espositivo di tesori "Salvati" che continueranno a raccontare a tutti la storia del nostro passato

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È stato inaugurato in giugno, il Museo dell'Arte Salvata, nell'aula ottagonale del museo Nazionale Romano, all'interno delle terme di Diocleziano. Con l'impegno congiunto della Direzione Generale dei Musei e la collaborazione del Comando dei Carabinieri Tutela e patrimonio Culturale, il museo è nato dalla volontà del ministro Franceschini nel dedicare uno spazio, alla valorizzazione del lavoro e del recupero di oggetti d'arte.

In questo bellissimo luogo dalla pianta quadrata esterna e ottagonale interna è in temporanea mostra "l'Arte salvata" dalle macerie dei terremoti, dagli scavi di emergenza per lavori pubblici ma soprattutto, sottratti da tombaroli, predoni, falsari, ricettatori e mercanti senza scrupoli. I reperti archeologici che sono e saranno ospitati nel museo sono stati trafugati, dispersi o venduti illegalmente, frutto di esportazioni illecite, acquisti di collezionisti senza morale e case d'aste. Un'inestimabile perdita di beni culturali intesi come espressione di memoria storica dei valori collettivi, nonché identità di una nazione, patrimonio come "dono del Padre" da poter essere tramandato per raccontare l'identità di un popolo.

Conservare il passato per poter vivere un degno futuro, questa la missione, dal 1969, del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che svolgendo indagini sul traffico illecito è riuscita a recuperare più di 3 milioni di beni culturali e sequestrati 1.3 milioni di opere d'arte contraffatte.

Il museo inteso come "porto sicuro" accoglierà e racconterà di tesori sempre nuovi, che transiteranno, in fase di limbo, prima di ritornare nel territorio di provenienza o nei contesti d'origine e di essere esposti in modo permanente. Esposizioni che ruoteranno in base agli esiti delle operazioni investigative, indagini partite da segnalazioni di furti o ammanchi di opere. Il Museo racconterà cosa c'è dietro le storie di recuperi, ripercorrendo il salvataggio delle opere d'arte in tutte le fasi: dalle indagini, al ritrovamento e alla restituzione, senza dimenticare il gran lavoro di diplomazia culturale.

L'allestimento composto da pannelli modulabili, permetterà proprio di cambiare di volta in volta la disposizione interna, teche disposte a corollario di un grande schermo dove immagini raccontano il grande lavoro dell'Arma, una narrazione visiva attraverso salvataggi subacquei e grandi operazioni di scavi in zone impervie e isolate.

Il Museo dell'Arte Salvata ha inaugurato l'apertura, con reperti di ceramiche, terrecotte, bassorilievi, oggetti e monete, risalenti all'epoca VII sec a. C. provenienti quasi tutti dall'Etruria meridionale o all'area laziale, dalla Puglia, dalla Basilicata, dalla Campagna e alcuni vasi a figure rosse provenienti dalla Magna Grecia.

Questa prima esposizione che rimarrà in mostra fino al 15 ottobre, tratta di reperti rientrati dagli USA, grazie al puntuale lavoro investigativo, condotto dai "Carabinieri dell'Arte", in collaborazione con le Autorità statunitense. Purtroppo, si sono perse tracce dei contesti architettonici da cui questi reperti sono strati trafugati e questo, è indubbio un grave danno per la conoscenza, la valenza culturale, sociale e storica. Attraverso questa serie di oggetti, però, si può tracciare una geografia delle grandi operazioni di scavo clandestino che hanno alimentato il traffico internazionale di antichità negli ultimi decenni.

Il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale gestisce la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti e con orgoglio possiamo affermare che è la più grande al mondo, grazie al quale l'Italia è riconosciuto il ruolo leadership del settore.

Tutelare e valorizzare queste ricchezze antiche è senz'altro un dovere istituzionale e questo museo dal nome così evocativo è una vittoria su un mercato parallelo che deturpa e danneggia il nostro patrimonio artistico, smembrandolo, depredandolo e vendendolo, lasciandoci sempre più poveri anche del nostro passato.

Chiara Sticca

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