A JOURNEY BEYOND THE END OF TIME

A JOURNEY BEYOND THE END OF TIME

Gli artisti israeliani Atar Geva e Nivi Alroy portano a Roma Arte in Nuvola un progetto davvero speciale che immagina una nuova genesi dopo la fine dell'era umana

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“Roma Arte in Nuvola”, fino al 20 novembre, oltre a dare spazio a circa 150 gallerie, propone un ricco programma di progetti speciali, talk e performance per attirare un pubblico più ampio di giovani e semplici appassionati. E proprio fra i progetti è possibile ammirare uno davvero speciale all’ultimo livello della Nuvola di Fuksas che vede coinvolti gli artisti israeliani Atar Geva e Nivi Alroy con “100 Years – A Journey beyond the End of Time”, una scultura e video installazione che immagina una nuova genesi dopo la fine dell'era umana.

L'ispirazione per l’opera proviene dal romanzo vincitore del premio Pulitzer, "The Sixth Extinction" di Elizabeth Kolbert, una giornalista scientifica del The New Yorker Magazine. Kolbert sostiene che gli esseri umani stanno cambiando rapidamente la forma della terra e la composizione dell'atmosfera, scatenando un'estinzione di massa della maggior parte degli esseri viventi, che molto probabilmente include noi stessi. Quando è stato pubblicato, “The Sixth Extinction” era ambientato nell’anno 2150. Secondo il nuovo report australiano sui cambiamenti climatici dell'anno scorso, la civiltà umana affronta il "rischio esistenziale" entro il 2050, cento anni prima dell’ambientazione del libro.

L’opera dei due artisti israeliani riserva sicuramente un forte impatto pur rimanendo affascinati dall’originalità nel rendere in tal modo un’ipotetica fine del mondo. Ad essere rappresentati i resti di imbarcazioni reduci da una forma di diluvio universale dove solo alcuni oggetti fanno presumere che a bordo potevano esserci anche degli umani. Una nuova genesi viene immaginata grazie a una specie di alghe che riesce a vivere in ogni circostanza e che i due artisti rendono con sacche di liquido che sembra ribollire come unico elemento di vita. E forse per scene del genere non bisogna nemmeno aspettare tanto considerato che qualcosa del genere ci capita già di vederlo ai telegiornali in seguito ai naufragi delle imbarcazioni che trasportano i migranti. Ecco, allora, l’arte che fa riflettere in una delle sue manifestazioni più importanti.

Nivi Alroy è un’artista multidisciplinare che vive in Israele, specializzata nel disegno, scultura, animazione e installazioni. Ha collaborato con professionisti provenienti da una vasta gamma di settori. Le opere di Alroy sono state esposte in Israele e in musei e gallerie internazionali. Nel 2015-16 è stata invitata presso la Facoltà di Scienze e Matematica dell'Università Ebraica di Safra dove ha collaborato con scienziati provenienti da diversi campi di ricerca. L’artista israeliana ha preso parte a molti eventi artistici in Israele, tra cui una mostra al Museo d’Arte di Tel Aviv e un’altra al Herzlia Museum. Alroy ha ricevuto vari premi e riconoscimenti in Israele. Inoltre, Nivi è consulente per la Fondazione culturale America-Israele per le Belle Arti e il Design. Atar Geva è un artista multidisciplinare che ha frequentato l’Istituto d’arte e il programma di formazione continua dell’Accademia di Belle Arti di Gerusalemme. Geva è un attivista ecologico e coordinatore del programma di arte e sostenibilità presso il liceo ebraico Herzliya che combina arte, scienza ed educazione all’interno del percorso formativo. Geva ha inoltre partecipato a diverse mostre che si sono tenute al Museo di Tel Aviv, il Museo di Herzliya, la Givon Art Gallery di Tel Aviv, l’Alfred Cooperative Institute for Art&Culture, e la Galleria Nazionale di Arte moderna di Nuova Delhi, in India.

Rosario Schibeci 

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