I Colori Della Mia Terra Di Ana Paula Torres

I Colori Della Mia Terra Di Ana Paula Torres

Il Brasile del caffè e della terra rossa nelle opere materiche esposte all'Ambasciata Brasiliana

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Nella splendida piazza Navona, si affaccia con tutta l'opulenza, la storia, gli intrighi e i misfatti il palazzo Pamphilj ora sede dell'Ambasciata Brasiliana. In questo prestigioso luogo, Ana Paula Torres, propone il viaggio nella sua terra natia, alla ricerca nostalgica dei colori e dei suoni del Brasile. È un racconto che si snoda in 11 materiche tele, e ripercorre simboli e significati della sua "casa". La mostra progettata da un giovane curatore Alessandro Giansanti di Agarte, organizzazione giovane e dinamica, utilizza come didascalie per la completa lettura dell'opera artistica, brani di poesie e rimandi a canzoni brasiliane. La vista, il tatto, il suono, si fondono per una narrazione profonda.

L'artista nata in Brasile da una famiglia di origini italiane-tedesche, utilizza per le sue opere, un impasto a base di caffè, acrilici, colle e misture. Mescolati insieme, realizzano opere astratte che raccontano la storia di quella terra rossa e contemporaneamente la storia dell'immigrazione e ancor più indietro della storia di tante storie. Tradizioni demarcano i confini geografici immaginari, esaltando sensazioni ed emozioni, profumi e suoni, rumori e pensieri.

In queste 11 tele leggiamo le vicende del caffè, della sua origine etiopica e di tutti i passaggi che la portarono in Brasile, con gli schiavi africani. Comprendiamo il forte legame tra Africa e Brasile e nell'opera "Atlantico" entriamo in una storia di nigeriani resi schiavi partiti su navi in balia dei mari. Proprio durante queste attraversate cantavano preghiere alla divinità del mare, per allontanare le paure, invocando protezione e consolazione. Si rivolgevano a Lemanja madre dei figli e dei pesci colei che crea la vita, una vera e propria Madonna pagana. Il 2 febbraio, alcuni pescatori, stanchi del poco pescato, decisero di uscire in mare per offrire doni alla Dea degli abissi, affinché portasse un'abbondante pesca. Così ogni 2 febbraio di tutti gli anni, in Brasile si celebra la grande festa del mare, la gente si riunisce per strada e depone in acqua colorati fiori. Poesia e spiritualità si leggono nel quadro di Ana Paula, un azzurro screziato di giallo fa da sfondo a increspature come onde del mare o pirotecnici fuochi a sancire il giorno di festa, come è il titolo della canzone di Nana, Dori e Danilo Caymmi, da ascoltare mentre si contempla l'opera.

Acqua e terra, caffè e colle, dolore e ricordi.

Il Sertao, con le sue piogge violente e i suoi lunghi periodi aridi, sono raccontati nell'opera "terra Rossa", eccessi, come il poeta Joao Guimaraes Rosa declama nei suoi versi: il sertao è dentro di noi, stagioni fecondi e rigogliosa bellezza alternati a aridità e catastrofi mentre in mezzo solo solitudine.

Ana Paula Torres utilizza gli strumenti che adottò Burri per l'alterazione formale e fisica dei materiali, come i cretti e gli inserti di juta. Il racconto di Ana Paula è complesso perché ogni materiale contenuto nel suo quadro, porta in sé un passato. Vi è la narrazione della terra rossa, calpestata dai suoi avi, immigrati italiani, storie di nostalgie e delusioni, di fatiche e soprusi. L'artista utilizza brandelli di juta per raccontare il passato di questo prezioso frutto profumato, si percepisce la pesantezza dei sacchi, l'alternanza di giornate sempre uguali, e il calpestare di questa polverosa terra rossa carminio, che si sgretola, regalandoci intervalli di paesaggi lunari. Distruggere per ricreare, narrazioni di sensazioni reali, vissute, che rendono senza limiti e confini le opere, ci si perde nel potente colore, lasciandosi guidare dalle parole di una poesia o di una musica.

... "Perché non è l'angolo retto che attrae, né la linea retta dura e inflessibile ma la curva libera e sensuale, e nella curva ritrovo la montagna del mio paese, nel corso sinuoso delle loro risate, tra le nuvole del cielo e tra le onde, L'intero universo è fatto di curve..."

Oscar Niemeyer

Il poeta del cemento armato come lo chiamarono in tanti, citato sotto il quadro di Ana Paula, completa il viaggio nelle terre lontane in cui il caffè è portatore di reminiscenze e rimandi ed entra potente nel quadro, forgiandone i tratti e sussurrando note musicali. Non vi è una sola lettura rigida come un angolo retto ma ogni storia porta in sé l'armonia di una strada curva e il profumo intenso dei ricordi.

Chiara Sticca

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