I Giganti Della Montagna Al Teatro Marconi

I Giganti Della Montagna Al Teatro Marconi

Fino al 10 dicembre, adattamento e regia Claudio Boccaccini

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“Ho paura, ho paura...” Queste le ultime parole scritte da Pirandello prima che la morte lo sottraesse alla stesura finale dell'opera, come se il destino avesse voluto delegare ai posteri il compito di immaginare la conclusione. In scena fino al 10 dicembre al Teatro Marconi di Roma "I giganti della montagna" ultimo testo teatrale scritto da Luigi Pirandello, rimasto incompleto, con il finale dettato al figlio Stefano poco prima di morire, con la regia di Claudio Boccaccini, interpretata da Felice Della Corte, Silvia Brogi, Marina Vitolo, Marco Lupi, Fabio Orlandi, Titti Cerrone, Luca Vergoni, Marco Guidotti, Anastasia Ulino, Michele Paccioni e Carmelo Stifano. “I giganti della montagna” considerato il testamento artistico di Pirandello ed il punto più alto della sua poetica è un'opera suddivisa in tre atti e racconta la vicenda di una compagnia teatrale oramai disfatta, la compagnia della contessa Ilse, la quale non riuscendo ad accedere ai teatri comuni per mettere in scena "La favola del figlio cambiato", opera dello stesso Pirandello, vaga alla ricerca di un luogo dove sia possibile farlo,  giungendo così in una villa sperduta,  un luogo senza tempo venendo a contatto con i suoi bizzarri e misteriosi abitanti, "gli Scalognati" guidati dal mago Cotrone.

Villa Scalogna è un luogo magico dove tutto può accadere...

I suoi abitanti sembrano fantasmi, vivono sospesi nel tempo ed hanno il potere di far accadere realmente ciò che solitamente accade solo nei sogni.

Cotrone è la loro guida ed è lui che invita la compagnia della contessa a restare e recitare per loro, ma Ilse non è dello stesso avviso, lei ha la necessità che la sua opera viva in mezzo agli uomini. Cotrone propone allora ad Ilse di rappresentare l'opera ai giganti della montagna, degli individui rozzi, i quali hanno perso del tutto l'immaginazione, la fantasia, la magia, hanno scelto di votarsi ad una vita materiale senza trovare il tempo per l'arte, la cultura e decidono che l'opera venga rappresentata di fronte al popolo. Ma il popolo è pronto a questo? Riuscirà a capire Ilse e la sua compagnia? Lo spettacolo è un’opera onirica, corale, surreale di grandissimo pregio. In un luogo fuori dal tempo, un sogno vissuto da misteriosi personaggi che contrastano tra loro, in un alternarsi tra il razionale e l'irrazionale, continuamente sospesi tra realtà e immaginazione, tra vita e sogno, con continue incursioni dei secondi nei primi, fino a giungere ad una sovrapposizione tra realtà e immaginazione. Un mondo invisibile, immaginario, un mondo onirico che va oltre, dove tutto può accadere, ed allo stesso tempo un mondo dal quale non si può tornare indietro, dove il tempo e il luogo restano sospesi ed è qui che vive il Teatro. L'esuberante recitazione degli Scalognati è esaltata dalla mancanza della scenografia, mentre vibrante è quella degli attori della compagnia, maggiormente evidenziata dai costumi dai colori brillanti i primi, bianchi i secondi impreziositi dal meraviglioso gioco di luci e suoni (di Andrea Goracci) che fondono un insieme di voci e di anime. Sgargianti e vivacissimi i colori dei costumi e le luci che evidenziano una farsa onirica, i costumi realizzati da Lucia Mirabile per gli Scalognati, mentre Cotrone è un mago più composto. Silvia Brogi nelle vesti di una contessa fragile e nevrotica, Felice Della Corte è il Mago Cotrone che persevera il desiderio di salvare la Poesia ed il Teatro a resistere al degrado, anche se sa che sono destinati al fallimento. 

La grande regia di Claudio Boccaccini, che riprende letteralmente la trama dell'opera pirandelliana,  regala allo spettatore uno spettacolo meraviglioso curato in ogni dettaglio, un’opera importante, potente assolutamente da non perdere.

Stefania Petrelli

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