Artificia Di Anna Capolupo A Casa Vuota

Artificia Di Anna Capolupo A Casa Vuota

Con la partecipazione di Emanuela Da Ros, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo

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Fino al prossimo 5 maggio Casa Vuota ospita “Artificia” la personale di Anna Capolupo, con la partecipazione di Emanuela Da Ros, curata dal consolidatissimo binomio Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.

Casa Vuota per quest’occasione diventa un ambiente misterioso, quasi fiabesco, dove il quotidiano e i ricordi si mescolano divenendo opere pittoriche, sculture di biscotto ed installazioni site-specific.

Attingendo dal proprio passato, dalle esperienze delle loro case di origine,  le due artiste hanno ricreato uno spazio onirico, quasi senza tempo, nel quale si mescolano il gesto pittorico  e le “dolci” sculture di Anna Capolupo e le sculture metalliche e l’installazione aerea di Emanuela Da Ros.

Si inizia con una capanna al centro della stanza che ricorda i tipì dei nativi americani o un tendone circense, con una scultura di ottone all’interno, i colori sono sgargianti, in una vera e propria full immersion nel colore.

Nella stanza attigua, dei Glicini, troviamo un lettino che Anna Capolupo ha circondato di bassorilievi modellati con la pasta dei biscotti, sculture commestibili che attingono direttamente alla tradizione calabrese e la reinventano nelle forme e nei significati. Mentre l’installazione aerea di Emanuela Da Ros rotea tra paste vitrei, aculei di istrici e altri materiali.

In ognuno dei tre spazi espositivi di Casa Vuota si trova un oggetto scultoreo di Emanuela Da Ros, dalla grande forza espressiva, che dialoga perfettamente con le opere di Anna Capolupo.

Ho voluto fare qualche domanda ad Anna Capolupo e ad Emanuela Da Ros.

Come nasce questo sodalizio artistico tra lei ed Emanuela De Ros?

AC: Il legame tra me e Emanuela parte dalla pandemia - ci conoscevamo già da prima e viviamo nella stessa città, siamo amiche - quando abbiamo cominciato a condividere lo studio, lo spazio dove lavoriamo abbiamo trovato delle similitudini, delle cose che ci legano particolarmente e che richiamano alla nostra casa, quella di provenienza, da cui veniamo.

EDR: Io veneta e lei calabrese, praticamente agli antipodi.

AC: Abbiamo iniziato, senza volere, a trovarci a ragionare “sul che cos’è la casa”, su che cos’è la nostra casa oggi.

Io non vivo più nel mio luogo di origine da 20, Emanuela lo stesso. Abbiamo notato che quello che dipingevo io, si riproponeva nelle sue opere e viceversa.

EDR: L’oggetto, il gioiello, la struttura, abbiamo un’estetica che ci accomuna, ci piacciono molto gli ex voto. Da piccola veniva portata dalla mamma a vedere i santuari in Veneto, e rimanevo ore ad ammirarli.

Abbiamo gli stessi temi, a volte forti, Firenze era il luogo dove poter esprimere la nostra creatività, e Firenze è assolutamente nel mezzo tra il Veneto e la Calabria. Siamo un po’ vittime di una sorta di nostalgia.

AC: Essere così emotivamente coinvolte col posto dal quale provieni non ti dà la possibilità di un pensiero critico, lo abbiamo rappresentato anche a Francesco Paolo del Re e a Sabino De Nichilo di Casa Vuota.

Abbiamo una relazione malinconica con quello che è casa.

La scelta dei materiali, a parte il gesto pittorico?

AC: Utilizzo la cartapesta e dei materiali tipici della pasticceria, ovvero farina, miele, uova da cui venivano create le forme umane.

EDR. Uso l’ottone, della porcellana, e resine e pigmenti, pirite, aculei di istrice, pelo di cane infeltrito per l’installazione.

Cosa volete trasmettere allo spettatore, a chi viene a vedere la vostra esposizione a Casa Vuota?

AC: Ripensare a che cos’è una casa, se è in posto o sono le emozioni in realtà, che ci fanno sentire a casa. E’lo stesso pensiero che abbiano noi che condividiamo. Oggi noi non possiamo tornare a vivere in quel posto, per noi ci sono le emozioni, quella è la nostra casa. Noi abbiamo una casa 1 e una casa 2. Bisogna domandarsi che cos’è l’abitare, che cos’è la casa, che emozione crea e tramite cosa.

Ragioniamo sugli oggetti che hanno creato in noi emozioni, gli oggetti che ricreano le situazioni, l’emozione. Sono gli oggetti che ricreano la casa.

L’esposizione è pensata per lo spazio di Casa Vuota?

La mostra è assolutamente site-specific, casa piena di oggetti, come le nostre case.

Il risultato è assolutamente da non perdere, solo su appuntamento fino al 5 maggio!

Stefania Vaghi

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