Al Teatro Le Salette Lo Spettacolo La Dama Bianca Di Eugène Scribe

Al Teatro Le Salette Lo Spettacolo La Dama Bianca Di Eugène Scribe

"Nascondere per rivelare" dalle parole del regista Stefano Maria Palmitessa

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La vendita all'asta di un vecchio castello, in Scozia, conteso tra un rampante intendente e gli affittaiuoli della contea, riconoscenti ai loro benefattori i Conti d'Avenel. Un giovane ufficiale dell'esercito inglese, all’oscuro del suo passato. Una fedele domestica, che sogna il ritorno dello scomparso figlio dei Conti. Una giovane orfana, cresciuta dalla Contessa che ha servito fino alla morte. Uno spirito si aggira nell'antico maniero e le sue apparizioni, tra credenze, paura e superstizione, determineranno eventi e destini.   L’opera “La Dama Bianca” di Eugène Scribe, con l’adattamento di Francesca e Natale Barreca e la sensazionale regia di Stefano Maria Palmitessa, vede sul palco uno straordinario gruppo di attori: Alessandro Laureti: Gaveston, intendente dei conti D'Avenel; Maria Laura Familiari: Anna, pupilla di Gaveston; Giovanni Prattichizzo: Giorgio, ufficiale inglese, Simone Proietti: Dikson, affittuario dei conti D'Avenel, Mary Fotia: Jenny, moglie di Dikson; Giovanna Castorina: Margherita, cameriera dei conti D'Avenel, Viola Creti: Mac Irton, giudice di pace; Davide Spena: fantasma, perfetti nell’interpretazione delle parti a loro assegnate. Con le musiche  e l'assistenza alla regia: Giovanna Castorina ed i costumi di Mary Fotia.   Uno spettacolo accuratamente studiato, dove la scenografia non rappresenta più l’ambiente sociale nel quale i personaggi prendono vita nell’azione drammatica .   Sul palco tutta la scena  si svolge in un unico spazio circoscritto, un sipario separa il pubblico dagli attori, uno spazio particolare, un boccascena essenziale, dove gli artisti non sempre sono visibili, ma presenti,  ed è solo da qui che lo spettatore può sbriciare ed immaginare quello che si trova al di la di esso,  o quello che apparirà quando questo verrà aperto come nel cosiddetto "Teatro dei burattini", in una  visione completamente diversa rispetto a quella abituale.   Lo spazio. il sipario, rappresenta una porta, un passaggio da un mondo ad un altro, attraverso il quale a volte è possibile osservare solo una piccola visuale dei personaggi o frammenti delle loro azioni.   Un luogo, non luogo, che fa ricorso a interventi a sorpresa. Il dramma che viene interpretato solo attraverso la mimica ed una recitazione velata di "sense of grotesque", volta a sottolineare i significati segreti.   Ritroviamo in scena  l'essenzialità sia della parola che del gesto nel descrivere qualcosa che non sta  davanti agli occhi, non cose ma… immagini della mente.   Stefania Petrelli

 

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