La Pubblicità Della Forma

La Pubblicità Della Forma

A Milano negli spazi della fabbrica del Vapore le opere di Andy Warhol

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Nel pieno clima pop, in cui si trasforma l'ordinario in arte e l'oggetto commerciale in opere esclusive da collezione, dove la serialità e riconoscibilità sono valori indiscussi, Andy Warhol si presenta al mondo lasciando la sua firma indelebile nel firmamento dell'arte. La mostra alla Fabrica del Vapore, luogo di archeologia industriale, in Milano, racconta come la pubblicità cambiò Andy e come Warhol cambiò la pubblicità trasformandola in arte, costosissima e ambitissima.

Andando a ritroso, Andy Warhol, fece le prime esperienze di successo nel mondo della grafica, utilizzando la serigrafia, mescolandola con la fotografia. Rivoluzionò oltre al messaggio, anche la tecnica con cui venivano realizzate le opere, dando grande potere a tutto ciò che era consumistico, affiancando, alla vita di tutti i giorni, la sua concezione edonistica. Tutto doveva essere economico, democratico, e veloce, si dovevano ridurre i tempi di produzione per prediligere la diffusione di massa.

Il piacere doveva venire provocato da inutili o utili, ma ordinari innocui oggetti e i ritratti venerati come immagini religiose, superando il confine tra sacro e profano. Marilyn Monroe una diva da venerare al pari di un'immagine sacra è l'esempio più calzante e il successo comunicativo di Warhol più grande.

L'artista aveva come scopo finale, essere una macchina, produrre, produrre, produrre per soldi e fama.Sono gli anni '50 che suggellano l'esordio di Warhol sulla scena newyorkese, da grafico e illustratore ad artista. La mostra inizia da qui, dalla inarrestabile trasformazione dell'ordinario uomo in straordinario artista. Ci accoglie una BMW Art Car dipinta da Warhol e divenuta conseguentemente, una delle automobili di più valore della storia. La leggenda narra che in soli 28 minuti rovesciò su di essa 6 kg di colore, il risultato una splendida immagine di velocità in cui i colori si fondono e le forme perdono confine.

L'immediatezza, l'originalità e il coraggio, furono sempre caratteristiche del genio creativo di Warhol. Con grande audacia e sfrontatezza, chiese a sconosciute transessuali, di posare per lui, questi, dopo il tocco magico del re Mida pop, diventarono delle vere e proprie celebrità.  Riuscì a trasformare il simbolo dell'emarginazione, l'emblema dell'ultimo anello della catena sociale, in desiderio proibito.

Molte personalità che erano o che volevano sentirsi star successivamente commissionarono all'artista ritratti e questi diventarono per lungo periodo, la fonde primaria di guadagno.Warhol era imprenditore, visionario, e manager, produsse cinema e musica. Con la banda rock chiamata Velvet, realizzò la sua celebre copertina con la gialla banana. Ma questa non fu l'unica copertina famosa, divenne iconica la bocca con la linguaccia irriverente e ammiccante, utilizzata nella copertina dei Rolling Stones. La si può ammirare in questa bella mostra accanto a un vestito originale e rarissimo, composto con le serigrafie della Campbell soap, la celebre lattina di zuppa. Ci si poteva e doveva vestire di arte, utilizzando simboli di una rappresentazione del quotidiano famigliare americano.

Negli anni '80, i ritratti dell'artista venivano stampati sulle magliette, la grande star, quella per cui fare ore di fila per un autografo, era impressa su un indumento così comune come una maglietta, lo faceva apparire non come un'intellettuale emarginato, ma un vero e proprio brand da mostrare e idolatrare. 

Warhol utilizzò la pubblicità come una forma d'innovativa comunicazione artistica, creando persuasione, consenso e desiderio e a distanza di anni la voglia di possedere qualcosa che porti la sua filma o anche solo la sua immagine è ancora viva.

Chiara Sticca










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