UNDERGROUND E CONTROCULTURA IN CATALOGNA NEGLI ANNI '70

UNDERGROUND E CONTROCULTURA IN CATALOGNA NEGLI ANNI '70

La mostra al Centro Centro nel Palacio de Cibeles è un motivo in più per una visita a Madrid

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Per gli amanti dell’arte Madrid è una fonte inesauribile di proposte che riescono sempre a creare un dialogo tra varie discipline come design, illustrazione, arte, fotografia, urbanistica, architettura, musica, letteratura, storia. Proprio come accade ogni volta al “CentroCentro” lo spazio pubblico di cultura e svago situato nel meraviglioso Palacio de Cibeles, ex Palazzo delle Comunicazioni, attuale sede del Consiglio Comunale della Capitale spagnola. E fino al 5 marzo, il quinto piano dell’incredibile struttura ospita la mostra “Underground and contraculture in Catalogna negli anni '70”, che attraverso musica, documenti, foto, giornali e filmati presenta un modo di vivere trasformato dalla libertà. Il racconto di una parte della gioventù ribelle che, nonostante multe, rapimenti, pestaggi, processi e arresti, ha avuto la necessità e il coraggio di sfuggire alle grinfie di ogni autoritarismo scegliendo uno stile di vita al di fuori di vantaggi, feste e istituzioni. Sono stati anni di creatività traboccante che si è espressa nell’arte, nel teatro, nella musica dei concerti all’aperto con “Le Ramblas” di Barcellona trasformate in una sorta di quartiere generale dove sono stati piantati i primi semi delle libertà civili di cui godiamo oggi.

L’esposizione presenta le copertine di molte delle riviste di controcultura a cui partecipavano migliaia di giovani e nelle cui pagine si rivendicavano la libertà sessuale, il femminismo e i diritti degli omosessuali. Allo stesso tempo iniziava la lotta ambientalista, si seguiva la medicina alternativa, l'agricoltura biologica e si manifestava per l'amnistia per i detenuti comuni e per la depenalizzazione delle droghe. “Underground and contrarculture in Catalonia negli anni 70” è una mostra curata da Pepe Ribas e Canti Casanovas, e co-prodotta da Palau Robert, Barcellona e CentroCentro.

                                                       Rosario Schibeci

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