Alle Scuderie Del Quirinale Napoli Ottocento

Alle Scuderie Del Quirinale Napoli Ottocento

Degas, Fortuny, Gemito, Mancini, Morelli, Palizzi, Sargent, Turner”, una nuova grande esposizione, fino al 16 giugno 2024, a Roma, curata da Sylvain Bellenger insieme a Jean – Loup Champion, Carmine Romano e Isabella Valente

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“La mostra è il prodotto di un infaticabile lavoro di selezione e ricerca da parte del team curatoriale e organizzativo: un grande tributo alla civiltà figurativa napoletana, alla sua perdurante vitalità, alla sua ineguagliabile capacità di seduzione nei confronti dell’Europa intera e non solo”. Matteo Lafranconi   Le Scuderie del Quirinale presentano “Napoli Ottocento. Degas, Fortuny, Gemito, Mancini, Morelli, Palizzi, Sargent, Turner”, una nuova grande esposizione, fino al 16 giugno 2024, a Roma, curata da Sylvain Bellenger insieme a Jean – Loup Champion, Carmine Romano e Isabella Valente. Un affascinante e ricco percorso espositivo composto da  250 capolavori, una mostra che vuole essere un omaggio al ruolo centrale di Napoli nell’ambito del dibattito europeo sull’arte, che si propose come un centro di produzione artistica di assoluta centralità europea per tutto l’Ottocento.   Un percorso che va “dal Sublime alla materia” diviene in mostra uno schema di lettura della storia dell’arte a Napoli nell’Ottocento. Per questo, tale percorso è oggetto di un ulteriore intervento multimediale dello stesso Gargiulo che accoglie il visitatore sullo scalone d’entrata proponendo le immagini del Vesuvio in eruzione intese come sintesi dei due termini: il sentimento del sublime che deriva dallo spettacolo della forza terribile della natura, e la brutalità materica del paesaggio lavico che si trasforma in bellezza. Il mare, le montagne, il folclore, la terra fangosa del Vesuvio, la lussureggiante vegetazione della Campania, lo splendore ed anche il degrado hanno ispirato artisti quali Constantin Hansen, Silvestr Ščedrin, Simon Denis, Karl Böhme, Ludwig Catel, William Turner, Thomas Jones, Thomas Fearnley, Eduard Hildebrandt, Hans von Marées, John Singer Sargent, i pittori naturalisti di Posillipo, Portici e Resina, Anton van Pitloo, Giuseppe De Nittis, Ercole e Giacinto Gigante, Teodoro Duclère e Salvatore Fergola. Un rilievo significativo ricopre nella mostra la figura del pittore Edgar Degas, un artista che ha sempre rivendicato la sua appartenenza al movimento realista rifiutando l’etichetta di impressionista come qualificativo della sua pittura.   Seguendo lo svolgersi delle varie correnti culturali ottocentesche, la mostra dedica tre sezioni decisive alla tematica dell’immaginario storicista neo-pompeiano che reinventa temi o diffonde lo stile dei manufatti rinvenuti nelle città sepolte, dell’immaginario idealista neo-greco, intriso di evocazione ed elegia, e l’immaginario orientalista. Per giungere alle “contraddizioni” legate alla realtà, qui la materia stessa  diviene oggetto della pittura e della scultura, annullando le differenze tra l’una e l’altra attraverso effetti violentemente materici che trovano un paragone solo nella ricerca di Medardo Rosso, il quale anticipa di diversi decenni artisti quali Fontana o Burri.   Una panoramica ricchissima tra dipinti, sculture, arti decorative, storia e scienza: eloquenti testimonianze, nonostante i problemi e le tensioni sociali e politiche, di una tradizione artistica e culturale davvero secolare e ancora viva, inserita a pieno nella cultura europea contemporanea.   “Napoli Ottocento” rappresenta la sintesi di questo lungo percorso, un’occasione unica per ammirare opere di altissimo valore e per comprendere a pieno un periodo ricco di contraddizioni e di fascino.   Stefania Petrelli

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